Scandalo WPATH: le “terapie” per i minori con disforia sono improvvisate e prescritte senza reale consenso
La World Professional Transgender Health è considerata la principale autorità scientifica e medica globale sulla “medicina di genere”: negli ultimi decenni i suoi standard di cura hanno plasmato le linee guida, le politiche e le pratiche di governi, associazioni mediche, sistemi sanitari pubblici e cliniche private in tutto il mondo, compresa l'OMS. Ma alcuni documenti trapelati rivelano la negligenza nei riguardi di bambini -compresi minori con gravi disturbi psichici- sottoposti a trattamenti improvvisati, senza tenere conto delle conseguenze a lungo termine e senza la certezza che avessero chiaro quello che stavano facendo

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La notizia riesce a sconvolgere perfino chi lotta da tempo contro la terapia affermativa -bloccanti della pubertà, ormoni e chirurgia- per i minori non conformi al genere, come lo psicoanalista David Bell che ha denunciato lo scandalo alla Tavistock Clinic di Londra: “Anche per me il contenuto di questi file è scioccante e inquietante” ha dichiarato. “I file suggeriscono che alcuni membri del WPATH sono consapevoli che le cure che affermano il genere a volte causano danni molto gravi e che alcuni pazienti che hanno ricevuto cure mediche irreversibili non erano in grado di dare un consenso significativo”.

I file di cui parla Bell sono un video e una selezione di messaggi tratti da una chat interna tra i membri della World Professional Association For Transgender Health (WPATH). WPATH è considerata la principale autorità scientifica e medica globale sulla “medicina di genere” e negli ultimi decenni i suoi standard di cura hanno plasmato le linee guida, le politiche e le pratiche di governi, associazioni mediche, sistemi sanitari pubblici e cliniche private in tutto il mondo, OMS compresa.

Potrebbe davvero trattarsi di uno dei più grandi scandali della storia della medicina.

I file WPATH rivelano che l’organizzazione non soddisfa gli standard di una medicina basata sull’evidenza. Nella chat i membri -chirurghi, terapisti e attivisti- ammettono di improvvisare spesso i trattamenti mentre procedono e si dimostrano pienamente consapevoli del fatto che i bambini e gli adolescenti non riescono a comprendere le conseguenze per tutta la vita della terapia affermativa -come la sterilità e la compromissione della funzione sessuale-. Dan Metzger, endocrinologo canadese, ha dichiarato: “In teoria è buona cosa parlare con un quattordicenne del fatto di preservare la sua fertilità, ma so che è come parlare al muro… La maggior parte dei ragazzi non ha nessuno spazio cerebrale per parlarne davvero in modo serio”. Tanti dicono: “Ehm, bambini, neonati, che schifo”. Oppure la solita risposta è: “Adotterò e basta”.

In alcuni casi, a causa della scarsa alfabetizzazione sanitaria (“gente che non ha nemmeno studiato biologia a scuola”) non possono offrire un consenso ragionato nemmeno i loro genitori. “Mi crea problemi” afferma un terapista “il fatto che certi genitori non riescono nemmeno a esprimere quello che vorrebbero sapere riguardo a un intervento medico per il quale hanno già sottoscritto il consenso”.

Si discute di bloccare la pubertà a una bambina di 10 anni e a un bambino di 13 anni con ritardo mentale. Un altro scambio descrive in dettaglio l’esecuzione di interventi di chirurgia genitale su persone affette da schizofrenia e disturbo dissociativo dell’identità (già noto come disturbo di personalità multipla).

Un membro chiede consiglio su un paziente di 14 anni che si identifica come ragazza e chiede la rimozione di pene e testicoli riposizionando il tessuto per creare una pseudo-vagina. Ma questo intervento richiede pratiche di dilatazione a vita: è troppo giovane per questo? Marci Bowers, presidente di WPATH e chirurgo pelvico e ginecologico in California, lei stessa transgender, ha affermato di considerare qualsiasi limite di età “arbitrario”, però non lo avrebbe fatto: “Il tessuto è troppo immaturo, la routine di dilatazione troppo complicata”. In parole povere, i ragazzi troppo giovani non hanno abbastanza tessuto genitale per l’intervento e il chirurgo deve prelevare un segmento di intestino per costruire la finta vagina. Anche Bowers ammette che ciò può portare a “esiti chirurgici problematici”. Bowers che ha eseguito più di 2.000 vaginoplastiche, la paziente più nota è Jazz Jennings, giovanissima trans operata in diretta durante il reality “I’m Jazz”. Nel caso di Jazz sono stati necessari tre interventi chirurgici correttivi per risolvere i problemi della vaginoplastica originale. Bowers però sconsiglia di attendere i 18 anni per questo tipo di interventi, è bene che vengano praticati “qualche tempo prima della fine della scuola superiore in quanto sono sotto la sorveglianza dei genitori nella casa in cui sono cresciuti”.

