Milwaukee, USA: giudice minorile -e promotore di spettacoli di drag queen per bambini- indagato per pedofilia

Condividi questo articolo

Il giudice del Tribunale dei Minori della contea di Milwaukee Brett Blomme, sostenuto dal Fondo per la vittoria LGBTQ+ per la sua nomina, è stato arrestato con sette capi di imputazione per possesso di pornografia infantile. Brett Blomme, 37 anni, è anche l'ex-presidente della Cream City Foundation, organizzazione LGBTQ + nota per promuovere Drag Queen Story Hour, eventi in cui uomini travestiti in abiti femminili leggono favole ai bambini (ne vengono realizzati anche in Italia, qui un evento patrocinato dal Comune di Roma, qui un altro organizzato dalla Cgil di Catania, ndr)

Le accuse contro Brett Blomme sono gravi. Ogni singola accusa di pornografia infantile comporta una pena detentiva obbligatoria da un minimo di 3 anni a un massimo di 15 anni di carcere. Dopo aver trascorso una notte in carcere, Blomme è stato rilasciato con obbligo di firma, che impone di non utilizzare i social o servizi di condivisione di file e di avere contatti senza supervisione con i bambini, a eccezione dei suoi. Brett Blomme è sposato con un uomo e ha due figli adottivi.

La denuncia penale contro Blomme precisa che sull'app di messaggistica Kik sono stati caricati fino a 27 immagini e video di minori vittime di abusi sessuali. L'indirizzo di questi caricamenti è stata individuato a casa di Blomme e del marito a Cottage Grove, nella contea di Dane. Secondo la denuncia, il Centro nazionale per i bambini scomparsi e sfruttati ha informato gli investigatori sull'utente Kik "DomMasterbb" che era sospettato di possedere e condividere materiale pedopornografico. Gli investigatori hanno quindi collegato l'account Kik a Blomme tramite le sue e-mail personali e di lavoro.

Sostenuto dai democratici

Brett Blomme è stato scelto dal sindaco democratico di Milwaukee Tom Barret come candidato per il Milwaukee County Circuit Court. Barret ha esortato il collega democratico e governatore del Wisconsin Tony Evers a sostenere il ​​nome di Blomme per l'apertura del Milwaukee Country Circuit Court nel 2019 e ha parlato della sua relazione ventennale con Brett Blomme, ma il governatore Evers non lo ha nominato per la posizione in campo. Finché, nel 2020, Brett Blomme ha vinto le elezioni del ramo 5 del tribunale della contea di Milwaukee, il primo uomo apertamente gay eletto nella carica.

L'elezione di Brett Blomme non sarebbe stata possibile senza una serie di riconoscimenti a suo favore, la stragrande maggioranza dei quali da parte dei democratici. Nella sua campagna Blomme si è descritto come "alternativa progressista" al suo avversario. Per avviare la sua campagna, Brett Blomme ha enumerato gli appoggi di una serie di funzionari eletti, avvocati e leader della comunità, il più importante dei quali è il senatore dello stato democratico del Wisconsin Tim Carpenter.

Il successivo importante sostegno a Blomme è venuto dal rappresentante democratico del Congresso degli Stati Uniti per il quarto distretto del Congresso del Wisconsin Gwen Moore. Moore ha appoggiato Blomme con tutto il cuore, dicendo: "Sostengo Brett perché, come me, si impegna a rendere Milwaukee un posto migliore per tutti noi. È un ex-difensore civico che ha dedicato la sua carriera alla lotta per la giustizia e l'equità. Unisciti a me nel sostenere Brett Blomme per il Milwaukee County Circuit Court-Branch 5, il 18 febbraio. Brett è il cambiamento di cui abbiamo bisogno per ripristinare il nostro sistema di giustizia penale".

Un altro importante sostegno per Brett Blomme è arrivato dal LGBTQ Victory Fund, organizzazione nazionale fondata nel 1991 dedicata esclusivamente ad aumentare il numero di persone apertamente LGBTQ elette in cariche pubbliche. Il passato di Blomme già presidente di un'organizzazione LGBTQ+ come Creamy City Foundation ha ulteriormente rafforzato le sue credenziali come campione delle persone LGBTQ.

Brett Blomme ha anche ricevuto l'approvazione dei media locali di Milwaukee, il più importante dei quali è Shepard Express. Il comitato editoriale del giornale ha appoggiato Brett Blomme menzionado il suo "forte impegno al servizio della nostra comunità, compreso il suo lavoro con le organizzazioni non profit".

