La trans-industry all’assalto dei bambini
L’enorme business -farmaci e chirurgia- attira sempre più investitori. Per allargare la platea si lavora sui social e nelle scuole dove si insegna che Zeus era non binario, si festeggia ogni transizione e si minaccia chi resiste, come racconta al Daily Mail una quattordicenne inglese. Mentre negli USA l’ex-manager di una gender clinic per minori vuota il sacco: quello che succede in quei posti è spaventoso. Vanno fermati. Due testimonianze impressionanti

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Il complesso e articolato sistema a cui diamo il nome di transattivismo (leggi business: grazie a Jennifer Bilek per il suo meticoloso lavoro d’inchiesta) lavora da tempo alla creazione di una platea sempre più estesa di utenti consumatori di farmaci e di chirurgia per la transizione: solo per la chirurgia, nel 2022 il giro d’affari è stato di 623 milioni di dollari (dato Global Market Insight, agenzia che indirizza gli investitori sulle migliori opportunità), dato previsto in aumento esponenziale nei prossimi 10 anni in tutto l’Occidente, Italia compresa.

Il modo migliore per procacciare nuovi clienti a vita è allargare il mercato è lavorare sui bambini nelle scuole e sui social, a cominciare da TikTok.

Quanto alle scuole, il Daily Mail parla di trans-isteria e spiega quello che capita in una qualunque scuola nel sud est dell’Inghilterra, dove ogni anno un minore su dieci si identifica come trans o non binario. La ragazzina quattordicenne intervistata dal quotidiano racconta: “L’altro giorno sono andata in segreteria a prendere una nuova copia dell’orario. L’insegnante con cui ho parlato ha usato pronomi ‘loro/loro’ dicendo a un altro membro del personale: hanno perso il loro orario, possono averne uno nuovo? Eppure la prof mi conosce molto bene ed è chiaro che sono una ragazza. Ero furiosa che non avesse detto solo “lei”. Ma non capita solo con qualche insegnante un po’ strambo. Mi viene chiesto regolarmente se sono in fase di transizione (…) Quando mia madre si è lamentata del fatto che mi chiamassero “loro” l’insegnante si è scusata ma ha spiegato che l’aveva fatto per cautela. Ha detto che gli insegnanti stanno camminando sulle uova per paura di essere etichettati come transfobici”.

Sembra che la questione trans sia tutto ciò di cui c’è da parlare. La biblioteca ha una sezione dedicata ai libri LGBTQQIA+ e c’è un display per il Pride all’ingresso della scuola, con bandiere arcobaleno e parole e termini come ‘non binario’, ‘polisessuale’, ‘demiboy’, ‘demigirl’ e ‘pansessuale’ ‘. Queste parole ricorrono anche durante le lezioni. Ora sono al decimo anno e l’altro giorno una ragazza della mia classe di inglese ha chiesto se il dio greco Zeus fosse un uomo o una donna e l’insegnante ha risposto che Zeus avrebbe potuto “identificarsi come non binario”. Più recentemente un altro insegnante ha detto che Lady Macbeth non era “né uomo né donna”. 

Penso che la maggior parte dei genitori non abbia idea di quello che viene insegnato ai loro figli.

Però avrei troppa paura di dire queste cose a scuola. Se lo facessi perderei i miei amici perché sono completamente intolleranti a tutto ciò che pensano sia transfobico. Per questo sto parlando qui senza dare il mio vero nome. Ricevi un trattamento speciale se dici di essere trans o non binario, improvvisamente diventi il ​​centro dell’attenzione quando fai coming out.Non appena una ragazza dice di essere un ragazzo il suo nome viene cambiato nel registro della scuola e agli studenti viene detto di usare il nuovo nome.

Su 200 studenti del mio anno, almeno 20 dicono di essere trans, quasi tutte sono ragazze che affermano di essere maschi o non binarie. Anche se c’è un ragazzo che dice di essere una ragazza, si tratta in gran parte di ragazze che dicono di essere ragazzi. Ragazze e ragazzi del mio anno non dicono di essere lesbiche o gay, perché si pensa che quelle parole siano un insulto.

Di recente stavo guardando una notizia con gli amici sulle modifiche al Gender Recognition Act in Scozia e ogni volta che un ospite del programma diceva “questa è una minaccia ai diritti basati sul sesso” i miei amici ridevano e lo schernivano. Mi ha fatto sentire come se le ragazze non avessero diritti e non fossero rispettate nella mia scuola. Tutti i miei amici credono nell'”identità di genere”. Le ragazze e i ragazzi sono indicati da insegnanti e studenti come “femmina assegnata alla nascita” o “maschio assegnato alla nascita”, abbreviato in AFAB e AMAB. Ci sono anche un sacco di ragazze che si fasciano il seno, ma non sappiamo chi assume bloccanti della pubertà perché nessuno ne parla

Ci sono stati anche commenti violenti sui social media nei confronti dei “transfobici”, con studenti della scuola che minacciavano di strangolarli. Ecco perché sto scrivendo questo testo in modo anonimo, anche se credo che dovrei avere il coraggio di dire queste cose senza paura di essere attaccata. Voglio che gli adulti sappiano che cosa sta capitando nelle scuole, oggi”.