In altri file si parla francamente delle complicazioni dell’intervento chirurgico di transizione per le ragazze, una falloplastica in cui uno pseudo-pene non funzionante viene modellato con tessuto dell’avambraccio o della coscia. Si procede a isterectomia completa e a rimozione chirurgica della vagina. Si discute anche di altre gravi conseguenze, tra cui malattia infiammatoria pelvica, atrofia vaginale, incontinenza. Diversi membri parlano di pazienti con condizioni simili, alcuni con problemi intestinali debilitanti o sanguinamento e dolore lancinante durante il sesso (“sensazione di vetro rotto”).

C’è poi il caso di giovanissimi pazienti che non si sentono né maschi né femmine e si identificano come non binari. Diverse dozzine di cosiddetti interventi chirurgici di “de-gendering” sono stati pianificati per creare un aspetto cosmetico liscio e asessuato, sconosciuto in natura. Esiste persino un intervento chirurgico sperimentale “bi-genitale” che tenta di costruire un secondo set di genitali. WPATH ha sancito questo concetto nei suoi standard di cura, lo stesso documento ha approvato per la prima volta la castrazione chimica o chirurgica per i pazienti che si identificano come eunuchi. Questi interventi chirurgici fantascientifici non sono riservati solo agli adulti.

“Come possiamo elaborare standard adeguati per i pazienti non binari?” si è chiesto Thomas Satterwhite, chirurgo plastico con sede a San Francisco che ha operato decine di pazienti di età inferiore ai 18 anni dal 2014. “Ho scoperto che recentemente sempre più pazienti richiedono procedure ‘non standard’.” Le procedure non standard includono la “chirurgia superiore non binaria”, una mastectomia che elimina anche i capezzoli. L’obiettivo, come dichiara una clinica chirurgica di San Francisco sul suo sito web “è un corpo liscio e neutro, esteticamente privo di identificazione sessuale”. Su TikTok la tendenza si chiama “fronte piatto”.

Un terapista ha detto che una volta hanno cercato il consenso di tutte le diverse personalità di un paziente che aveva un disturbo dell’identità prima di prescrivere la terapia ormonale. Si ammette perfino il fatto che alcuni giovanissimi pazienti hanno sviluppato tumori in seguito alle terapie ormonali: si parla per esempio di una 16enne a cui è stato riscontrato un tumore al fegato in seguito alla somministrazione di ormoni.

I file grezzi sono stati pubblicati in un rapporto intitolato The WPATH Files: Pseudoscientific chirurgici e ormonali esperimenti su bambini, adolescenti e adulti vulnerabili. “I membri di WPATH sanno benissimo che le cosiddette ‘cure di affermazione del genere’ che forniscono possono provocare complicazioni e sterilità per tutta la vita e che i loro pazienti non ne comprendono le implicazioni, come la perdita della funzione sessuale e la capacità di sperimentare l’orgasmo” ha detto Michael Shellenberger, presidente e fondatore di Environmental Progress, l’istituto di ricerca che ha reso pubblica la chat interna. “Questi file trapelati offrono prove schiaccianti del fatto che i professionisti membri di WPATH sanno di non poter ottenere un reale consenso da parte di bambini, adolescenti e adulti vulnerabili o dai loro caregiver”. Shellenberger è “eroe dell’ambiente” di Time Magazine, vincitore del Green Book Award, del Dao Journalism Prize e titolare della cattedra C.B.R. di Politica, Censura e Libertà di parola all’Università di Austin.

Nei file WPATH si dimostra la mancanza di considerazione per le conseguenze a lungo termine nella vita dei pazienti nonostante la consapevolezza sugli effetti collaterali debilitanti e potenzialmente fatali degli ormoni sessuali cross-sex di altri trattamenti.

Il dossier, insieme alla definitiva smentita del rischio suicidio in questi pazienti qualora non medicalizzati, costituisce un irreversibile punto di svolta sul fronte del trattamento delle/dei minori con comportamento non conforme al genere.

MARINA TERRAGNI

Sui files WPATH articoli di stampa estera qui, qui e qui.


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