Los Angeles: randelli queer sulle famiglie

Le immagini che vedete vengono da Los Angeles, dove venerdì scorso un gruppo di genitori ha protestato contro un evento organizzato a scuola in occasione del Pride LGBTQ e destinato ai bambini dell’asilo e delle elementari.

Un gruppo di estremisti di sinistra sono sopraggiunti a disturbare la manifestazione e hanno aggredito i genitori con mazze da baseball e pugni, dando inizio a una rissa violenta che è finita solo dopo l’intervento della polizia.

Alla vigilia dell’”assemblea PRIDE” organizzata alla Saticoy Elementary School di North Hollywood e rivolta alle classi dell’asilo fino alla quinta elementare, un gruppo di genitori preoccupati si è riunito fuori dalla scuola per protestare contro il programma di studi LGBTQ imposto ai giovani dal Los Angeles Unified School District.

“Stop all’adescamento dei nostri figli” e “La scelta dei genitori è importante” erano alcuni dei cartelli del gruppo di manifestanti, composto prevalentemente da famiglie di origine armena. La protesta si rivolgeva ai dirigenti del distretto scolastico, con frasi come: “Signor sovrintendente, noi paghiamo il suo stipendio, si vergogni!”.

Tuttavia la protesta, inizialmente pacifica, si è rapidamente trasformata in violenza quando agitatori di estrema sinistra, tra cui membri di Antifa, gli autonominati “antifascisti” americani, sono arrivati per disturbare l’evento. In seguito all’alterco fisico, entrambi i gruppi si sono ritirati e la polizia di Los Angeles ha effettuato un arresto secondo un filmato postato su Twitter da Right Now News, che ha registrato le conseguenze della rissa.

La California è uno degli stati dove i lobbisti LGBTQ hanno lavorato meglio: uomini trans-identificati detenuti nelle carceri femminili (dove infatti si distribuiscono preservativi, come vi abbiamo raccontato qui), addirittura meta di turismo “sanitario” per le/i minori che non riescono ad accedere alla transizione nel luogo in cui vivono a causa di leggi sulla tutela dell’infanzia o l’opposizione di uno dei genitori.

Eppure anche qui, nella democratica e queer-friendly California, sta montando lo scontento tra la gente che vive sulla propria pelle le conseguenze del mainstream queer che trasforma i suoi desideri in «diritti» senza curarsi degli altri.

Traduzione e adattamento di Maria Celeste

Articolo originale e video qui

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