Venerdì scorso il Parlamento portoghese ha approvato in linea generale l’abrogazione della legge del 2018 che sancisce il “diritto all’autodeterminazione dell’identità di genere e dell’espressione di genere, e alla protezione delle caratteristiche sessuali di ogni persona”. Sono stati approvati tre progetti di legge per modificarla con i voti favorevoli di PSD, Chega e CDS-PP. Hanno votato contro PS, Iniciativa Liberal, Livre, PCP e i deputati unici di Bloco de Esquerda, PAN e JPP.
I testi passano ora alla Commissione per gli Affari Costituzionali, Diritti, Libertà e Garanzie.
Con l’abrogazione della legge attuale torna in vigore la legislazione del 2011, ripristinando l’obbligo di una validazione medica per il cambio di nome e genere nei registri civili.
Finora tali modifiche erano possibili per le persone maggiorenni senza obbligo di certificazione medica, e anche per gli adolescenti tra i 16 e i 18 anni, purché con autorizzazione dei genitori e con una relazione di un professionista sanitario, medico o psicologo, che attestasse la loro “capacità decisionale e volontà informata”.
La proposta del PSD reintroduce l’obbligo di un certificato medico per permettere il cambio di sesso e nome nei registri civili a partire dai 16 anni, o anche prima di tale età “mediante certificazione medica specialistica e il consenso informato ed esplicito dei titolari della responsabilità genitoriale o dei tutori legali”.
Secondo il testo, la relazione che “comprova la diagnosi di incongruenza di genere” deve essere redatta da un’équipe clinica multidisciplinare specializzata in una struttura sanitaria pubblica o privata e deve essere firmata almeno da un medico e uno psicologo specialisti.
Il progetto di legge di Chega, il primo a essere presentato su questo tema all’Assemblea della Repubblica, abroga anch’esso la legislazione attualmente in vigore, ma introduce nuovi articoli per la “protezione di bambini e giovani”.
La proposta prevede il divieto di includere l’ideologia di genere nei contenuti didattici nelle scuole per minori di 18 anni, stabilendo che “l’educazione in questo ambito è riservata esclusivamente ai genitori o ai tutori legali”.
Il CDS-PP ha invece presentato un progetto di legge che “protegge l’integrità dei minori” vietando operazioni chirurgiche, bloccanti della pubertà e/o terapia ormonale nel trattamento della disforia di genere nei minori di 18 anni. “L’attuale sistema che consente terapie ormonali per bloccare la pubertà è una delle maggiori violenze contro i minori praticate in Portogallo,” ha detto un esponente del CDS-PP durante il dibattito.
Diverse organizzazioni che si dicono “a difesa delle persone transgender” hanno contestato le proposte, definendole un “arretramento”.
Adattamento di Maria Celeste
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