Questa Storia deve finire

La guerra non è un’invenzione delle donne. La guerra ci riduce a prede e ci rende cose mute. Posizionarci -di qua o di là- non ci dà pace. Pace non è l’intervallo tra una guerra e l’altra. Pace non è inermità ma forza attiva che regola le relazioni e dirime i conflitti. Esigiamo che i figli ribelli riconoscano l’autorità della madre e si sottraggano all’obbligo dei gesti di dominio e di sopraffazione
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La guerra è stata da sempre l'attività specifica del maschio e il suo modello di comportamento virile”.

Carla Lonzi, Manifesto di Rivolta Femminile, 1970

La guerra non è una nostra invenzione e non è nostra invenzione quella forma disperata di guerra che è il terrorismo.

Posizionarci -di qua o di là- non ci dà pace, ci disorienta e ci divide, ma non ci è consentito altro movimento se non cercare rifugio in un’impossibile estraneità.

Ci riconosciamo con dolore nelle “nemiche”.

La guerra ci annichilisce perché la sua illogica ci è del tutto estranea, il suo linguaggio ci esilia, la nostra casa ne è devastata. A noi, alle nostre sorelle, alle nostre figlie e ai nostri figli innocenti tocca il prezzo più alto.

Fanno di noi le prime prede di ogni guerra. Ci tolgono la parola. Vogliono ridurci a cose mute. La guerra è il momento in cui esistiamo di meno perché la nostra soggettività ne è annientata. 

La donna ha avuto l’esperienza di vedere ogni giorno distrutto quello che faceva” (C.L.) e nella guerra questa esperienza si moltiplica e si accelera.

Ogni guerra si conclude con nuovi problemi che chiederanno una nuova guerra per essere fintamente risolti.

La guerra non restaura diritti, ridefinisce poteri (Hannah Arendt).

La pace è male intesa come l’intervallo di durata variabile tra una guerra e l’altra, in cui ci si esercita e ci si prepara per una nuova verifica violenta dei rapporti di forza:Tutta la vita economica contemporanea è orientata verso una guerra futura(Simone Weil).

Ma la guerra non fa crescere niente, fa decrescere tutto per il profitto di pochi. Siamo fatti per continuare a nascere, non per morire nelle guerre. La pace è l’unica vera forza perché ci permette di nascere continuamente.

La guerra è la manifestazione più lampante della fallacia del dominio come regolatore della convivenza umana.

L’uomo ha sempre parlato a nome del genere umano, ma metà della popolazione terrestre lo accusa ora di aver sublimato una mutilazione”. (C.L.)

Noi siamo quella metà della popolazione che accusa.

Non ci basta più implorare la pace. La pace non è inermità ma forza attiva che regola le relazioni e dirime i conflitti.

Esigiamo che i figli ribelli riconoscano l’autorità della madre e si sottraggano all’obbligo dei gesti di dominio e di sopraffazione. Pretendiamo che disubbidiscano al patriarcato belligerante, cercando un altro modo per stare al mondo da uomini.

Non salterà il mondo se l’uomo non avrà più l’equilibrio psicologico basato sulla nostra sottomissione”. (C.L.)

Anzi, il mondo si salverà solo in questo modo.

Alle nostre spalle sta l’apoteosi della millenaria supremazia maschile”. (C.L.)

Questa Storia è finita. Questa Storia deve finire. Tutte le guerre devono finire, e mai più cominciare.

RadFem Italia e Rete per l'Inviolabilità del Corpo Femminile

(testo di Marina Terragni)

qui la petizione, per sottoscrivere e condividere



"War has always been the specific activity of the male and his model of virile behavior."

Carla Lonzi, Manifesto of Women's Revolt, 1970

THIS MUST END

War is not our invention and that desperate form of war that is terrorism is also not our invention.

Positioning ourselves on this side or on that side does not give us peace, it disorients and divides us, but we are allowed no other movement than to seek refuge in an impossible foreignness.

We recognize ourselves with pain in the "enemies."

War annihilates us because its illogic is utterly foreign to us, its language exiles us, our home is devastated by it. We, our sisters, our daughters and our innocent sons bear the highest price.

They make us the first prey of every war. They take away our speech. They want to reduce us to dumb things. War is when we exist the least because our subjectivity is annihilated by it. 

"Woman has had the experience of seeing destroyed every day what she has done," and in war this experience is multiplied and accelerated.

Each war ends with new problems that will demand a new war to supposedly solve these new problems.

"War does not restore rights, it redefines powers" (Hannah Arendt).

