Spagna. Psicologa denunciata dai transattivisti. Rischia la sospensione
Carola López Moya, femminista e di sinistra, pensa che le persone con disforia debbano accettarsi. rompendo le gabbie del genere e senza medicalizzazione. Le associazioni T l'hanno denunciata dicendo che il suo approccio è "terapia di conversione". Rischia una sanzione fino a 120 mila euro oltre alla sospensione dell'attività

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Mentre proprio nei Paesi che hanno adottato per primi il protocollo medico (bloccanti della pubertà, ormoni cross-test) per la transizione delle-dei minori -come in Svezia e Norvegia- si sta tornando all’approccio psicologico in prima battuta, in altri Paesi dove si è da poco raggiunto il peak trans la terapia della parola è ancora giudicata terapia di conversione. Questa vicenda spagnola è esemplare. Solidarietà a Carola López Moya.

Una psicologa femminista di sinistra e critica dell’identità di genere è la prima persona ad essere denunciata in Spagna per “presunta promozione di terapie di conversione alle persone trans”. Rischia una pesante sanzione e di perdere l’abilitazione.

Dopo due denunce dell’Associazione transessuale andalusa e dell’Associazione spagnola contro le terapie di conversione, il governo andaluso ha aperto un fascicolo sanzionatorio per Carola López Moya, psicologa che lavora principalmente con donne che -come lei- sono madri di bambine e bambini disabili.

López Moya è finita nel mirino degli attivisti queer per dei messaggi sui social in cui sostiene, per esempio, che “le donne trans sono uomini” e che “se qualcuno è scontento del proprio corpo, la cosa logica è aiutarlo ad accettarsi con la minor invasività possibile”. Ma la denuncia è arrivata soprattutto per un tweet in cui scrive che i suoi pazienti “stanno facendo progressi proprio perché li aiuto a liberarsi del disagio psicologico prodotto dal genere, una costruzione culturale che subordina le donne“.

Questo tweet, secondo gli accusatori e secondo il governo andaluso, proverebbe che l’aiuto offerto dalla psicologa sia una sorta di “terapia di conversione” e dunque “possa costituire una gravissima infrazione amministrativa ai sensi della legge regionale sulla parità di trattamento e la non discriminazione delle persone LGBTI”.

La norma, approvata nel 2017 sanziona la promozione, la diffusione o l’esecuzione “con qualsiasi mezzo di qualsiasi tipo di terapia per modificare l’orientamento sessuale e l’identità di genere al fine di adeguarlo a un modello eterosessuale e/o cissessuale”. López Moya rischia ora una multa compresa tra 60.000 e 120.000 euro, oltre al divieto di accedere agli aiuti pubblici e di stipulare contratti con l’amministrazione, l’interdizione personale per un periodo da tre a cinque anni e la chiusura temporanea della sua attività.

Maria Celeste

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