Se la ragazzina inglese ha comprensibilmente preferito restare anonima, Jamie Reed ha deciso di metterci la faccia.

Jamie Reed, ex-manager “pentita” di una clinica per la transizione dei minori a Washington

Nel recentissimo articolo pubblicato da The Free Press, Reed -che si definisce queer ed è sposata con un uomo trans- già manager presso il Transgender Center della Washington University presso il St. Louis Children’s Hospital, ha deciso di rompere il silenzio su quello che ha visto e vissuto. Il suo racconto è impressionante.

“Durante i quattro anni in cui ho lavorato presso la clinica come case-manager – ero responsabile dell’accoglienza e della supervisione dei pazienti – circa un migliaio di giovani in difficoltà sono entrati dalle nostre porte. La maggior parte di loro ha ricevuto prescrizioni ormonali che possono avere conseguenze per la vita, inclusa la sterilità. 

Ho lasciato la clinica nel novembre 2022 perché non potevo più partecipare a quello che stava accadendo lì. Quando me ne sono andata ero certa che il modo in cui il sistema medico americano sta trattando questi pazienti fosse l’opposto della promessa che facciamo di “non fare del male”. Invece stiamo danneggiando in modo permanente i pazienti vulnerabili affidati alle nostre cure (…) Quasi tutti nella mia vita mi hanno consigliato di tenere la testa bassa. Ma in buona coscienza non posso farlo. Perché ciò che sta accadendo a decine di bambini è molto più importante della mia tranquillità. 

E ciò che sta accadendo è spaventoso, moralmente e dal punto di vista medico.

Subito dopo il mio arrivo al Transgender Center sono stata colpita dalla mancanza di protocolli formali per il trattamento. I co-direttori medici del centro erano essenzialmente l’unica autorità. All’inizio, la popolazione dei pazienti era orientata verso quello che era il caso “tradizionale” di un bambino con disforia di genere: un ragazzo, spesso piuttosto giovane, che voleva presentarsi come – che voleva essere – una ragazza. Più o meno fino al 2015 un numero molto piccolo di ragazzi costituiva la popolazione dei casi di disforia di genere pediatrica. Poi in tutto il mondo occidentale iniziò a verificarsi il drammatico aumento di una nuova popolazione: ragazze adolescenti, molte senza precedenti di disagio di genere, che improvvisamente dichiararono di essere transgender e chiesero un trattamento immediato con testosterone. 

Sicuramente l’ho visto al centro. Uno dei miei compiti era occuparmi dell’accoglienza dei nuovi pazienti e delle loro famiglie. Quando ho iniziato c’erano probabilmente 10 chiamate di questo tipo al mese. Quando me ne sono andata erano 50 e circa il 70% dei nuovi pazienti erano ragazze. A volte arrivavano gruppi di ragazze dalla stessa scuola superiore, ma chi sollevava dubbi correva il rischio di essere chiamato transfobico. Le ragazze che sono arrivate da noi avevano molte comorbilità: depressione, ansia, ADHD, disturbi alimentari, obesità. A molte è stato diagnosticato l’autismo. Un rapporto dello scorso anno su un centro transgender pediatrico britannico ha rilevato che circa un terzo dei pazienti segnalati soffriva di disturbi dello spettro autistico.

In privato i medici riconoscevano in queste false autodiagnosi una manifestazione di contagio sociale. Hanno anche riconosciuto che il suicidio ha un elemento di contagio sociale. Ma quando ho detto che anche per i gruppi di ragazze che si riversavano nel nostro servizio forse i problemi di genere erano una manifestazione di contagio sociale i medici hanno replicato che l’identità di genere rifletteva qualcosa di innato.

Per iniziare la transizione le ragazze avevano bisogno di una lettera di supporto da parte di un terapista, di solito uno che consigliavamo noi e che dovevano vedere solo una o due volte per ottenere il via libera. Per agevolare il lavoro ai terapisti abbiamo fornito loro un facsimile di lettera a sostegno della transizione. La tappa successiva è stata una singola visita dall’endocrinologo per la prescrizione di testosterone. Questo è tutto quello che serviva. 

