Spagna: approvato il disegno di legge contro la violenza vicaria. Che colpisce i figli per punire le madri
Questa forma di violenza, in in cui l’aggressore –partner o ex partner– colpisce i minori o altre persone care alla donna per punirla, intimorirla o distruggerla psicologicamente, sarà riconosciuta come fattispecie autonoma di reato

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Il Consiglio dei Ministri spagnolo ha approvato un disegno di legge storico: per la prima volta, la violenza vicaria sarà riconosciuta come reato specifico all’interno del Codice Penale. È un passo avanti cruciale nella lotta contro la violenza maschile sulle donne, che troppo spesso prende forme indirette ma devastanti.

Cos’è la violenza vicaria
È una forma estrema di violenza di genere, in cui l’aggressore – partner o ex partner – colpisce i figli, o altre persone care alla donna, con l’obiettivo deliberato di punirla, ferirla e distruggerla psicologicamente. Non si tratta di “conflitti familiari”, ma di una strategia di dominio patriarcale: i figli diventano strumenti per riaffermare il controllo sull’ex compagna.
Come chiarisce la legge, rientrano in questa definizione le violenze commesse anche contro minori sotto tutela della donna, ascendenti, fratelli o coniuge.

Perché questa legge è urgente
I numeri parlano chiaro: 65 minori sono stati uccisi dai loro padri o dai partner delle loro madri da quando esistono dati ufficiali. Solo nei primi mesi del 2025, le vittime sono già tre. Questi omicidi non sono “casi isolati”, ma parte di una violenza strutturale, sistemica, che colpisce le donne nel cuore affettivo per spezzarne la resistenza.

Le novità del disegno di legge
Il nuovo reato sarà inserito tramite l’articolo 173 bis del Codice Penale, con pene che arrivano fino a 3 anni di carcere e sanzioni accessorie fino a 5 anni.
È prevista anche la proibizione di pubblicare o diffondere contenuti legati al reato, per impedire la spettacolarizzazione del dolore delle vittime, per evitare che si ripeta quanto accaduto con il controverso libro El odio, sul caso dei due bambini di sei e due anni uccisi nel 2011 dal loro padre José Bretón; nel marzo 2025 la madre delle piccole vittime chiese la sospensione della pubblicazione del libro al fine di proteggere il diritto alla privacy e l’ immagine dei propri figli. 


I minori al centro: non più spettatori, ma soggetti di diritto
Un altro fronte fondamentale riguarda la partecipazione attiva dei minori nei processi di separazione e violenza domestica. Ad oggi, solo i minori sopra i 12 anni vengono ascoltati nei casi di divorzio contenzioso. Il Ministero dell’Infanzia e della Gioventù sta negoziando con quello della Giustizia affinché tutti i minori, indipendentemente dall’età, possano essere ascoltati, riconoscendo il loro diritto a essere parte attiva nella tutela dei propri diritti e legami affettivi.

Una legge necessaria
Il riconoscimento della violenza vicaria come fattispecie di reato è una conquista femminista, frutto di anni di battaglie, denunce e dolore reso visibile dalle madri sopravvissute e dalle associazioni di donne. Un primo passo per rendere consapevole la società dell’importanza di estirpare questo tipo di violenza così brutale.  Un primo passo verso un cambiamento radicale nella cultura giudiziaria, ancora troppo spesso cieca davanti alla violenza patriarcale. Servono formazione, risorse, ascolto. E serve credere davvero alle donne quando denunciano, prima che sia troppo tardi.

Articoli originali qui e qui

Traduzione e adattamento: Efferre


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