Un passato scomodo?

Brett Blomme era CEO della Creamy City Foundation, organizzazione LGBTQ + che organizza le controverse `` Drag Queen Story Hour per bambini nelle biblioteche pubbliche a Milwaukee e dintorni, e nel giugno del 2017 ha lasciato, poco prima di essere eletto giudice. L'informazione non è facilmente accessibile. Questo perché quando è uscita la notizia dell'arresto di Blomme per pornografia infantile sono state cancellate varie pagine web online che legavano Brett Blomme alla Creamy City Foundation. Il profilo LinkedIn di Blomme è stato eliminato, resta solo uno screenshot che conferma il suo ruolo di CEO della Creamy City Foundation esistente.

Milwaukee, USA: giudice minorile -e promotore di spettacoli di drag queen per bambini- indagato per pedofilia

Blomme ha sostenuto posizioni molto progressiste su genere e sesso, e ha scritto articoli su argomenti come "La formazione di competenze transculturali". Diversi comunicati stampa dello stesso Brett Blomme lo descrivono come CEO della Creamy City Foundation (vedere qui) quindi non ci sono dubbi riguardo al suo ruolo. Qui il link della pagina web About della Creamy City Foundation che parla di Brett Blomme come Past President e CEO della Creamy City Foundation.

Ora che sono stati resi noti i gravi reati di Blomme per il possesso di numerose immagini pedopornografiche, sorgono molte domande sulle sue attività presso la Creamy City Foundation. In qualità di CEO Blomme supervisionava diversi eventi, tra cui Drag Queen Story Hour, con molti bambini presenti. Se Blomme sarà condannato, si solleveranno seri dubbi sulla sicurezza dei bambini durante questi eventi, e su come un sospetto pedofilo sia stato incaricato di organizzarli.

T. Waraich

(l'articolo originale qui, traduzione di Marina Terragni)


Buona parte delle notizie pubblicate da Feminist Post non le leggerai altrove. Per questo è importante sostenerci, anche con un piccolo contributo: Feminist Post è prodotto unicamente grazie a lavoro volontario di molte e non gode di alcun finanziamento.
Se pensi che il nostro lavoro possa essere utile per la tua vita, saremo grate anche del più piccolo contributo.

