La sentenza della Corte Suprema britannica sulla realtà del sesso biologico non va giù alla ministra per le Donne e Pari Opportunità Bridget Phillipson che in questi giorni ha bloccato la pubblicazione di linee guida che costringerebbero aziende ed enti pubblici a proteggere gli spazi riservati alle donne. Per la politica laburista le norme proposte sarebbero “escludenti verso le donne trans”. Lo ha rivelato giovedì il Daily Telegraph.
La Ministra per le Donne e le Pari Opportunità ha sostenuto in una memoria presentata in tribunale che consentire alle donne transgender – biologicamente maschi – di accedere ai bagni e agli spogliatoi riservati alle donne non costituirebbe una violazione dell’Equality Act.
Il giudice ha però affermato che tale approccio è “incoerente” con la sentenza della Corte Suprema secondo cui il sesso implica il sesso biologico ai sensi dell’Equality Act.

Il mese scorso l’organizzazione no-profit The Good Law Project ha contestato le linee guida provvisorie inviate a Phillipson dalla Commissione per le Pari Opportunità e i Diritti Umani, secondo cui la sentenza della Corte Suprema impedirebbe alle donne transgender di utilizzare gli spazi riservati alle donne. Phillipson è stata rappresentata all’udienza da Zoe Leventhal KC, la quale ha suggerito che le persone transgender debbano essere incluse nell’uso di spazi riservati a un solo sesso.
Una trascrizione dell’udienza, visionata dal Telegraph, mostra che il giudice Swift le ha detto: “Ma questo significa riscrivere la sentenza della Corte Suprema sull’appello presentato da For Women Scotland”, ricordandole che il caso della Corte Suprema riguardava “proprio cosa si intende per uomini e donne ai sensi della legge”.
Ha aggiunto che i suoi argomenti erano “incoerenti con la legislazione vigente”.
La sentenza è attesa nelle prossime settimane. Se il giudice accoglierà l’istanza del Good Law Project, Phillipson potrebbe chiedere alla Commissione per le Pari Opportunità e i Diritti Umani di riconsiderare le sue linee guida.
Il 4 settembre la Commissione per le Pari Opportunità e i Diritti Umani aveva inviato alla ministra una bozza di codice di condotta sull’accesso alle strutture per soli uomini e donne, aspettandosi che le promulgasse rapidamente. A più di tre mesi di distanza, le linee guida non sono state ancora presentata al Parlamento.
Il governo, però, assicura:
“Abbiamo sempre sostenuto la protezione degli spazi per soli uomini e donne in base al sesso biologico e ci aspettiamo che tutti rispettino la legge e seguano la chiarezza fornita dalla sentenza della Corte Suprema. La Commissione per le Pari Opportunità e i Diritti Umani ha presentato una bozza di Codice di condotta ai ministri e stiamo lavorando alacremente per esaminarla con l’attenzione che merita. Si tratta di un documento di 300 pagine, giuridicamente complesso”.
traduzione a cura di Maria Petroncini
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