Multa di 585mila sterline all’Università del Sussex: non ha difeso la libertà di pensiero dagli agguati transattivisti
Una vittoria per la libertà accademica e per la professoressa Kathleen Stock che era stata costretta alle dimissioni. Secondo l’Office for Students la sua policy sulla difesa delle persone trans e non binary ha avuto un effetto paralizzante e di autocensura

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L’Università del Sussex

L’Università del Sussex è stata multata con 585mila sterline per non aver saputo difendere la libertà di pensiero. La multa è sta comminata dall’Office for Students, un organo di controllo per l’istruzione superiore, e segue il caso della professoressa di filosofia Kathleen Stock, autrice di Materials Girls, che abbandonò l’insegnamento dopo essere stata vessata da accuse di transfobia. In particolare l’OfS ha criticato una dichiarazione che fa parte della policy dell’Università sull’uguaglianza dei trans e non binary che dice che i requisiti “per rappresentare positivamente le persone trans” e l’asserzione che “la propaganda transfobica non verrà tollerata” potrebbero portare lo staff a un’autocensura.

L’Università farà appello: la ragione è che si sente vittima di una campagna di vendetta e ha descritto il giudizio come “una definizione irragionevolmente assolutista del free speech” che lascia l’istituzione “senza potere nel prevenire parole e discorsi bullizzanti e d’odio”- Arif Ahmed, direttore per il free speech dell’OfS, professore di filosofia, ha dichiarato che la decisione di multare l’Università è seguita a un’inchiesta capillare durata tre anni. A causa della policy dell’Università lo staff temeva azioni disciplinari che avevano un effetto paralizzante e di autocensura. In particolare la professoressa Stock aveva cambiato il suo modo di insegnare. La ministra dell’Istruzione Bridget Phillipson ha detto che il free speech e la libertà accademica non sono negoziabili nelle università. «Dove questi principi non vengono difesi verranno presi robusti provvedimenti. Chi va all’università deve prepararsi a mettere in discussione le proprie vedute, ad ascoltare opinioni contrarie e ad essere esposto a verità scomode».

La professoressa Stock con scorta all’Università

La professoressa Stock, femminista radicale, era stata contestata dopo la pubblicazione di Material Girls che si chiedeva se l’identità di genere fosse più socialmente significativa del sesso biologico. Aveva reagito alle accuse di transfobia e non era la sola. Anche Selina Todd, storica di Oxford, Alice Sullivan, sociologa dell’Ucl e Donna Hughes, professoressa di Gender Studies a Rhode Island denunciavano la perdita di libertà accademica.

Una manifestazione all’Università che chiedeva le dimissioni di Stock. Credit: @antiterfsussex

Vennero appesi manifesti nel campus che chiedevano il suo licenziamento, lei girava scortata per difendersi dalle minacce e dal bullismo. Il clima, diceva, era tossico, di assoluto terrore. Alla fine, nel 2021, Stock diede le dimissioni. Ne avevamo parlato qui. 

Stock ha commentato in un articolo per Unherd “Le ruote della giustizia macinano lentamente, ma macinano molto bene” ricostruendo il clima kafkiano di persecuzione in cui si era trovata coinvolta. Una clausola del regolamento richiedeva che qualsiasi materiale nei moduli e nei corsi dovesse includere una rappresentazione positiva dei trans e delle loro vite. Questo ha reso impossibile parlare del perché definire una donna in termini di identità di genere va a suo discapito e di casi come quello del transidentificato Karen White, che violentò le compagne in prigione nel 2018. Stock scrive che ha rinunciato “con piacere” al titolo di professoressa. “Nessun titolo accademico significa qualcosa per me tanto è il disgusto per la mia ex professione”.

Fonte : https://www.bbc.com/news/articles/cn9vr4vjzgqo

Nina Wess


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