
Le parole “donna” e “sesso” dell’Equality Act, legge antidiscriminazione del 2010, si riferiscono alle donne biologiche e al sesso. Le attiviste di For Women Scotland che hanno fatto ricorso davanti alla Corte Suprema britannica, per la terza volta , hanno vinto. La Corte ha rifiutato l’interpretazione del governo scozzese che includeva nella definizione le donne trans con il Gender Recognition Certificate. Nell’aula del tribunale le donne che combattono dal 2018 e che la ex prima ministra Nicola Sturgeon aveva definito bigotte, si sono guardate prima incredule poi sollevate e poi sono saltate in piedi in segno di vittoria. Una lunga battaglia che vi abbiamo raccontato qui e qui, qui, qui.

Fuori sono esplose in abbracci, lacrime, balli, bottiglie di champagne. È partito un coro: “We stand together Side by side, We will defend our rights. We stand together side by side, we’ll not give up our fight”: sembrava che la squadra del cuore avesse vinto la coppa del mondo.

È una giornata storica per i diritti delle donne anche se il giudice Lord Hodge ha confermato ciò che è ovvio a ogni persona di buon senso e cioè che il sesso è immutabile, che essere una femmina non è una scelta o una identità ma un semplice fatto della vita.

«Siamo felici», ha commentato Maya Forstater di Sex Matters a Radfem Italia. «Il verdetto iniziava con i diritti delle donne, ha messo i diritti delle donne al centro. Ha capito che l’Equality Act protegge tutti. Bisogna essere chiari su chi sono gli uomini e le donne per proteggere le persone dalla discriminazione sessuale. È tutto quello che volevamo. Abbiamo ottenuto quello che volevamo: il sesso è importante». Qui il video con il commento di Forstater.

Jenny Willmott, direttrice di Scottish Lesbians, ha aggiunto: «Possiamo dire che le organizzazioni lesbiche esistono ancora. Possiamo tenere gli uomini fuori comunque si identificano. È un passo gigante per recuperare quello che abbiamo perso, che è tutto».
E infine J. K. Rowling: «I vincitori alla Corte Suprema: Donne e ragazze, comprese le donne trans-identificate (continuano a beneficiare dei diritti di maternità ecc.), gay, libertà di parola, libertà di associazione, coloro che sono a rischio di discriminazione per una convinzione sulla realtà materiale del sesso. Il fatto che così tanti attivisti trans del Regno Unito gridino all’ingiustizia la dice lunga. Non avete mai avuto i diritti che ora sostenete di avere perso; avete avuto delle richieste. La vostra sensazione di avere un diritto è cresciuta senza controllo perché vigliacchi e idioti si sono piegati alla vostra campagna di intimidazione. Non più».
Il verdetto avrà un’implicazione importante per l’interpretazione delle leggi non solo in Scozia ma in tutto il Regno Unito. Le persone trans saranno comunque protette dalla legge contro le discriminazioni (l’Equality Act considera la riassegnazione del genere una caratteristica protetta come l’età, la razza, la religione e altre) ma ci sono contesti in cui il sesso biologico delle donne è importante. Luoghi come rifugi antiviolenza per donne, reparti ospedalieri, spogliatoi e bagni femminili, possono escludere, per garantire la sicurezza e la privacy delle donne, le donne trans senza infrangere la legge. I club sportivi possono decidere di tenere fuori le donne trans se questo mina l’equità della competizione e come usare spazi e servizi. Non è la fine della gender ideology ma l’inizio della fine.
NINA WESS
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