Ma il centro ha minimizzato le conseguenze negative e ha sottolineato la necessità della transizione. Come diceva il sito web, “Se non trattata la disforia di genere ha una serie di conseguenze, dall’autolesionismo al suicidio. Ma quando elimini la disforia di genere permettendo a un bambino di essere quello che è, notiamo che questi problemi scompaiono. Gli studi mostrano che questi bambini spesso finiscono per funzionare psicosocialmente bene o meglio dei loro coetanei. In realtà non ci sono studi affidabili che lo dimostrino. In effetti le esperienze di molti dei pazienti del centro dimostrano quanto queste affermazioni siano false. 

La bicalutamide è un farmaco usato per trattare il cancro alla prostata metastatico e uno dei suoi effetti collaterali è che femminilizza il corpo degli uomini che lo assumono, compreso l’aspetto del seno. Il centro ha prescritto questo farmaco contro il cancro come bloccante della pubertà e agente femminilizzante per i ragazzi. Come con la maggior parte dei farmaci antitumorali, la bicalutamide ha una lunga lista di effetti collaterali e un paziente ne ha sperimentato uno: tossicità epatica. È stato inviato in un’altra unità dell’ospedale per una valutazione e ha immediatamente sospeso il farmaco. Successivamente, sua madre ha inviato un messaggio elettronico al Transgender Center dicendo che eravamo fortunati che la sua famiglia non fosse il tipo da fare causa.

Il modo in cui i piccoli pazienti hanno capito in che tunnel stavano entrando è illustrato da una chiamata che abbiamo ricevuto al centro nel 2020 da una paziente di 17 anni sotto testosterone. Ha detto che stava sanguinando dalla vagina. In meno di un’ora aveva inzuppato un assorbente extra pesante, i suoi jeans e un asciugamano che si era avvolta intorno alla vita. L’infermiera del centro le ha detto di andare subito al pronto soccorso. Abbiamo scoperto in seguito che questa ragazza aveva avuto rapporti sessuali e poiché il testosterone assottiglia i tessuti vaginali, il suo canale vaginale si era squarciato. Ha dovuto essere sedata e operata per riparare il danno. Non era l’unico caso di lacerazione vaginale di cui abbiamo sentito parlare.

Altre ragazze sono state disturbate dagli effetti del testosterone sul loro clitoride che si allarga e cresce fino a diventare quello che sembra un microfallo o un minuscolo pene. Ho consigliato una paziente il cui clitoride allargato si estendeva sotto la sua vulva, e si irritava e si sfregava dolorosamente nei suoi jeans di procurarsi il tipo di indumenti intimi compressivi indossati da uomini biologici che si vestono per passare per donne. Alla fine della chiamata ho pensato tra me e me: “Wow, abbiamo fatto del male a questa ragazza”.

Esistono rare condizioni in cui i bambini nascono con genitali atipici, casi che richiedono cure sofisticate e compassione. Ma le cliniche come quella in cui ho lavorato stanno creando un’intera coorte di bambini con genitali atipici, e la maggior parte di questi adolescenti non ha ancora fatto sesso. Non avevano idea di chi sarebbero diventati da adulti. Eppure tutto ciò che è servito loro per trasformarsi in modo permanente sono state una o due brevi conversazioni con un terapista.

Essere sottoposti a potenti dosi di testosterone o estrogeni necessarie per cercare di indurre il tuo corpo a imitare il sesso opposto, ha conseguenze anche sul resto del corpo. Dubito che qualsiasi genitore che abbia mai acconsentito a somministrare al proprio figlio testosterone (trattamento che dovrà durare per tutta la vita) sappia che probabilmente sta destinando il proprio figlio ad assumere farmaci per la pressione, per il colesterolo e forse anche per le apnee notturne e il diabete. 

Ma alcuni genitori hanno compreso quello che avevano accettato di fare ai loro figli, e lo hanno manifestato con forza:

Oltre alle ragazze ci è stato indirizzato un altro nuovo gruppo: i giovani dell’unità psichiatrica ospedaliera o del pronto soccorso, del St. Louis Children’s Hospital. La salute mentale di questi bambini era molto preoccupante: c’erano diagnosi come schizofrenia, disturbo da stress post-traumatico, disturbo bipolare e altro. Spesso erano già su in terapia con svariati farmaci. Un fatto tragico ma non sorprendente dato il profondo trauma che alcuni avevano subito. Eppure non importava quanta sofferenza o quanto dolore avesse sopportato un bambino, o quante poche cure e amore avesse ricevuto: i nostri medici consideravano la transizione di genere come la soluzione, pur con tutte le spese e le difficoltà che comportava. Ci sono state settimane in cui sembrava che quasi tutto il nostro carico di lavoro non fosse costituito che da giovani disturbati. 

