Spagna: femministe del Psoe seminano ostacoli sul cammino della Ley Trans

Dopo il recente voltafaccia dei socialisti spagnoli, che si erano schierati a favore della Ley Trans, le femministe del partito riaprono il dibattito, proponendo per il prossimo Congresso Federale emendamenti contro l'identità di genere. Che incontrano il consenso della base, mentre la direzione al momento tace
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Il collettivo femminista del PSOE ha presentato al 40° Congresso Federale del partito emendamenti ad alcuni punti del programma che violerebbero le politiche di uguaglianza.

In particolare l'obiettivo è evitare "l'introduzione di formulazioni che implichino battute d'arresto per le politiche di parità" e quindi per "la garanzia dei diritti riconosciuti delle donne"

"La sostituzione del sesso con il genere" spiegano le firmatarie "impedisce una corretta analisi della realtà sociale, economica e politica di fronte alle disuguaglianze" oltre a "mettere a rischio la necessaria disaggregazione dei dati per sesso" e a nuocere agli " spazi riservati alle donne".


Si afferma inoltre che è necessario modificare il nome della voce "Mainstreaming per garantire l'uguaglianza di genere" in "Mainstreaming per garantire l'uguaglianza tra donne e uomini". Si chiede anche di sostituire il concetto di "trans" con quello di "transessuale", spiegando che il termine trans non gode di alcun "riconoscimento o validità legale, in quanto termine ombrello che comprende realtà diverse, dalla transessualità fino a comportamenti definiti trasformismi . Il collettivo femminista esige la necessità di una presentazione "scrupolosa" nei termini.

Gli emendamenti includono anche l'eliminazione del simbolo "+" all'interno dell'acronimo LGTBI + in quanto, spiegano giuridicamente instabile, indefinito e impreciso, il che genera incertezza giuridica" . Le promotrici precisano che intendono difendere la netta separazione tra le rivendicazioni femministe e quelle dei collettivi LGTBI.

Fatto significativo, gli emendamenti hanno già raccolto la maggioranza dei consensi ovunque siano stati presentati a livello di organismi locali e godono di un sostegno crescente nella base del Psoe, mentre la direzione al momento si trincera nel silenzio. Gli emendamenti devono essere approvati dai delegati affinché possano essere finalmente incorporati nel testo finale.

Come si ricorderà la vicepresidente del Consiglio, la socialista Carmen Calvo, si era a lungo opposta alla discussione della Ley Trans, sostenuta dalla ministra per l'Uguaglianza Irene Montero (Podemos). Ma alla fine anche il Psoe aveva capitolato di fronte alle richieste dei transattivisti che chiedono la libera identità di genere o self-id (vedere qui).

Radfem Italia ne aveva discusso in un incontro pubblico con Ángeles Álvaréz, referente del cartello ContraBorrado e tra le più note rappresentanti del femminismo radicale spagnolo, analizzando le affinità tra il testo della Ley Trans e quello del ddl Zan: qui il video dell'incontro.

Se il corpo del Psoe sosterrà, come pare, gli emendamenti proposti dalle femministe del partito, il Congresso Federale e la direzione non potranno non tenerne conto, e la Ley Trans incontrerà nuovi ostacoli sul suo cammino.

Marina Terragni

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