Peace is misunderstood as the interval of variable duration between wars, in which we practice and prepare for a new violent verification of power relations: "All contemporary economic life is oriented toward a future war" (Simone Weil).

But war grows nothing, it decreases everything for the profit of a few. We are made to continue to be born, not to die in wars. Peace is the only true strength because it allows us to be born again and again.

War is the clearest manifestation of the fallacy of domination as the regulator of human coexistence and

"Man has always spoken for humankind, but half of the earth's population now accuses him of sublimating a mutilation."

We are that half of the population accusing.

It is no longer enough for us to plead for peace. Peace is not helplessness but an active force that regulates relationships and settles conflicts.

We demand that rebellious children recognize their mother's authority and shirk the obligation of acts of domination and overpowering. We demand that they disobey the belligerent patriarchy, and seek another way to be in the world as men.

"The world will not be blown up if man no longer holds the psychological advantage based on our submission."

Indeed, the world will be saved only in this way.

"Behind us lies the apotheosis of millennial male supremacy."

This History is over. This History must end. All wars must end, and never begin again.

(trad. Zanne D'Aglio)


“La guerra ha sido siempre la actividad específica del varón y su modelo de comportamiento viril".

Carla Lonzi, Manifiesto de rebelión de las mujeres, 1970

ESTO TIENE QUE ACABAR

La guerra no es un invento nuestro y tampoco lo es esa forma desesperada de guerra que es el terrorismo.

Posicionarnos -de un lado u otro- no nos da la paz, nos desorienta y nos divide, pero no nos está permitido otro movimiento que el de refugiarnos en un distanciamiento imposible.

Nos reconocemos con dolor en las "enemigas".

La guerra nos aniquila porque su ilógica nos es completamente ajena, su lenguaje nos exilia, nuestro hogar es devastado por ella. Nosotras, nuestras hermanas, nuestras hijas y nuestros hijos inocentes pagamos el precio más alto.

Nos convierten en las primeras presas de todas las guerras. Nos quitan la palabra. Quieren reducirnos a cosas mudas. En la guerra es cuando menos existimos porque aniquilan nuestra subjetividad. 

"La mujer ha tenido la experiencia de ver cada día destruido lo que hacía" y en la guerra esta experiencia se multiplica y se acelera.

Toda guerra termina con nuevos problemas que exigirán una nueva guerra para ser falsamente resueltos.

"La guerra no restaura derechos, redefine poderes" (Hannah Arendt).

La paz se entiende erróneamente como el plazo de duración variable entre una guerra y otra, en el que practicamos y nos preparamos para una nueva verificación violenta de las relaciones de poder: "Toda la vida económica contemporánea está orientada hacia una guerra futura" (Simone Weil).

Pero la guerra no hace crecer nada, hace decrecer todo en beneficio de unos pocos. Estamos hechos para seguir naciendo, no para morir en las guerras. La paz es la única fuerza verdadera porque nos permite nacer continuamente.

La guerra es la manifestación más clara de la falacia de la dominación como reguladora de la convivencia humana y "El hombre siempre ha hablado en nombre de la humanidad, pero la mitad de la población de la Tierra le acusa ahora de haber sublimado una mutilación".

Nosotras somos esa mitad acusadora de la población.

Ya no nos basta con suplicar la paz. La paz no es inermidad, sino una fuerza activa que regula las relaciones y resuelve los conflictos.

Exigimos que los hijos rebeldes reconozcan la autoridad de su madre y eludan la obligación de realizar actos de dominio y prepotencia. Exigimos que desobedezcan al patriarcado beligerante, buscando otra forma de estar en el mundo como hombres.

" Si el hombre deja de tener el equilibrio psicológico basado en nuestra sumisión, el mundo no va a reventar”. Al contrario, el mundo sólo se salvará de esta manera.

"Atrás queda la apoteosis de la supremacía masculina milenaria".

Esta Historia ha terminado. Esta Historia debe terminar. Todas las guerras deben terminar, y nunca más empezar.

trad. @FedeRRe


"La guerre a toujours été l'activité spécifique du mâle et son modèle de comportement viril".

Carla Lonzi, Manifeste de la révolte des femmes, 1970

CELA DOIT CESSER

La guerre n'est pas notre invention et cette forme désespérée de guerre qu'est le terrorisme n'est pas notre invention.

Se positionner - d'un côté ou de l'autre - ne nous donne pas la paix, cela nous désoriente et nous divise, mais nous n'avons pas d'autre mouvement que de nous réfugier dans une impossible extranéité.

Nous nous reconnaissons avec douleur dans les "ennemies".

