Nuovi record e ambizioni olimpiche: da Petrillo a Thomas, lo sport “inclusivo” che esclude le donne

Continua l'incredibile ingiustizia dei corpi maschili negli sport femminili nonostante il silenzio dei massmedia. Ma crescono le voci delle atlete che si vedono costrette a competere con avversari uomini
Condividi questo articolo
Nuovi record e ambizioni olimpiche: da Petrillo a Thomas, lo sport “inclusivo” che esclude le donne
Valentina nata Fabrizio Petrillo farà parte della nazionale italiana femminile al World Para Athletics Grand Prix di Parigi

“Valentina” nata Fabrizio: nuovi record italiani e convocazione al World Para Athletics

Ormai le vittorie nella categoria femminile di “Valentina” nata Fabrizio Petrillo non fanno quasi più notizia. Petrillo, uomo che si identifica come donna, già l’anno scorso deteneva il primato nazionale in diverse categorie della corsa femminile. Le recenti cronache sportive riportano ulteriori miglioramenti dei suoi stessi record.

Petrillo ha partecipato alla prima prova dei Societari regionali Fidal a Forlì (14-15 maggio 2022), dove ha registrato un nuovo record italiano dei 400 in categoria T13 (ipovedenti), con un tempo di 59.22, 55 centesimi di secondo in meno rispetto alla sua prestazione del 2021. “Questo crono la piazza al secondo posto del ranking mondiale stagionale della sua categoria”, riporta il sito del Comitato Paralimpico Internazionale (qui).

Due settimane dopo, Petrillo ha ripetuto l’impresa sui 200 metri ai Campionati Regionali FIDAL di Parma (28-29 maggio), dove ha raggiunto un tempo di 25.97, 36 centesimi di secondo in meno rispetto alla sua prestazione di inizio maggio. La Repubblica scrive: “Da settembre 2021 la sprinter 48enne si è migliorata di ben 46 centesimi, una progressione incredibile di interesse internazionale che fa ben sperare per i prossimi impegni agonistici dell'anno” (qui).

Anche la Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali (FISPES) nutre grandi speranze su possibili vittorie internazionali di Petrillo nella categoria femminile. Il sito ufficiale della federazione annuncia la convocazione di Petrillo al World Para Athletics Grand Prix di Parigi (9-10 giugno), l’evento paralimpico internazionale più importante di quest’anno, dopo la cancellazione del Mondiale di Kobe.

Saranno 26 gli atleti (8 donne, 18 uomini) che vestiranno la maglia azzurra al Grand Prix: tra le 8 donne ci sarà anche “Valentina” nata Fabrizio, che “dopo una stagione costellata di record italiani”, scrive il sito della FISPES, “torna in azzurro dopo gli Europei di Bydgoszcz presentandosi ai blocchi di partenza dei 100 e 400 T13 femminili” (qui).

Nuovi record e ambizioni olimpiche: da Petrillo a Thomas, lo sport “inclusivo” che esclude le donne
"Lia" Thomas si tuffa dal blocco di partenza ai Campionati NCAA di nuoto e tuffi il 17 marzo 2022 ad Atlanta (Foto di Rich von Biberstein/Icon Sportswire via Getty Imag)

“Lia” Thomas, IL nuotatrice ruba-trofei, punta alle Olimpiadi

IL nuotatrice “Lia” Thomas (vedere qui) ha dichiarato a Good Morning America che il suo prossimo obbiettivo sarà di rappresentare gli Stati Uniti ai Giochi Olimpici nella categoria femminile.

“Lia” nata William Thomas, un maschio di 23 anni che si identifica e gareggia come donna nel team della University of Pennsylvania, ha detto anche: "Non ho bisogno del permesso di nessuno per essere me stessa e per praticare lo sport che amo", riportando l’attenzione del pubblico americano sulla grottesca ingiustizia dei corpi maschili negli sport femminili.

Stanno emergendo anche le voci delle atlete che si sono trovate a dover confrontarsi con l’ultra-corpo maschile di “Lia”. Una compagna di squadra, intervistata nel documentario di Matt Walsh “What is a Woman?” (2022), pur essendo contenta per le vittorie portate da “Lia” all'università, ha raccontato che le nuotatrici sono a disagio per la presenza di un uomo nei loro spogliatoi, e hanno protestato contro l’ingiustizia del dover gareggiare contro un corpo maschile naturalmente avvantaggiato.