Un altro aspetto inquietante del centro era la sua mancanza di rispetto per i diritti dei genitori e il modo in cui i medici si consideravano decisori più informati sul destino di questi bambini. Nel Missouri è richiesto il consenso di un solo genitore per il trattamento del proprio figlio. Ma quando c’era una disputa tra i genitori il centro si schierava sempre dalla parte del genitore affermativo.

Nel 2019 un nuovo gruppo di persone è apparso sul mio radar: desisters e detransitioners. I desisters scelgono di non affrontare una transizione. I detransitioners sono persone transgender che decidono di tornare al loro genere di nascita. L’unico collega con cui ho potuto condividere le mie preoccupazioni ha convenuto con me che avremmo dovuto tenere traccia della desistenza e della detransizione. Abbiamo pensato che i medici avrebbero voluto raccogliere e comprendere questi dati per capire cosa si erano persi. Ci eravamo sbagliati. Un medico ha chiesto ad alta voce perché avrebbe dovuto dedicare del tempo a qualcuno che non era più suo paziente. 

In tutti i miei anni alla Washington University School of Medicine avevo ricevuto recensioni di prestazioni decisamente positive. Ma nel 2021 le cose sono cambiate. Ho ottenuto un punteggio inferiore alla media quanto a “Giudizio” e “Rapporti di lavoro/Spirito cooperativo”. Anche se sono stata descritta come “responsabile, coscienziosa, laboriosa e produttiva”, la valutazione ha anche osservato: “A volte Jamie risponde male alle indicazioni del management con atteggiamento difensivo e ostilità”. 

Le cose sono precipitate durante un ritiro di mezza giornata nell’estate del 2022. Di fronte al team, i medici hanno detto che io e il mio collega dovevamo smetterla di mettere in discussione la “medicina e la scienza” così come la loro autorità. Poi un amministratore ci ha detto che dovevamo “salire a bordo o scendere“. È diventato chiaro che lo scopo del ritiro era quello di consegnarci questi messaggi. Mi sono licenziata e e ho lasciato il Transgender Center nel novembre del 2022. 

Poi però mi sono imbattuta nei commenti della dottoressa Rachel Levine, donna transgender che è alto funzionario presso il Dipartimento federale della salute e dei servizi umani. L’articolo diceva: “Levine, l’assistente segretario alla salute degli Stati Uniti, afferma che le cliniche stanno procedendo con cautela e che nessun bambino americano sta ricevendo farmaci o ormoni per la disforia di genere che non dovrebbe assumere”.

Mi sono sentita stordita e nauseata. Non era vero. E lo sapevo per profonda esperienza diretta. 

Così ho iniziato a scrivere tutto quello che potevo sulla mia esperienza al Transgender Center. Due settimane fa, ho portato le mie preoccupazioni ei miei documenti all’attenzione del procuratore generale del Missouri. È un repubblicano. Io sono progressista. Ma la sicurezza dei bambini non dovrebbe essere oggetto delle nostre guerre culturali. 

Data la segretezza e la mancanza di standard rigorosi che caratterizzano la transizione di genere giovanile in tutto il paese, credo che per garantire la sicurezza dei bambini americani sia necessaria una moratoria sul trattamento ormonale e chirurgico dei giovani con disforia di genere. 

Negli ultimi 15 anni, secondo Reuters , gli Stati Uniti sono passati dall’assenza di cliniche pediatriche di genere a più di 100. Dovrebbe essere intrapresa un’analisi approfondita per scoprire cosa è stato fatto ai loro pazienti e perché, e quale sarà l’effetto a lungo termine. C’è un percorso chiaro per noi da seguire. Proprio l’anno scorso l’Inghilterra ha chiuso il Tavistock Center, l’unica clinica di genere giovanile del paese, dopo che un’indagine ha rivelato pratiche scadenti e un trattamento inadeguato dei pazienti. Anche la Svezia e la Finlandia hanno indagato sulla transizione pediatrica e hanno notevolmente frenato la pratica, scoprendo che non vi sono prove sufficienti di aiuto e si corre il pericolo di gravi danni

Alcuni critici descrivono il tipo di trattamento offerto in luoghi come il Transgender Center dove ho lavorato come una sorta di sperimentazione nazionale. Ma anche questo è sbagliato. Gli esperimenti dovrebbero essere progettati con cura. Le ipotesi dovrebbero essere testate eticamente. I medici con cui ho lavorato al Transgender Center hanno detto spesso riguardo al trattamento dei nostri pazienti: “Stiamo costruendo l’aereo mentre lo stiamo pilotando”. Nessuno dovrebbe essere un passeggero su quel tipo di aereo”.

Marina Terragni


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