Il gender è un campo di battaglia
Joe Biden in piena campagna elettorale sostituisce la parola sesso con identità di genere. Germania e Svezia approvano nuove leggi trans che consentono l’autoidentificazione (self-id): i genitori tedeschi potranno decidere di che sesso è la creatura neonata a prescindere dal fatto che abbia un pene o una vagina. Intanto dopo l’Inghilterra anche la Scozia proibisce I bloccanti della pubertà per i minori “non conformi”. E in Spagna a un anno dall’entrata in vigore della Ley Trans i “cambi di sesso” sono aumentati del 400 per cento. Perfino una trentina di militari barbuti si sono dichiarati donne. La lobby spinge furiosamente e il caos è indicibile

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Mentre anche in Scozia, dopo l’Inghilterra, non si prescriverà più la “terapia affermativa” (puberty blocker seguiti da ormoni e chirurgia) ai minorenni, decisione assunta in seguito alla pubblicazione del clamoroso Cass Review, negli Stati Uniti il presidente Biden – o meglio, la sua amministrazione saldamente obamiana- in piena campagna elettorale per le presidenziali di novembre ha di fatto abolito il Titolo IX dell’Education Amendments in vigore dal 1972. L’emendamento prescriveva che nessuno/a sulla base del sesso potesse essere escluso dalla partecipazione, o vedersi negati i benefici o essere soggetto a discriminazione nell’ambito di programmi educativi o di qualunque attività correlata. Per includere nelle protezione anche le persone trans, la parola “sesso” è stata sostituita con “gender identity”. Questo significa che uomini potranno ottenere borse di studio accademiche e sportive riservate alla donne semplicemente autodichiarandosi donne; che avranno libertà di accesso a bagni, spogliatoi e spazi riservati femminili; che potranno chiedere di essere ospitati nei dormitori delle donne; che i docenti dovranno richiedere a ogni studente con quale pronome ci si dovrà rivolgere a lui/lei/boh; che chiunque potrà essere accusato di molestie transfobiche se non si atterrà a questo nuovo regolamento. Nonostante i sondaggi abbiano più volte rilevato che la maggior parte delle cittadine e dei cittadini USA -demoratici compresi- non vede con favore la misoginia di questi provvedimenti trans-inclusivi che dunque non porterebbero vantaggi al candidato Biden, a quanto pare la forza della lobby nell’amministrazione americana è irresistibile e verosimilmente non bastano gli affari e il business a spiegare un disegno che resta in gran parte oscuro.

Intanto anche l’Europa è campo di battaglia. Se da un lato, come detto, si frena quasi ovunque sui trattamenti farmacologici e chirurgici per bambine e bambini dal comportamento non conforme al genere -soprattutto, come detto, dopo la pubblicazione del Cass Review e lo scandalo dei WPATH Files- dall’altro nuove nazioni europee si dotano di leggi che consentono l’autoidentificazione alle persone transgender (self-id). Dopo Spagna, Malta, Lussemburgo, Belgio, Danimarca, Irlanda, Norvegia e Portogallo anche Germania e Svezia hanno approvato la loro legge trans. Chi non segue continuativamente il dibattito tende a credere che il self-id sia una semplice scorciatoia che evita alle persone trans medicalizzazione e lungaggini burocratiche. Ma quali sono le implicazioni e le ricadute sul resto della società?

In Germania la legge trans approvata lo scorso venerdì con 373 voti a favore contro 251 contro, entrerà in vigore il primo novembre e permetterà di cambiare il genere amministrativo nel giro di tre mesi, sul modello della Ley Trans spagnola, con una semplice autodichiarazione all’anagrafe. Il cambiamento è significativo: prima ci si doveva sottoporre a doppio esame psichiatrico e ottenere un permesso dal tribunale. Oggi non serve più, inoltre ci si potrà anche registrare come non binari o non dichiarare alcun genere.

Una novità a dir poco incredibile riguarda i bambini. I genitori potranno scegliere alla nascita il sesso dei loro bambini che verrà confermato dai figli a 5 anni. Genitori che hanno sempre desiderato una bambina ma si ritrovano con un maschio potranno dichiararlo femmina. Il sesso scompare: sarà irrilevante nascere con un pene o una vagina. 