Alla domanda su come gli allenatori e l’università ha accolto le proteste delle studentesse, l’atleta risponde che hanno fatto intervenire gli “esperti” di questioni LGBTQ e il supporto psicologico, dicendo chiaramente che l’ “inclusione” di Thomas nella squadra femminile non era in discussione: avrebbero però potuto “aiutare” le studentesse ad accettarla (il segmento dell’intervista si può vedere qui).

Nei giorni scorsi è apparso un articolo contro l’inclusione di corpi maschili nello sport femminile anche sul New York Times, solitamente di orientamento decisamente pro trans (si ricordi la violenta campagna contro JK Rowling, vedere qui). L’articolo (qui), intitolato “Cosa potrebbe significare Lia Thomas per lo sport femminile” riporta le dichiarazioni di due dottori, i quali spiegano che -ovviamente- Thomas ha un “vantaggio biologico” sulle atlete femminili.

Anche “Caitlyn” nata Bruce Jenner, ex campione olimpico e candidato repubblicano a governatore della California, ha commentato in un Tweet: “La felicità di individuo, come Lia, non può avere la priorità sull'innegabile fatto biologico che è trans e ha enormi vantaggi fisici.” Jenner è favorevole a una legge Save Women’s Sports in California, che vieterebbe ai nati maschi di competere nelle gare femminili, sulla linea di quelle già approvate in altri stati (vedere qui).

“Stufa di essere costretta al silenzio”: La skater Taylor Silverman attacca la rivale trans che le ha rubato il trofeo e il premio in denaro

L’ovvio vantaggio degli atleti MtoF negli sport femminili si è riscontrato anche nello skateboard, diventato disciplina olimpica a partire da Tokyo 2020.

Il Daily Mail ha dato spazio alla skater donna Taylor Silverman, che si è vista soffiare il primo posto da un uomo trans-identificato al torneo Red Bull Cornerstone Contest, tenutosi nel dicembre 2021 a Lincoln, Nebraska.

Silverman si è classificata seconda e ha ricevuto un premio di 2.750 dollari, mentre la skateboarder transgender Lillian Gallagher è stata premiata con 5.000 dollari per essersi piazzata al primo posto e aver vinto in due diverse divisioni: soldi che, sostiene Taylor Silverman, sarebbero dovuti alle atlete donne.

Silverman, che pratica lo skateboard da 11 anni, ha raccontato che ha cercato di contattare gli organizzatori del torneo per sollecitarli a “fare la cosa giusta anche se non è popolare”, senza ottenere risposta.

Meritavo di arrivare prima, di essere riconosciuta per la mia vittoria e di essere pagata. Ho contattato la Red Bull e sono stata ignorata. Sono stufa di essere costretta al silenzio", ha scritto la Silverman in un post su Instagram.

Articolo integrale qui.

Maria Celeste


Buona parte delle notizie pubblicate da Feminist Post non le leggerai altrove. Per questo è importante sostenerci, anche con un piccolo contributo: Feminist Post è prodotto unicamente grazie a lavoro volontario di molte e non gode di alcun finanziamento.
Se pensi che il nostro lavoro possa essere utile per la tua vita, saremo grate anche del più piccolo contributo.