La guerre nous anéantit parce que son illogisme nous est totalement étranger, son langage nous exile, notre maison en est dévastée. C'est nous, nos sœurs, nos filles et nos fils innocents qui en payons le prix le plus élevé.

Ils font de nous la première proie de chaque guerre. Ils nous privent de la parole. Ils veulent nous réduire à l'état de choses muettes. La guerre est le moment où nous existons le moins parce que notre subjectivité est anéantie. 

"La femme a fait l'expérience de voir chaque jour détruire ce qu'elle a fait" et dans la guerre cette expérience est multipliée et accélérée.

Chaque guerre se termine par de nouveaux problèmes qui exigeront une nouvelle guerre pour être prétendument résolus.

"La guerre ne rétablit pas les droits, elle redéfinit les pouvoirs" (Hannah Arendt).

La paix est comprise à tort comme l'intervalle de durée variable entre une guerre et une autre, dans lequel on s'exerce et on se prépare à une nouvelle vérification violente des rapports de force : "Toute la vie économique contemporaine est orientée vers une guerre future" (Simone Weil).

Mais la guerre ne fait rien croître, elle fait tout décroître au profit de quelques-uns. Nous sommes faits pour continuer à naître, pas pour mourir dans les guerres. La paix est la seule véritable force, car elle nous permet de naître sans cesse.

La guerre est la manifestation la plus claire de la fausseté de la domination comme régulateur de la coexistence humaine et 

"L'homme a toujours parlé au nom de l'humanité, mais la moitié de la population de la terre l'accuse aujourd'hui de sublimer une mutilation".

Nous sommes cette moitié de la population qui accuse.

Il ne nous suffit plus de plaider pour la paix. La paix n'est pas l'impuissance mais une force active qui régule les relations et met fin aux conflits.

Nous exigeons que les enfants rebelles reconnaissent l'autorité de leur mère et se soustraient à l'obligation d'actes de domination et d'oppression. Nous exigeons qu'ils désobéissent au patriarcat belliqueux, en cherchant une autre façon d'être au monde en tant qu'hommes.

" Le monde ne s'écroulera pas si l'homme n'aura plus l'équilibre psychologique qui repose sur notre soumission".

En effet, le monde ne sera sauvé que de cette manière.

"Derrière nous se trouve l'apothéose de la suprématie masculine millénaire".

Cette Histoire est terminée. Cette Histoire doit s'achever. Toutes les guerres doivent cesser et ne plus jamais recommencer.

trad. L. De Barbieri


Der Krieg ist seit jeher die spezifische Tätigkeit des Mannes und sein Modell des männlichen Verhaltens.

Carla Lonzi, Manifest der Frauenrevolte, 1970

DAS MUSS AUFHÖREN

Der Krieg ist nicht unsere Erfindung, und diese verzweifelte Form des Krieges, der Terrorismus, ist nicht unsere Erfindung.

Sich auf die eine oder andere Seite zu stellen, gibt uns keinen Frieden, es verwirrt und spaltet uns, aber es ist uns keine andere Bewegung erlaubt, als uns in eine unmögliche Fremdheit zu flüchten.

Wir erkennen uns mit Schmerz in den "Feindinnen" wieder.

Der Krieg vernichtet uns, denn seine Unlogik ist uns völlig fremd, seine Sprache vertreibt uns, unsere Heimat wird durch ihn verwüstet. Wir, unsere Schwestern, unsere Töchter und unsere unschuldigen Söhne tragen den höchsten Preis.

Sie machen uns zur ersten Beute in jedem Krieg. Sie nehmen uns die Sprache weg. Sie wollen uns zu stummen Dingen machen. Im Krieg existieren wir am wenigsten, weil unsere Subjektivität ausgelöscht wird. 

" Die Frau hat die Erfahrung gemacht, dass das, was sie getan hat, jeden Tag zerstört wird.", und im Krieg wird diese Erfahrung vervielfacht und beschleunigt.

Jeder Krieg endet mit neuen Problemen, die einen neuen Krieg erfordern, um angeblich gelöst zu werden.

"Der Krieg stellt nicht die Rechte wieder her, er definiert die Mächte neu" (Hannah Arendt).

Der Frieden wird missverstanden als das Intervall von unterschiedlicher Dauer zwischen einem Krieg und einem anderen, in dem wir eine neue gewaltsame Verifizierung der Machtverhältnisse einüben und vorbereiten: "Das gesamte gegenwärtige Wirtschaftsleben ist auf einen zukünftigen Krieg ausgerichtet" (Simone Weil).

