Nasce in Francia Femelliste, piattaforma gender critical “sorella”

Il nome del sito è un gioco di parole poco traducibile in italiano. Le creatrici del sito informano che è stato già usato da femministe animaliste come Posie Parker, Nicole Roelens e il collettivo Boucherie Abolition (Abolizione delle Macellerie). Farebbe pensare all’antispecismo, in realtà è di più e sotto certi aspetti un po’ diverso. Femelle” in francese indica infatti la femmina dell’animale (per quella umana si ricorre allo stesso vocabolo di donna, femme). Poiché si battono per i diritti sessuali delle donne, la sottolineatura e l’esaltazione provocatoria del lato “animale” intende porre l’accento sulla realtà sessuata, concreta, visibile e oggettiva dell’essere donna. Naturalmente, pur battendosi contro l’ideologia transgender, esse “riconoscono le sofferenze delle persone disforiche e sostengono le persone trans nella loro lotta contro violenze e discriminazioni”.

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LA NOSTRA LIBERTA’ D’ESPRESSIONE COSTA MOLTO CARA

Molestie, insulti, minacce e cancel culture che subiamo formano un sistema tentacolare. Da tre anni raccogliamo e archiviamo tutti gli attacchi che ci piovono addosso.

Scaricare, catalogare e analizzare le migliaia di schermate che occupano i nostri telefoni e computer è stato molto impegnativo.

Aggressioni e minacce sono la prova che la nostra lotta è necessaria e doverosa per i diritti delle donne, ma pure per la libertà d’espressione e il pluralismo delle idee. Le varie forme di censura e disturbo che vi presentiamo testimoniano che le nostre posizioni – benché non così nuove in seno al femminismo – danno parecchio fastidio.

Non siamo le uniche a fronteggiare assalti. Dappertutto, nel mondo, altre donne che condividono il nostro pensiero sono bollate come TERF. Questo acronimo – utilizzato come ingiuria – rappresenta un nuovo modo di squalificare le donne che si oppongono all’ideologia transgender affermando la realtà biologica.

In Francia, alcune associazioni e militanti esortano a escludere le cosiddette “TERF” con lo slogan “TERF fuori delle nostre lotte”.

Siamo molestate, minacciate, violentate psicologicamente, talvolta licenziate… Ciò nondimeno gli attivisti trans, in ossequio alla strategia di rovesciamento della realtà, ci accusano di avere le mani sporche di sangue e di essere responsabili degli omicidi delle persone trans.

Questa strategia di manipolazione e violenza psicologica ha un nome: sistema DARVO – Deny, Attack and Reverse Victim and Offender (=negare, attaccare e trasformare la vittima in aggressore). Si tratta della stessa tattica cui ricorrono gli autori di violenze domestiche e crimini sessisti.

Femelliste è nata dalla volontà impellente di lottare contro le molestie, le violenze e la censura verso le donne qualificate come TERF.

Le autrici si dichiarano poi “arrabbiate e stanche dell’ipocrisia imperante. Attraversiamo un’epoca assurda per cui non è più chiaro ed evidente cosa sia una donna”. Denunciano che “donna” è diventato un sentimento, una percezione e non più una realtà biologica.

Rammentano che nel 2016 la legge francese stabilisce che ogni uomo autodichiaratosi donna può essere riconosciuto tale sui documenti e viceversa. Guai se si osa sostenere che le femmine trans sono uomini, mentre “essere maschio è il prerequisito indispensabile per essere qualificato come tale”.

Denunciano il passaggio “da un femminismo universalista a un femminismo orwelliano” asservito all’ideologia transgender, dove le donne non sembrano più essere il soggetto centrale del femminismo e le rivendicazioni identitarie prendono il sopravvento sul vivere-insieme. Il transgenderismo proclama il genere unico elemento valido per (auto)definirsi, nega la realtà sessuale degli individui e il loro orientamento sessuale. Femelliste contrasta vigorosamente questa deriva.

Daniela Tuscano

qui il link al sito Femelliste

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