Puoi darci il tuo contributo cliccando qui: Patreon - Feminist Post
   — oppure —
Puoi inviare a: ASSOCIAZIONE CULTURALE BLU BRAMANTE
Causale obbligatoria: FEMINIST POST
IBAN: IT80C0200812914000104838541
Potrebbe interessarti anche
5 Luglio 2022
Donne attaccate da destra e da sinistra: la cenere sul capo del New York Times
Organo dei liberal e della cultura woke, da alcuni mesi il grande quotidiano USA ha intrapreso un vigoroso cambio di rotta, ammettendo i propri eccessi e la misoginia del nuovo corso progressista impegnato a cancellare le donne. Nell'attesa che il vento autocritico arrivi anche in Europa
di Pamela Paul Forse ha senso che le donne - creature dall'apparenza compiacente e gradevole, altruiste e tanto carine - siano state quelle che hanno finalmente riunito il nostro paese polarizzato. Perché l'estrema destra e l'estrema sinistra hanno trovato l'unica cosa su cui possono essere d'accordo: le donne non contano. La posizione della destra è la più nota, il movimento si è dedicato in modo aggressivo per decenni a privare le donne dei diritti fondamentali. Grazie anche a due giudici […]
Leggi ora
27 Giugno 2022
New England Journal of Medicine: il divieto di aborto è una catastrofe sanitaria
La prestigiosa rivista lancia l'allarme: saranno soprattutto le donne povere e di colore a pagare il prezzo della sentenza della Corte Suprema, ricacciate ad abortire nella clandestinità con gravi rischi per la loro salute. Anche la pillola del giorno dopo e perfino la spirale potrebbero essere vietati e perseguiti come mezzi abortivi
La decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti in Dobbs v. Jackson Women's Health Organization rappresenta uno straordinario capovolgimento (...) Eppure non era inaspettato. Nel lungo e doloroso preludio alla decisione, molti stati hanno gravemente limitato l'accesso all'assistenza sanitaria riproduttiva. La foglia di fico che copriva queste restrizioni era che l'aborto indotto era una procedura pericolosa che richiedeva una regolamentazione più severa per proteggere la salute delle donne che cercavano tale assistenza. I fatti smentiscono questa falsa retorica.  Gli ultimi dati disponibili negli Stati Uniti […]
Leggi ora
27 Giugno 2022
Come hanno fatto a vincere la guerra contro Roe
Non avere trasformato la Roe v. Wade in legge è stato l'errore capitale della sinistra americana, a cominciare da Barack Obama. L'aborto era una questione del tutto secondaria per i liberal assorbiti dalle trans-politics, che hanno passato gli anni a cancellare la parola "donna" rinominandola come "mestruatore" e "portatore di utero", anziché occuparsi dei diritti delle donne
Come hanno fatto i pro-life americani a vincere la guerra contro la sentenza Roe v. Wade? Nell’articolo di cui vi presentiamo ampli stralci la giornalista Sarah Ditum spiega come l’incuria e l’arroganza dei democratici hanno involontariamente aiutato a riportare indietro di 50 anni i diritti delle donne in America. "Quando è diventato certo che il diritto all'aborto delle donne americane sarebbe stato revocato? La sentenza della Corte Suprema secondo la quale "Roe era terribilmente sbagliata fin dall'inizio" è trapelata quasi due mesi fa, […]
Leggi ora
25 Giugno 2022
Elezioni di midterm negli USA: dopo la sentenza sull'aborto le donne saranno decisive?
Che cosa faranno ora le donne americane? Vincerà la solidarietà tra loro, come ha sempre vinto in Italia riguardo all'aborto? O si accomoderanno negli schieramenti contrapposti in una quasi-guerra civile? Il voto di novembre sarà il primo banco di prova. Le donne potrebbero costituire il nucleo forte di quel fronte moderato che negli USA non riesce a trovare espressione politica
Che cosa faranno ora le donne americane? Vincerà la solidarietà tra loro, come ha sempre vinto in Italia riguardo all'aborto, tenendo insieme le cattoliche e le agnostiche, le donne di sinistra e quelle di destra in difesa della legge 194/78? O si accomoderanno negli schieramenti contrapposti, per descrivere con un eufemismo la quasi-guerra civile in corso negli Stati Uniti? Le elezioni di midterm a novembre, che vedevano favoriti i repubblicani, saranno il primo banco di prova: quante elettrici, sia pure […]
Leggi ora
23 Giugno 2022
Questione trans: cambio di vento tra i progressisti
Il "la" lo danno i democratici americani, ma anche nel resto d'Occidente la trans-filia dei progressisti comincia a dare segni di cedimento. Opportunismo elettoralistico, certo. Ma il cambiamento va registrato. Tenendo gli occhi bene aperti
Michele Serra è un amico e apprezzo molto che si sia assunto la responsabilità di rompere il silenzio da sinistra -finalmente-sull'insopportabile ingiustizia dei corpi maschili negli sport femminili (L'Amaca su La Repubblica ieri, 22 giugno), ingiustizia contro la quale lottiamo da molto tempo (qui troverete un'infinità di testi su questo tema). Un appunto, se possibile: avrei evitato di usare la definizione woke cisgender, imposta dal transattivismo, e nella quale la stragrande maggioranza delle donne del mondo, atlete e non atlete, […]
Leggi ora
20 Giugno 2022
Ma le donne esistono ancora
Il titolo non ci piace troppo, in particolare quel laconico "ancora", ma grazie a La Repubblica per avere ospitato il nostro intervento nel dibattito che si è aperto a partire dal testo di Michela Marzano intitolato "Se non è il sesso a fare la donna". Lo ripubblichiamo qui perché non lo trovate sull'online
Pubblicato su La Repubblica il nostro testo nel dibattito aperto da Michela Marzano con il suo intervento sulle "donne con il pene" e altre meraviglie. Manteniamo il titolo originale che è stato dato al nostro intervento per non fare confusione, anche se non ci piace granché. Ecco il testo integrale a seguire. Che cos’è una donna? È quella che ci ha messi al mondo, tutte e tutti. Su questo non può esserci alcun dubbio. Il che non significa affatto che […]
Leggi ora