Aber der Krieg lässt nichts wachsen, er nimmt alles ab für den Profit weniger. Wir sind dazu gemacht, weiter geboren zu werden, nicht um in Kriegen zu sterben. Der Friede ist die einzige wahre Stärke, denn er erlaubt uns, immer wieder neu geboren zu werden.

Der Krieg ist die deutlichste Manifestation des Irrtums der Herrschaft als Regulator des menschlichen Zusammenlebens und

"Der Mensch hat immer für die Menschheit gesprochen, aber die Hälfte der Weltbevölkerung wirft ihm nun vor, eine Verstümmelung zu sublimieren".

Wir sind diese Hälfte der Bevölkerung, die anklagt.

Es reicht nicht mehr aus, dass wir für den Frieden plädieren. Frieden ist keine Hilflosigkeit, sondern eine aktive Kraft, die die Beziehungen regelt und die Konflikte löst.

Wir verlangen von rebellischen Kindern, dass sie die Autorität ihrer Mutter anerkennen und sich der Verpflichtung entziehen, zu dominieren und zu überwältigen. Wir fordern, dass sie dem kriegerischen Patriarchat nicht gehorchen und einen anderen Weg suchen, um als Männer in der Welt zu sein.

"Die Welt wird nicht aus den Fugen geraten, wenn der Mann nicht mehr das psychologische Gleichgewicht haben wird, das auf unserer Unterwerfung beruht".

In der Tat wird die Welt nur auf diese Weise gerettet werden.

"Hinter uns liegt die Apotheose der tausendjährigen männlichen Vorherrschaft".

Diese Geschichte ist vorbei. Diese Geschichte muss enden. Alle Kriege müssen enden und dürfen nie wieder beginnen.

trad. L. De Barbieri


(Carla Lonzi) "كانت الحرب دائما نشاطا محددا للذكر ونموذجه في السلوك الرجولي".

كارلا لونزي ، بيان ثورة الإناث ، 1970

يجب أن تنتهي القضية

الحرب ليست اختراعنا وليس اختراعنا ذلك الشكل اليائس من الحرب مثل الإرهاب

إن وضعنا أنفسنا-هنا أو هناك-لا يمنحنا السلام.  إنه يربكنا فقط ويقسمنا

بلى نبحث عن ملجأ في الخارج المستحيل 

نحن ندرك أنفسنا بألم في "الأعداء"

الحرب تقضي علينا لأن منطقها غريب تماما علينا

لغتها تجعلنا كاالمنفيين

ومنزلنا مدمر

وبالنسبة لنا ولأخواتنا وبناتنا وأبنائنا الأبرياء ، فإننا ندفع الثمن الأعلى

إنهم يجعلوننا الفريسة الأولى لأي حرب

لم يعد بإمكاننا التعبير

الحرب هي اللحظة التي لم نعد فيها موجودين لأن ذواتنا تقضى عليها

"كانت المرأة ترى كل يوم تدمر ما فعلته"

وفي الحرب هذه التجربة تتكاثروتتسارع

كل حرب تنتهي بمشاكل جديدة قد تتطلب حربا جديدة ليتم حلها بشكل نهائي

(Hannah Arendt)"الحرب لا تعيد الحقوق ، إنها تعيد تعريف القوى”

السلام غير مفهوم بشكل جيد. إنه يمثل الفاصل الزمني لمدة متغيرة بين حرب وأخرى

في الحرب نمارس ونعد أنفسنا للتحقق من توازن القوى

(Simone Veil) “كل الحياة الاقتصادية المعاصرة موجهة نحو حرب مستقبلية"

لكن الحرب لا تنمو أي شيء

بلى تجعل كل شيء ينخفض من أجل ربح القليل

لقد خلقنا لكي نولد ، لا أن نموت في الحروب

السلام هي القوة الحقيقية  و الوحيدة التي تسمح لنا أن نولد باستمرار

الحرب هي أكثر مظاهر الهيمنة وضوحا

(Carla Lonzi) "لقد تحدث الإنسان دائما نيابة عن البشرية ، لكن نصف سكان الأرض يتهمونه الآن بتسامي التشويه

نحن الإناث ، نحن نصف الذين يتهمون الآخرين (الذكور)

لم يعد كافيا بالنسبة لنا أن نتوسل من أجل السلام

السلام قوة نشطة تنظم العلاقات وتحل النزاعات

نطالب أطفالنا المتمردين بالاعتراف بسلطة الأم والإفلات من واجب إيماءات الهيمنة والقمع

نطالبهم بعصيان النظام الأبوي, تبحثا عن طريقة أخرى لتكون في العالم كرجال

" لن يتخطى العالم إذا لم يعد لدى الرجل التوازن النفسي القائم على الخضوع الأنثويQuesta Storia deve finire في الواقع ، سيتم إنقاذ العالم بهذه الطريقة فقط

(Carla Lonzi) "وراءنا يكمن تأليه تفوق الذكور الألفي"

هذه القصة قد انتهت. يجب أن ينتهي هذا. يجب أن تنتهي جميع الحروب ، ولا تبدأ مرة أخرى

trad. Kamila Guessoum


"מלחמה תמיד הייתה הפעילות הספציפית של הזכר והמודל שלו להתנהגות גברית."

