Negli Stati Uniti ci sono almeno 28 cause civili intentate da detransitioner e che saranno dibattute in aula di qui alla fine di agosto. La prima inizierà tra un paio di settimane, a Portland, Oregon, la seconda si svolgerà a New York a febbraio. L’età i cui i pazienti si s varia dai 12 ai 30 anni circa. Almeno metà dei procedimenti riguarda persone che erano minorenni all’inizio del trattamento o quando sono state sottoposte a intervento chirurgico. Una vittoria degli istanti in queste cause potrebbe spingere molte altre donne e uomini trans pentiti ad adire alle vie legali.
“In questo momento – dice il giornalista americano Benjamin Ryan in un post su X – la maggior parte degli avvocati sta giocando sul sicuro e si aspetta di vedere se questa è un’iniziativa redditizia. Molti casi sono incorsi in prescrizione, ma la maggior parte andrà in appello. Le cause sono state tutte intentate a partire dall’agosto 2022″.
La prima causa ad andare in tribunale è quella di Camille Kiefel, 32 anni, che vive in Oregon. La donna nel 2020 si è sottoposta ad una doppia mastectomia approvata dai medici dopo solo due incontri su Zoom.
Tutto è cominciato quando la sua migliore amica è stata violentata da un parente in prima media, allora Camille ha cominciato a vedere il suo essere donna come un problema. In quel periodo anche suo padre le ha impartito dei consigli con le migliori intenzioni che però si sono rivelati controproducenti.
“Mio padre mi raccontava di come gli uomini parlavano delle ragazze, perché voleva proteggermi e farmi vestire in modo più sobrio ha raccontato al New York Post -. Ma questo ha peggiorato la mia ansia. Tutto questo mi ha davvero rovinata. Ricordo che avevo persino paura di stare da sola”.
Da quel momento in poi, ha iniziato a vestirsi in modo più androgino. “Non volevo mettere in risalto le mie curve” spiega. Ma l’idea di non essere effettivamente una donna non venne in mente a Camille finché non si iscrisse alla Portland State University, dove frequentò i corsi di gender studies e venne a conoscenza di visioni alternative su sesso e genere. A 25 anni Camille si dichiara non binaria e usa i pronomi “lei/loro”. Nel frattempo lotta con una serie di problemi mentali, tra cui ansia, disturbo da stress post-traumatico, disturbo depressivo maggiore e ADHD.
Nel pieno della pandemia del 2020, Camille, allora trentenne, pensa di sottoporsi ad una mastectomia: “Ero così disfunzionale e volevo solo qualcosa che mi aiutasse – dice -. Pensavo che sarei stata più felice”.
Ma ben presto la giovane si rende conto che l’operazione era stata un errore e l’aveva mutilata. Così, due anni e mezzo dopo, fa causa alla sua assistente sociale, alla sua terapeuta e alle cliniche di genere per cui lavorano – Brave Space Oregon e Quest Center for Integrative Health – chiedendo fino a 850.000 dollari di danni.
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