Un rapporto medico, pubblicato sul sito femminista Reduxx, rivela che la pugile algerina Imane Khelif è XY e ha i “testicoli”. La notizia arriva mesi dopo che Khelif, lo scorso agosto, si era aggiudicata una medaglia d’oro nel pugilato femminile alle Olimpiadi di Parigi.
Il rapporto medico è stato redatto nel giugno del 2023 tramite una collaborazione tra l’ospedale Kremlin-Bicêtre di Parigi e l’ospedale Mohamed Lamine Debaghine di Algeri. La firma è di due esperti endocrinologi Soumaya Fedala e Jacques Young. Il documento rivela che Khelif è affetta da deficit di 5-alfa reduttasi, un disturbo dello sviluppo sessuale che si riscontra solo nei maschi biologici.
Alla nascita le persone affette da questo deficit, come riporta l’Istituto Superiore di Sanità italiano, possono presentare “genitali esterni non tipicamente maschili (come pene di dimensioni ridotte, talora simile a un clitoride e una sacca scrotale bifida, che ricorda delle grandi labbra e per questo chiamate spesso pieghe labioscrotali)”. Anomalia che diventa evidente durante la pubertà quando gli adolescenti 5-alfa iniziano a manifestare segni di mascolinizzazione quali crescita muscolare, crescita dei peli e assenza di sviluppo del tessuto mammario e di mestruazioni. Senza accesso a un esame clinico adeguato, i maschi con 5-alfa potrebbero erroneamente credere di essere femmine fino all’età adulta.
Alla fine di ottobre, il giornalista francese Djaffar Ait Aoudia ha ottenuto copia di un esame fisico completo condotto su Khelif per verificare la presenza di un disturbo dello sviluppo sessuale. Nell’articolo, pubblicato su Le Correspondant il 25 ottobre, si afferma che nel referto clinico si fa riferimento a una risonanza magnetica dalla quale appare evidente che Khelif non ha né utero né ovaie ma possiede, invece, testicoli interni e un “micropene” che assomiglia a un clitoride ingrossato. Un test cromosomico ha ulteriormente confermato che Khelif ha un cariotipo XY, mentre un test ormonale ha rilevato che la pugile ha un livello di testosterone tipico dei maschi.
Il rapporto si conclude raccomandando che Khelif venga indirizzato a “una correzione chirurgica e una terapia ormonale”, per aiutarlo ad allinearsi fisicamente con la sua identità di genere percepita e aggiunge che sarebbe necessario un supporto psicologico perché i risultati hanno causato un “impatto neuropsichiatrico molto significativo”.
ELENA BANDIERA
qui la campagna Change che chiede la reintroduzione dei sex test a protezione degli sport femminili
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