קרלה לונזי, מנשר מרד הנשים, 1970

הסיפור הזה חייב להסתיים

מלחמה היא לא המצאה שלנו ואותה צורת מלחמה נואשת שהיא טרור היא לא המצאה שלנו.

העמדת עצמנו – לכאן או לכאן – אינה נותנת לנו שלווה, היא מבאסת אותנו ומפלגת אותנו, אבל אסור לנו לשום תנועה אחרת מלבד חיפוש מקלט במוזרות בלתי אפשרית.

אנו מזהים את עצמנו בכאב ב"אויבינו".

המלחמה מחסלת אותנו כי חוסר ההיגיון שלה זר לנו לחלוטין, שפתה מגולה אותנו, ביתנו הרוס מזה. אנחנו, אחיותינו, בנותינו ובנינו התמימים נושאים במחיר הגבוה ביותר.

הם הופכים אותנו לטרף הראשון של כל מלחמה. הם לוקחים לנו את הנאום. הם רוצים לצמצם אותנו לדברים אילמים. מלחמה היא הרגע שבו אנחנו קיימים הכי פחות בגלל שהסובייקטיביות שלנו נהרסה.

"האישה התנסתה לראות את מה שהיא עשתה הורס כל יום" ובמלחמה החוויה הזו מתרבה ומאיצה.

כל מלחמה מסתיימת בבעיות חדשות שיחייבו מלחמה חדשה להיפתר באופן שקרי.

"מלחמה לא מחזירה זכויות, היא מגדירה מחדש סמכויות" (חנה ארנדט).

שלום אינו מובן כמרווח של משך משתנה בין מלחמה אחת לאחרת, שבו מתאמנים ומתכוננים למבחן אלים חדש של מאזן הכוחות: "כל החיים הכלכליים העכשוויים מכוונים לעתיד מלחמה" (סימון וייל).

אבל מלחמה לא גורמת לשום דבר לצמוח, היא גורמת להכל להקטין לרווח של מעטים. אנחנו נועדו להמשיך להיוולד, לא למות במלחמות. שלום הוא הכוח האמיתי היחיד מכיוון שהוא מאפשר לנו להיוולד ברציפות.

מלחמה היא הביטוי המובהק ביותר לכשל של שליטה כמווסת של דו-קיום אנושי

"האדם תמיד דיבר בשם המין האנושי, אבל מחצית מאוכלוסיית כדור הארץ מאשימה אותו כעת בכך שעשה סובלימציה של מום."

אנחנו חצי מהאוכלוסייה שמאשימים.

כבר לא מספיק לנו להתחנן לשלום. שלום אינו חוסר הגנה אלא כוח פעיל המווסת מערכות יחסים ופותר קונפליקטים.

אנו דורשים מילדים סוררים להכיר בסמכותה של אמם ולהימנע מחובת פעולות שליטה ודיכוי. אנו מצפים מהם לא לציית לפטריארכיה המתלהמת, לחפש דרך אחרת להיות בעולם כגברים.

"העולם לא יתפרק אם לאדם אין יותר את האיזון הפסיכולוגי המבוסס על הכניעה שלנו".

אכן, העולם יינצל רק כך.

"מאחורינו מסתתרת האפתיאוזה של העליונות הגברית של המילניום."

הסיפור הזה נגמר. הסיפור הזה חייב להסתיים. כל המלחמות חייבות להסתיים, ולעולם לא להתחיל שוב.


