New Hampshire: mai più chirurgia sui minori per il “cambio di sesso”
Lo stato americano ha approvato un disegno di legge che vieta ai chirurghi di effettuare sugli under 18 anni operazioni come la rimozione delle ovaie e del seno per le femmine e del pene e testicoli per i maschi. Il ddl afferma che questi interventi violano il "consenso informato" del paziente e sottolinea che gli studi non hanno dimostrato una diminuzione del rischio suicidio dei minori dopo gli interventi. Anzi: il pericolo aumenta

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Il New Hampshire si appresta a vietare ai minori di 18 anni di sottoporsi ad interventi per il cambio di sesso. Giovedì scorso la Camera del New Hampshire ha approvato, anche con l’aiuto di alcuni deputati democratici, un disegno di legge in tal senso. L’House Bill 619 proibisce ai medici di eseguire “qualsiasi intervento chirurgico di riassegnazione del genere genitale”, cioè l’asportazione di utero, ovaie e seno nel caso delle donne; di testicoli e pene per l’uomo, a chiunque nel New Hampshire abbia meno di 18 anni e vieta anche agli operatori sanitari di indirizzare i minori verso altri ospedali fuori dallo Stato. Il provvedimento è ora sul tavolo del governatore Chris Sununu, repubblicano, per la firma. Se sarà convertito in legge  il New Hampshire diventerà il 21° Stato a vietare questo tipo di interventi ai minorenni, dopo Arkansas, Florida, Georgia, Idaho, Indiana, Iowa, Kentucky, Louisiana, Mississippi, Missouri, Montana, Nebraska, North Carolina, North Dakota, Oklahoma, South Dakota, Tennessee, Texas, Utah e West Virginia, secondo U.S. News and World Report.

“Fino a 16 mesi fa, queste procedure erano vietate dalle linee guida (mediche)”, ha affermato la deputata Erica Layon, repubblicana di Derry e una delle sostenitrici del disegno di legge. Nel settembre del 2022, però, la World Professional Association for Transgender Health ha cambiato linea e ha autorizzato gli interventi sui minori. “Invece è importante aspettare – spiega Layon – perché non ne sappiamo abbastanza. Come possiamo dire ai genitori che la procedura è efficace se non ci sono dati?”.

Il disegno di legge afferma che l’intervento chirurgico di riassegnazione di genere viola il “consenso informato” del paziente poiché richiede “informazioni adeguate” e “capacità di decidere” e “assenza di coercizione”. “I genitori credono di trovarsi di fronte a una scelta tra il suicidio del proprio figlio o il consenso all’intervento chirurgico di riassegnazione del sesso” si spiega nella legge. Nel testo si ribadisce che gli studi non hanno dimostrato alcuna diminuzione del rischio di suicidio dei minori dopo l’intervento chirurgico. Anzi, in alcune ricerche si è visto presentato un “aumento significativo” dei suicidi e dei ricoveri psichiatrici.

Nel testo si sottolinea anche che mancano studi clinici di alta qualità che forniscano dati sugli esiti della soppressione puberale e degli ormoni sessuali somministrati ai giovani disforici.

Articolo originale qui

Traduzione e adattamento di Elena Bandiera


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