L’appello di Sall Grover all’Alta Corte è stato rifiutato. In Australia gli uomini possono diventare donne
La fondatrice dell'app per sole donne ha incassato la terza sconfitta contro il transidentificato Roxanne Tickle. La legge antidiscriminazione adesso è scolpita nella pietra: l'identità di genere vince sul sesso

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Sall Grover è devastata. L’Alta Corte australiana a cui la fondatrice dell’app Giggle for Girls si era rivolta per contestare la sentenza dello scorso maggio le ha chiuso la porta in faccia, è stato rifiutato lo “special leave to appeal”, con la legge attuale l’appello non merita nessun dibattimento. Roxanne Tickle, l’uomo transidentificato a cui era stato negato l’ingresso nell’app per sole donne, ha vinto per la terza volta. La legge (il Sex Discrimination Act del 1984, paradossalmente nato per proteggere le donne, poi emendato nel 2013 per proteggere anche l’identità di genere) adesso è scolpita nella pietra: gli uomini possono diventare donne e il sesso non è un fatto puramente biologico. È la fine degli spazi riservati solo alle donne.

Il caso di cui abbiamo parlato qui e qui è nato nel 2020 quando Grover aveva lanciato Giggle, app riservata alle donne. Nel 2021 Roxanne Tickle, nata maschio e riconosciuta donna dalla legge, entra nell’app. Grover vede il profilo e si rende conto che è un uomo, lo rimuove e rifiuta di riammetterlo. Tickle denuncia, prima alla Commissione per i diritti umani e e poi alla Federal Court. Nel 2024 il giudice gli dà ragione: discriminazione indiretta. In pratica era stato discriminato per non avere un aspetto sufficientemente femminile. Grover fa appello, Tickle pure, vuole che sia discriminazione diretta, tolto dall’app in quanto transgender – e forse anche più soldi. Nel maggio del 2026 la corte gli dà ancora ragione.

A giugno Grover ha presentato appello all’Alta Corte e oggi è arrivato il no definitivo: nessun motivo di rivedere l’interpretazione del Sex Discrimination Act. Se non si cambia la legge non c’è via d’uscita. La palla quindi passa eventualmente al Parlamento.

Nonostante l’ennesima l’esito negativo della battaglia legale, che è costata più di un milione di euro in spese legali e per la quale era stato attivato un crowdfunding internazionale, Grover ha annunciato che non smetterà di lottare. “Gli uomini non sono donne”.

Il caso Giggle vs Tickle dimostra che quando per legge il sesso diventa secondario rispetto al genere le conseguenze per le donne e i nostri diritti sono molto dure: gli spazi unisex sono imposti per via giudiziaria. Ed è difficilissimo tornare indietro.

Martha Wolf


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