"戦争は常に男性特有の活動であり、男性の男らしい行動のモデルであった"

カルラ・ロンジー『女性の反乱宣言』1970年

終わらせよう

戦争は私たちの発明ではないし、テロリズムという絶望的な戦争形態も私たちの発明ではない。

こちら側にもあちら側にも身を置くことは、私たちに平和を与えず、私たちを混乱させ、分裂させる。

私たちは、"敵 "の中に苦痛とともに自分自身を認識する。

戦争は私たちを消滅させる。なぜなら、その非論理性は私たちにとってまったく異質であり、その言語は私たちを追放し、私たちの故郷は戦争によって荒廃するからだ。私たち、私たちの姉妹、私たちの娘たち、そして罪のない息子たちが、最も高い代償を負わされる。

彼らは私たちをあらゆる戦争の最初の餌食にする。彼らは私たちの言葉を奪う。彼らは私たちを間抜けなものに貶めようとする。私たちの主体性が戦争によって消滅させられるからです。

「女は、自分がしたことが日々破壊されるのを目の当たりにしてきた。

戦争が終わるたびに新たな問題が生じ、その新たな問題を解決するために新たな戦争が必要とされる。

「戦争は権利を回復するのではなく、権力を再定義する」(ハンナ・アーレント)。

平和とは、戦争と戦争の間の可変的な期間であり、その間に私たちは力関係の新たな暴力的検証を実践し、準備するものだと誤解されている: 「現代の経済生活はすべて、将来の戦争に向けられている」(シモーヌ・ヴァイル)。

しかし、戦争は何も成長させず、少数の利益のためにすべてを減少させる。私たちは戦争で死ぬのではなく、生まれ続けるようにできている。平和こそが唯一の真の強さであり、それによって私たちは何度でも生まれ変わることができるのだ。

戦争は、人間共存の調整役としての支配の誤謬の最も明確な現れであり、また、戦争は、人間共存の調整役としての支配の誤謬の最も明確な現れである。

「人間は常に人類の代弁者であったが、今や地球人口の半分が、人類が突然変異を昇華させたと非難している。

私たちはその半数の人々から非難されているのだ。

もはや平和を訴えるだけでは十分ではない。平和とは無力ではなく、人間関係を調整し、争いを解決する積極的な力なのだ。

私たちは反抗的な子供たちに、母親の権威を認め、支配や威圧的な行為の義務を回避するよう要求する。好戦的な家父長制に背き、男として世界に存在する別の道を模索することを要求する。

"私たちの服従に基づく心理的優位を人間がもはや保持しなければ、世界は吹き飛ばされることはない"。

実際、世界はこの方法によってのみ救われる。

「私たちの背後には、千年続く男性至上主義の神格化がある。

この歴史は終わった。この歴史は終わらなければならない。すべての戦争は終わり、二度と始まってはならない。

trad. Paola Maschio


"战争一直是男性特有的活动,是男性阳刚行为的典范"。

卡拉-隆伊,《妇女反抗宣言》,1970 年。

让我们结束战争吧。

战争不是我们的发明,被称为恐怖主义的绝望战争形式也不是我们的发明。

站在这一边或那一边并不能给我们带来和平,反而会让我们感到困惑和分裂。

我们从 "敌人 "的痛苦中认识到自己。

战争毁灭了我们。 因为它的不合逻辑与我们完全格格不入,它的语言将我们驱逐,我们的家园被战争摧毁。 我们、我们的姐妹、我们的女儿和我们无辜的儿子付出了最高的代价。

他们让我们成为每场战争的第一个牺牲品。 他们剥夺了我们的话语权。 他们试图把我们变成哑巴。 因为战争摧毁了我们的主体性。

'妇女们看到她们所做的一切一天天被摧毁。

每场战争都以新的问题结束,而解决新问题又需要新的战争。

战争不是恢复权利,而是重新定义权力"(汉娜-阿伦特)。

和平被误解为战争之间的一段可变时期,在此期间,我们练习并准备对权力关系进行新的暴力审查:"当代所有的经济生活都是为了未来的战争"(西蒙娜-魏尔)。

但是,战争并没有使任何东西增长,而是为了少数人的利益削弱了一切。 我们不是为了在战争中死亡,而是为了继续出生。 和平是唯一真正的力量,我们可以通过和平不断重生。

战争是统治作为人类共存调节器的谬误的最明显表现。

人类一直是人类的代言人,但现在地球上有一半的人指责人类升华了变异。

我们受到了他们中一半人的谴责。

呼吁和平已经不够了。 和平不是无能,而是一种调节人类关系和解决冲突的积极力量。

我们要求叛逆的孩子承认母亲的权威,避免承担支配和强制行为的义务。 我们要求他们不服从好战的父权制,寻求作为男人在世界上存在的另一种方式。

"如果人类不再拥有基于征服的心理优越感,世界就不会被毁灭。

事实上,只有这样才能拯救世界。

在我们身后,是长达千年的男性至上的神权统治。

这段历史已经结束。 这段历史必须结束。 所有的战争都结束了,再也不能开始了。

trad. Deepl


“Oorlog is altijd de specifieke activiteit van de man geweest en zijn voorbeeld van mannelijk gedrag”.

