Paradossale match in un campionato di biliardo inglese: nessuna donna biologica nella finale del campionato femminile.
“Lucy” Smith e Chris “Harriet” Haynes, due uomini che si identificano come donne, hanno disputato domenica 6 aprile la finale del “Women’s Pros Series 2”, campionato di biliardo inglese. Haynes ha vinto il titolo e un premio di 1.800 sterline (circa 2.100 euro), mentre Smith, al secondo posto, ha ricevuto 900
sterline (circa 1.000 euro).
Il monte premi distribuito al resto delle giocatrici (16 in totale) 2.700 sterline.
I due concorrenti finalisti hanno quindi ricevuto la stessa quantità di denaro di tutte le 14 donne del torneo messe insieme.
Haynes aveva già vinto le Ultimate Pool Pro Series nel 2022 e nel 2024, piazzandosi al secondo posto nel 2023. Smith aveva ottenuto, rispettivamente, il sesto e quinto posto nel 2024 e nel 2023. Il mondo del biliardo era già stato oggetto di proteste da parte delle giocatrici che ritengono che l’inclusione dei maschi biologici nei campionati femminili falsi irrimediabilmente il risultato.
Nel 2023 Alexandra Cunha, capitana della squadra nazionale di biliardo femminile portoghese, si era ritirata dal torneo International Rules Pool Tour, in segno di protesta contro i cambiamenti alle regole da parte dell’autorità governativa dello sport, la World Eightball Pool Federation, che avevano incluso giocatori nati uomini.
Sempre nel 2023, Lynne Pinches aveva scelto di abbandonare le finali del Champion of Champions Ladies dell’English Pool Association piuttosto che giocare contro Chris “Harriet” Haynes.
Queste giocatrici sostengono che il coinvolgimento di giocatori che si identificano come femmine ma sono nati maschi nelle competizioni femminili sia profondamente ingiusto, perché hanno un chiaro vantaggio fisico rispetto alle concorrenti: il possesso di una maggiore forza nella parte superiore del corpo che
consente loro di fare un “break” iniziale più potente delle palle, cosa che può dettare la direzione di un gioco, la capacità di giocare a un ritmo più veloce e una portata più estesa e controllata grazie alla maggiore apertura del braccio.
Haynes sta, anche, intraprendendo un’azione legale contro la English Blackball Pool Federation (EBPF), come riporta The Telegraph, che ne 2023 aveva modificato le sue regole di ammissibilità in modo da escludere i giocatori nati maschi dai suoi tornei femminili. Haynes aveva in passato gareggiato in eventi EBPF registrandosi come donna e afferma che le nuove regole costituiscono una discriminazione che le ha causato una “perdita di opportunità” e ha “ferito i suoi sentimenti” perché non è vero, sostiene, che “il corpo maschile ha un vantaggio nel biliardo”.
A ottobre del 2024, un rapporto delle Nazioni Unite sulla “violenza contro le donne e le ragazze, le sue cause e conseguenze”; ha rilevato che fino al 30 marzo 2024 “oltre 600 atlete in più di 400 competizioni hanno perso più di 890 medaglie in 29 sport diversi”, con drammatiche conseguenze sia economiche sia sul loro futuro professionale (anche in ambito non atletico, come ad esempio per le borse di studio sportive delle università americane perse da ragazze a favore di studenti biologicamente maschi).
Questa finale è l’ennesima prova che chi temeva che l’inclusione dei giocatori maschi negli sport femminili avrebbe comportato l’esclusione delle donne dai loro stessi tornei aveva ragione. Ancora una volta, viene confermato che le federazioni sportive – come ha fatto la World Athletics presieduta da Sebastian Coe- devono dotarsi di regole atte a preservare lo sport femminile per le donne al più presto, per evitare questi grotteschi paradossi.
Anna Zanotti
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