A 14 anni -se i genitori o chi ha la tutela della-del minore- non acconsentono al “cambio di genere”, gli adolescenti potranno iniziare la transizione sociale con l’aiuto di rappresentanti legali. Nel caso i rappresentanti esprimessero parere negativo la decisione potrà sempre essere ribaltata da un tribunale della famiglia. La Germania continuerà, in controtendenza a quanto succede in Uk, Svezia, Finlandia, a somministrare bloccanti della pubertà. Saranno gli psicologi a determinare se gli adolescenti sono in grado di dare il consenso ai trattamenti. In caso positivo la responsabilità dei trattamenti ricadrà quindi sulle spalle dei minori. 

Inoltre, in linea con un’ideologia che considera l’identità di genere come mutevole, una specie di viaggio che dura tutta la vita, si potrà cambiare genere ogni volta che si vuole, l’importante è rispettare un intervallo di un anno tra un cambio e l’altro. Il misgendering verrà multato fino a 10mila euro: un bavaglio per chi non crede all’identità di genere e un disastro in generale per i diritti delle donne. 

A quanto pare sulla nuova legge tedesca non c’è stato alcun serio dibattito pubblico, sulla linea del no-debate raccomandata dai principi di Dentons. Il femminismo contrario è stato tenuto alla larga dalle consultazioni parlamentari. L’ultimo dibattito parlamentare è stato annunciato qualche giorno prima che avvenisse, troppo tardi per organizzarsi. 

Qualche giorno fa anche il Parlamento svedese ha approvato una legge che abbassa l’età minima per cambiare genere dai 18 ai 16 anni, rendendo più accessibili le procedure chirurgiche. La legge è passata con una larga maggioranza: 234 voti a favore e 94 contro ed è stata appoggiata da tutti i partiti tranne i Cristiano-democratici e l’estrema destra. Semplificando il percorso per cambiare genere, per il quale oggi possono servire fino a 7 anni,  la legge è un netto passo in avanti verso il self Id. Il primo ministro, il moderato Ulf Kristersson, ha dovuto arrendersi alla pressione del partito. «La grande maggioranza degli svedesi non si accorgerà nemmeno che la legge è cambiata, ma per un numero di persone transgender questa legge fa una grande differenza», ha detto Johan Hultberg del partito conservatore al governo. La nuova legge svedese si compone di due distinte norme: una regolerà le procedure chirurgiche per cambiare genere e l’altra la parte amministrativa, ed entrambe entreranno in vigore il primo luglio 2025. Si potrà cambiare genere a partire dai 16 anni anche se sarà necessario il consenso dei genitori, oltre all’approvazione di un medico e del National Board of Health and Welfare. La diagnosi di disforia di genere non verrà più richiesta così come -ma solo per i maggiorenni- l’approvazione del Board per la chirurgia. Ma secondo un sondaggio pubblicato qualche giorno prima dell’approvazione parlamentare il 60 per cento degli svedesi è nettamente contrario alla legge e solo il 22 per cento la approva.

Intanto in Spagna dopo all’entrata in vigore della Ley Trans, nel giro di un anno le richieste di cambio di genere sono aumentate del 400 per cento. In 62 casi su 100 si tratta di uomini che si dichiarano donne. Il dato può essere spiegato con il fatto che molti di questi aspiranti donne sono uomini accusati di violenza di genere, o che contano di poter accedere a quote riservate alle donne in politica.

37 militari di Ceuta, soldati e guardie civili, si sono dichiarati donne e hanno ottenuto il cambio grazie alla Ley Trans, pur mantenendo nomi e aspetto del tutto maschili. Alcune associazioni transattiviste hanno chiesto alla Procura di annullare queste registrazioni in quanto fraudolente, ma i militari hanno reagito accusandole di bullismo e transfobia (!): insomma, un vero inferno. A quanto pare i trans-militari avrebbero intrapreso il cambio di sesso in segno di protesta -da un lato- contro la Ley Trans ma anche -dall’altro- contro le quote riservate alle donne.

MARA ACCETTURA e MARINA TERRAGNI


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