Germania, stop alla legge trans

Dopo la Spagna, che qualche mese fa ha approvato l’orribile Ley Trans, iniziativa che ha contribuito alla debacle di Podemos alle recenti elezioni amministrative e che sta mettendo a rischio il governo di centrosinistra -il prossimo 23 luglio si andrà al voto per le politiche- sarebbe toccato alla Germania approvare una legge sulla totale autodeterminazione di genere (self-id). Ma le cose sono andate diversamente, come potete leggere qui.

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La legge per approvare il self-id in Germania è stata bloccata all’ultimo minuto per il timore che venga strumentalizzata da condannati che vogliono sottrarsi alla pena.

La “legge sui transessuali” tedesca (transsexual lax) sarebbe stata sostituita da una “legge sull’autodeterminazione” che avrebbe reso il cambio di sesso una semplice procedura civile, eliminando il requisito di qualsiasi valutazione medica, analogamente a quanto avviene in Scozia. La legge attuale, invece, al momento prevede che le persone trans ottengano il riconoscimento del cambiamento di sesso da parte di un tribunale e presentino due testimoni.

La legge doveva essere approvata dal Consiglio dei Ministri entro la fine del mese e votata dal Bundestag in autunno dopo mesi di scontri tra i ministeri della Giustizia, della Famiglia e degli Interni, ognuno dei quali appartiene a partiti distinti all’interno della frammentata coalizione di centro-sinistra del cancelliere Olaf Scholz.

I tre ministri si sono incontrati giovedì in tarda serata per un vertice di emergenza, ma secondo quanto riferito non è stata trovata una soluzione concreta e la bozza della “legge sull’autodeterminazione” progressista è stata rimossa dall’agenda del gabinetto.

Il ministero degli Interni, guidato dal partito socialdemocratico tedesco, e le forze dell’ordine hanno paventato il rischio che si possa usare la legge per eludere i procedimenti giudiziari.

“Informazioni fondamentali come i precedenti penali, i mandati di arresto pendenti e le licenze di porto d’armi devono essere riconoscibili per i pubblici ministeri nei database dopo aver cambiato nome e sesso”, ha dichiarato a Der Spiegel il presidente dell’Alleanza dei funzionari legali tedeschi Dirk Peglow.

Il progetto di legge prevedeva il divieto per la polizia e per altre istituzioni di utilizzare il nome della persona prima della transizione. Ma Nancy Faeser, ministro degli Interni dei socialdemocratici di Scholz, avrebbe insistito sul fatto che entrambi i nomi devono essere automaticamente forniti alle autorità di polizia per evitare che i criminali abusino della procedura – particolarmente rapida – di cambio di sesso.

Si teme inoltre che la legge possa essere utilizzata dai richiedenti asilo precedentemente respinti, consentendo loro di cambiare nome e sesso anagrafico per evitare il rimpatrio.

Anche l‘associazione tedesca dei gestori di saune ha espresso preoccupazione per la nuova legge, costringendo il governo a garantire alle saune di poter applicare le proprie politiche di ingresso.

Ferda Ataman, commissario antidiscriminazione, ha accusato il governo di essersi piegato al populismo di destra con questo rinvio dopo aver frenato la riforma.

“Si dice che dobbiamo preoccuparci del fatto che uomini e donne non sono più chiaramente definiti e che gli uomini cambino il loro sesso solo per entrare in una sauna e guardare le donne”. Ma, ha sottolineato, “in Germania abbiamo comunque saune per lo più di sesso misto. Nessun uomo deve cambiare legalmente il proprio sesso per vedere una donna nuda”.

La legge a favore del self-id era stata vista come un’occasione per i tre alleati di dimostrare le proprie comuni idee liberali – e la loro unità – ed è stata una delle prime leggi presentate dagli improbabili alleati quando formarono la propria coalizione tripartitica dopo decenni, la prima della Germania del dopoguerra. 

Una legge simile era stata proposta durante il governo SPD-Verdi di Gerhard Schröder all’inizio degli anni 2000, ma era stata rinviata ripetutamente. Schröder lasciò poi l’incarico


Articolo originale qui (traduzione di Angela Tacchini)

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