Puoi darci il tuo contributo cliccando qui: Patreon - Feminist Post
   — oppure —
Puoi inviare a: ASSOCIAZIONE CULTURALE BLU BRAMANTE
Causale obbligatoria: FEMINIST POST
IBAN: IT80C0200812914000104838541
Potrebbe interessarti anche
1 Febbraio 2023
Olanda: se blocchi lo sviluppo di bambine e bambini li spingi a diventare trans
Il protocollo -mettere in pausa la pubertà per consentire ai minori di “scegliere” il sesso- l’hanno inventato loro. Ma anche gli olandesi ora ammettono che in 9 casi su 10 i blocker non danno più tempo per "decidere" ma sono l’inizio della transizione. Una profezia che si auto-avvera. E che gli effetti di questi farmaci non sono affatto reversibili
La clinica universitaria Amsterdam UMC, pioniera nell'uso dei bloccanti della pubertà, ha ammesso che i bambini che assumono questi farmaci possono trovarsi bloccati in una maggiore medicalizzazione. L’ammissione arriva in seguito alla pubblicazione all'inizio di questo mese di un nuovo studio retrospettivo che esamina 20 anni di interventi ormonali noti come "protocollo olandese", condotto su 1.766 bambini e adolescenti tra il 1972 e il 2018 presso la famosa clinica di Amsterdam e pubblicato su The Journal of Sexual Medicine. Ma […]
Leggi ora
27 Gennaio 2023
Bambine/i "transgender": è contagio da social. Lo ammette perfino la maggiore associazione trans
Tik Tok, Youtube e altri: la presidente di WPATH, associazione mondiale per la salute trans, costretta ad ammettere che gli influencer hanno una grande parte nell’epidemia di transizioni tra i minori, fenomeno negato dai progressisti occidentali che bollano ogni allarme come transfobia. Ma non si smette di spingere per medicalizzazione e chirurgizzazione precoce
L'onorevole Alessandro Zan, primo firmatario del famigerato ddl sull'identità di genere finito in cavalleria, aveva negato il vertiginoso aumento dei casi di transizione di bambine e bambini, definendo la notizia un'"affermazione pericolosa" Nel 2021 vi erano già numerose statistiche che segnalavano l'entità del problema, ma a quanto pare Zan non ne era a conoscenza -il che è inaccettabile- o fingeva di non sapere o più probabilmente riteneva ideologicamente che il semplice fatto di porre la questione si dovesse ritenere prova […]
Leggi ora
22 Gennaio 2023
Nasce in Francia Femelliste, piattaforma gender critical "sorella"
Molestate, insultate, sbeffeggiate, minacciate: le femministe francesi hanno raccolto e catalogato gli attacchi subiti per anni dai transattivisti. E hanno dato vita a un sito di informazione e formazione contro la dittatura dell’ideologia transgender
Il nome del sito è un gioco di parole poco traducibile in italiano. Le creatrici del sito informano che è stato già usato da femministe animaliste come Posie Parker, Nicole Roelens e il collettivo Boucherie Abolition (Abolizione delle Macellerie). Farebbe pensare all'antispecismo, in realtà è di più e sotto certi aspetti un po' diverso. "Femelle" in francese indica infatti la femmina dell'animale (per quella umana si ricorre allo stesso vocabolo di donna, femme). Poiché si battono per i diritti sessuali […]
Leggi ora
14 Gennaio 2023
UK: il servizio sanitario fa marcia indietro sui servizi per la "maternità transgender" dopo la rivolta delle ostetriche
Lottare serve: in Gran Bretagna levatrici e infermiere si ribellano all’annunciata apertura di corsi e reparti dedicati a gravidanza e parto di persone “trans e non binarie”. E l’NHS stoppa l’iniziativa. Intanto negli USA si parla di trapianto di utero tra viventi: donne donatrici a vantaggio di uomini che desiderano vivere "esperienze fisiologiche femminili". Il vecchio sogno patriarcale di sempre: prendere il posto delle donne. Oggi agito dai neopatriarchi T
Lottare serve. La rivolta di ostetriche e infermiere ha sventato il piano del Servizio Sanitario Nazionale inglese (NHS) di organizzare servizi dedicati alla "maternità transgender". Il 16 dicembre scorso era apparso un annuncio per reclutare personale per gestire la formazione delle "persone trans e non binarie che partoriscono" in 40 servizi di maternità dell'NHS, annuncio che ha provocato l’immediata reazione di addette al settore. Un gruppo di circa 300 infermiere, ostetriche e psicologhe ha scritto una lettera aperta a Lizzie […]
Leggi ora
8 Gennaio 2023
Anche l’Olanda frena sui "bambini trans"
Lo studio del 2006 su cui si fonda il cosiddetto “protocollo olandese” esportato in tutto il mondo-la somministrazione di bloccanti della pubertà ai minori con comportamento non conforme al sesso di nascita- fu finanziato dall’azienda farmaceutica che produce i blocker, ed è stato più volte screditato. Come in UK, Svezia, Finlandia, anche in quel Paese oggi si chiede uno stop a queste “terapie” che causano seri danni alla salute
Si chiama “protocollo olandese” il trattamento di bambini con disforia di genere con bloccanti della pubertà. E si basa su un unico studio del 2006 che introduce il concetto del “cambio di sesso per bambini transgender” e che sarebbe stato finanziato da Ferring Pharmaceuticals, l'azienda che commercializza la triptorelina, il farmaco con cui viene fermato il naturale sviluppo di bambine e bambini. Lo rivela un reportage del giornalista Jan Kuitenbrouwer e del sociologo Peter Vasterman pubblicato recentemente sul NRC Handelsblad, […]
Leggi ora
29 Dicembre 2022
2022, l'anno in cui l'Occidente ha cancellato le donne
Secondo Ayaan Hirsi Ali, critica radicale dell’Islam, fondamentalisti soggiogatori e progressismo transattivista occidentale sono alleati di fatto: entrambi mettono in pericolo le donne e minacciano gli ideali post-illuministici
Se il 2022 è stato l'anno della "donna", si è trattato di una storia con due capitoli finali diversi: uno di speranza, l'altro meno. Il primo è ambientato in un Paese lontano, dove un regime arcaico e teocratico minaccia di essere rovesciato dalle donne che gettano il loro hijab e chiedono la loro emancipazione. Il secondo si svolge in un ambiente più familiare ma in una lingua sconosciuta: un Occidente in cui la stessa parola "donna" non ha più alcun […]
Leggi ora