Carla Lonzi, Manifest van de Vrouwenopstand, 1970

DIT MOET STOPPEN

Oorlog is niet onze uitvinding en die wanhopige vorm van oorlog die terrorisme is, is ook niet onze uitvinding.

Onszelf aan de ene of andere kant positioneren geeft ons geen vrede, het desoriënteert en verdeelt ons, maar ons is geen andere beweging toegestaan dan toevlucht te zoeken in een onmogelijke vreemdheid.

We herkennen onszelf pijnlijk in de “vijanden”.

De oorlog vernietigt ons omdat de onlogica ervan ons volkomen vervreemd, de taal ons afzondert, ons huis erdoor verwoest wordt. Wij, onze zusters, onze dochters en onze onschuldige zonen dragen de hoogste prijs.

Ze maken ons tot de eerste prooi van elke oorlog. Ze ontnemen ons het woord. Ze willen ons het zwijgen opleggen. Oorlog is het moment waarop we het minst bestaan ​​omdat onze subjectiviteit wordt vernietigd.

“De vrouw heeft de ervaring om elke dag de vernietiging te zien van wat ze heeft gedaan” en in de oorlog vermenigvuldigt en versnelt deze ervaring.

Elke oorlog eindigt met nieuwe problemen die een nieuwe oorlog vereisen om deze nieuwe problemen zogenaamd op te lossen.

“Oorlog herstelt geen rechten, maar herdefinieert bevoegdheden” (Hannah Arendt).

Vrede wordt verkeerd geïnterpreteerd als een interval van variabele duur tussen de ene oorlog en de andere, waarin men zich oefent en zich voorbereidt op een nieuwe gewelddadige test van het machtsevenwicht: “Het gehele hedendaagse economische leven is gericht op een oorlogstoekomst” (Simone Weil).

Maar oorlog brengt niets voort, het verslechterd alles voor de winst van enkelen. We zijn gemaakt om geboren te blijven, en niet om te sterven in oorlogen. Vrede is de enige ware kracht, omdat het ons in staat stelt steeds opnieuw geboren te worden.

Oorlog is de duidelijkste manifestatie van de misvatting van overheersing als bestuurder van het menselijk samenleven en

“De mens heeft altijd namens het menselijk ras gesproken, maar de helft van de wereldbevolking beschuldigt hem er nu van het te hebben verheven tot een verminking”.

Wij zijn die helft van de bevolking die beschuldigt.

Het is niet langer genoeg dat we om vrede smeken. Vrede is geen onmacht, maar een actieve kracht die relaties reguleert en conflicten oplost.

Wij eisen dat de rebelse kinderen het gezag van hun moeder erkennen en zich onttrekken aan de verplichting tot overheersende en overweldigende daden. Wij eisen dat zij aan het strijdlustige patriarchaat ongehoorzaam zijn en een andere manier zoeken om als kerel in de wereld te staan.

“De wereld zal niet uiteenvallen als de man niet langer het psychologische evenwicht heeft dat is gebaseerd op onze onderwerping”.

Alleen op deze manier zal de wereld gered worden.

“Achter ons ligt de apotheose van de duizendjarige mannelijke suprematie”.

Dit Verhaal is voorbij. Dit Verhaal moet eindigen. Alle oorlogen moeten eindigen en nooit meer beginnen.

trad. S. Bult


"Războiul a fost întotdeauna activitatea specifică a bărbatului și modelul său de comportament viril".

(Carla Lonzi, "Declarație de revoltă feminină")

Rumeno

ACEASTĂ POVESTE TREBUIE SĂ SĂ SE SCHIMBE

Războiul nu este invenția noastră și acea formă disperată de război care este terorismul nu este invenția noastră.

Luarea unei poziții aici sau colo - nu ne dă pace, ne dezorientează și ne desparte, dar nu ne este permisă nicio altă mișcare decât să căutăm refugiu într-o ciudățenie imposibilă.

Ne recunoaștem dureros în "dușmanii” noștri.

Războiul ne distruge pentru că ilogica lui ne este complet străină, limbajul său ne exilează, casa noastră este devastată de el. Noi, surorile noastre, fiicele noastre și fiii noștri nevinovați suportăm cel mai mare preț.

Ei ne fac prima pradă a fiecărui război. Ne iau discursul. Vor să ne reducă la lucruri tăcute. Războiul este momentul în care existăm cel mai puțin pentru că subiectivitatea noastră este distrusă.

"Femeia a avut experiența de a vedea ce a făcut distrus în fiecare zi” și în război această experiență se înmulțește și se accelerează.

