Giochiamo a stuprare la mamma
Il videogioco si chiama "No Mercy" (nessuna pietà) e insegna a "fargliela vedere" alle donne dopo avere scoperto "la loro vera natura". Violenza, incesto e brutalità sessuale anche ai danni delle persone care della famiglia. Offerta che a quanto pare intercetta una domanda: il desiderio di brutalizzare la propria madre. Perché?

Il videogioco sullo stupro è stato ritirato
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No mercy, “Nessuna pietà”, si intitola l’ennesimo videogioco su Steam che promuove la simulazione di stupri e fa della violenza maschile sulle donne un intrattenimento.

Questa volta, dopo aver causato l’indignazione tra gli stessi utenti di videogiochi a contenuti sessuali violenti, il gioco è stato ritirato in alcuni paesi, a cominciare da Canada, Australia e UK. Fondamentali sono state le proteste da parte delle donne, dalle appassionate di videogiochi del gruppo Women in Games ad associazioni femministe come Collective Shout.

Il gioco parte dalla seguente premessa: «Dopo aver scoperto tua madre tradire tuo padre, hai scoperto la vera natura delle donne, soprattutto la sua. Non è una casalinga ordinaria: nasconde un oscuro segreto che l’ha perseguitata per anni. Ora spetta a te scoprirlo, ricattarla, mostrarla per ciò che è e ricostruire la tua famiglia secondo i tuoi termini. Devi fargliela vedere.»

Subito dopo, il giocatore è esortato a stuprare la propria madre, la zia e l’amica della madre.

Il caso No mercy sta stimolando un dibattito sull’etica dell’industria e delle piattaforme di videogiochi, e tutti sentono il bisogno di mettere un freno alla ricerca del profitto sulla pelle delle donne.

Ma l’offerta esiste perché c’è una domanda, ed è sulla domanda che bisogna agire. Perché un maschio dovrebbe voler stuprare e picchiare la propria madre?

Il videogioco in questione non è che l’ultimo di una lunga serie, ed esiste una community di ragazzi che sono “fan” dei videogiochi a tema incesto. La violenza sulle donne come intrattenimento, poi, è già da tempo mainstream.

Ragazzi anche minorenni – per accedere a questi videogiochi basta cliccare su «ho più di 18 anni» – passano ore ad assorbire contenuti come questi. Una vera e propria palestra per allenare la mascolinità tossica che deriva dalla non-accettazione della propria dipendenza dalla madre, la radice di ogni violenza maschile contro le donne.

Maria Celeste


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