Fiecare război se încheie cu noi probleme care vor necesita un nou război pentru a fi rezolvat în mod fals.

"Războiul nu restabilește drepturile, el redefinește puterile”.

Pacea este înțeleasă greșit ca interval de durată variabilă între un război și altul, în care se exercită și se pregătește pentru un nou test violent al echilibrului de putere: "Toată viața economică contemporană este orientată către un viitor război” (Simone Weil).

Dar războiul nu face nimic să crească, face totul să scadă în profitul câtorva. Suntem făcuți să ne naștem în continuare, nu să murim în războaie. Pacea este singura putere adevărată pentru că ne permite să ne naștem continuu.

Războiul este cea mai clară manifestare a eroării dominației ca regulator al coexistenței umane și

"Omul a vorbit întotdeauna în numele rasei umane, dar jumătate din populația pământului îl acuză acum că a sublimat o mutilare”.

Suntem acea jumătate din populație care acuză.

Nu ne mai este suficient să cerșim pacea. Pacea nu este lipsa de apărare, ci o forță activă care reglează relațiile și rezolvă conflictele.

Cerem ca copiii răzvrătiți să recunoască autoritatea mamei lor și să evite obligația actelor de dominare și oprimare. Ne așteptăm să nu asculte de patriarhia luptă, căutând un alt mod de a fi în lume ca bărbați.

"Lumea nu se va destrama dacă omul nu mai are echilibrul psihologic bazat pe supunerea noastră”.

Într-adevăr, lumea va fi salvată doar în acest fel.

"În spatele nostru se află apoteoza supremației masculine milenare”.

Această poveste s-a terminat. Această poveste trebuie să se termine. Toate războaiele trebuie să se termine și să nu înceapă niciodată.


"Válka byla vždy specifickou činností muže a jeho vzorem mužného chování".

Carla Lonzi, Manifest ženské vzpoury, 1970.

TOHLE MUSÍ SKONČIT

Válka není naším vynálezem. Ani ta zoufalá forma války, terorismus, není naším vynálezem.

Podpora té či oné strany nám mír nedá, přináší jen zmatek a rozdělení, ale my nemáme jinou možnost než hledat útočiště v nesnesitelném odcizení.

V " nepřítelkyních" poznáváme s bolestí sami sebe.

Válka nás ničí, protože její nelogičnost je nám zcela cizí, její jazyk nás žene do vyhnansví, ničí naše domovy. My, naše sestry, naše dcery a naši nevinní synové neseme cenu nejvyšší.

Dělají z nás první kořist každé války. Berou nám řeč. Chtějí nás umlčet. Válka redukuje naši existenci na minimum, protože ničí naši subjektivitu.

"Žena ví, jaké to je, každý den sledovat ničení toho, co vytvořila" a ve válce se tato zkušenost násobí a urychluje.

Každá válka končí novými problémy, které vyvolávají novou válku, jež je má zdánlivě vyřešit.

"Válka neobnovuje právo, ale redefinuje moc" (Hannah Arendtová).

Mír je mylně chápán jako různě dlouhý interval mezi dvěma válkami, v němž se cvičíme a připravujeme na novou násilnou verifikaci mocenských vztahů: "Celý současný ekonomický život je orientován na budoucí válku" (Simone Weil).

Válka však nic nerozvíjí, ale vše redukuje kvůli zisku několika mála osob. Jsme stvořeni k tomu, abychom se dále rodili, ne abychom umírali ve válkách. Mír je jediná skutečná síla, protože nám umožňuje stálé zrození.

Válka je nejzřetelnějším projevem omylu dominance jako vzorce lidského soužití a

"Muž vždy mluvil za lidstvo, ale polovina obyvatel země ho nyní obviňuje ze sublimace násilí."

My jsme ta polovina populace, která ho obviňuje.

Nám už nestačí prosit o mír. Mír není bezmoc, ale aktivní síla, která upravuje vztahy a urovnává konflikty.

Požadujeme, aby vzpurní synové uznali autoritu své matky a vyhnuli se povinnosti vládnout a podrobovat si druhé. Požadujeme, aby se vzepřeli bojechtivému patriarchátu a hledali jiný způsob, jak existovat ve světě jako muži.

"Svět nevybuchne, pokud psychická rovnováha mužů přestane spočívat v naší podřízenosti".

Ve skutečnosti lze svět zachránit pouze tímto způsobem.

"Apoteózu tisícileté mužské nadřazenosti máme za sebou."

Tyto Dějiny jsou u konce. Tyto Dějiny musí skončit. Všechny války musí skončit a už nikdy nesmí začít znovu.

trad. R. šipek


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