Epstein e quei soldi per finanziare la medicina transgender
Numerose email accreditate rivelano come l'imprenditore pedofilo abbia condizionato la ricerca, i medici e anche le reti di potere per costruire la sua agenda finalizzata a espandere le sperimentazioni sui minori

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Jeffrey Epstein era molto interessato alla medicina transgender.

Non si tratta di indiscrezioni ma dei documenti pubblicati sul sito del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, parte del materiale giudiziario relativo al caso del finanziere pedofilo. A rilanciare e collegare questi documenti in un lungo thread su X è Sayer Ji, fondatore di GreenMedInfo e figura nota per le sue posizioni critiche verso la medicina mainstream.

Il materiale, identificato con numeri di protocollo nei file giudiziari legati allo scandalo che sta coinvolgendo i potenti di mezzo mondo, rivela che Epstein incoraggiò il biologo evoluzionista Robert Trivers a scrivere sulla cosiddetta “transgender biology”, finanziò con 50.000 dollari il chirurgo Jess Ting, che avrebbe poi fondato il primo programma chirurgico transgender completo presso il Mount Sinai Health System, inoltrò aggiornamenti su quel programma a membri della sua rete, suggerì il tema “transgender” in scambi con ambienti d’élite, inclusi contatti legati al Mit Media Lab e al mondo filantropico di Bill Gates.

Il dato politico non è marginale: un uomo già condannato nel 2008 per reati sessuali su minori non solo continuava a frequentare le élite accademiche, ma interveniva attivamente in un settore medico che oggi riguarda direttamente bambini e adolescenti.

Trivers, secondo le email diffuse dal ministero della Giustizia americano, aveva un disperato bisogno di soldi e seguì le indicazioni di Epstein. Nei suoi scritti descriveva le donne trans come “organismi”, usava espressioni denigratorie verso gli uomini trans, discuteva ipotesi di interventi ormonali su bambini di tre anni. E per tutto questo veniva criticato da altri ricercatori.

Sayer Ji ricorda anche che il biologo, in un’intervista a Reuters, aveva minimizzato la gravità dei rapporti sessuali con minori, sostenendo che a 14 o 15 anni le ragazze sarebbero “come le donne adulte di 60 anni fa”.

Epstein avrebbe poi finanziato anche il chirurgo Jess Ting, con una donazione di 50.000 dollari. Ting visitò l’isola privata di Epstein e in seguito fondò il primo programma chirurgico transgender completo presso il Mount Sinai Health System. Nel 2017 scrisse a Epstein di aver “lasciato la chirurgia plastica per entrare nel mondo della chirurgia transgender”. Nel 2018 Epstein inoltrò aggiornamenti sul programma a suoi associati.

Ting avrebbe inoltre chiesto fondi a Epstein per sostenere Born to Be, il documentario che promuoveva il centro chirurgico di Mount Sinai. il thread afferma che quando Reuters chiese chiarimenti sui rapporti con Epstein, Ting si sarebbe detto disposto a far visionare le sue risposte allo stesso Epstein prima di inviarle alla stampa.

Secondo altri documenti, l’imprenditore pedofilo non si limitava a finanziare o ricevere aggiornamenti: gestiva il tema nella sua rete d’élite. In una email al direttore del MIT Media Lab, Joi Ito, suggerisce come presentare l’argomento a Bill Gates: “Se fossi in te gli direi che c’è solo un argomento eccitante, dimentica transgender è la transcienza”. Nel pieno clamore dello scandalo Weinstein, in una corrispondenza con Kathy Ruemmler, ex counselor della Casa Bianca sotto Barack Obama, scrive scherzando “transgender not yet on wall street :)”

Il thread sostiene che tutto questo avveniva dopo la condanna del 2008. E mentre, secondo le accuse giudiziarie, Epstein continuava ad abusare di minori.

Infine il thread collega questi documenti alla dichiarazione del 18 dicembre 2025 del Dipartimento della Salute USA (HHS), che ha definito la “gender-affirming care” per minori come mutilazione chimica e chirurgica. E conclude: “Ora sappiamo anche chi ha costruito tutto questo”.

Tutti i documenti hanno un filo comune:

1) finanziamento alla chirurgia (Ting, Mount Sinai)
2) condizionamento della ricerca (Trivers, transgender biology)
3) gestione dell’agenda nelle reti di potere (Gates, Mit)
4)  sostegno a prodotti mediatici promozionali (Born to be)

Se anche solo una parte di questo settore è cresciuta in un ecosistema finanziato, promosso o orchestrato da un trafficante di minori, la questione etica diventa enorme.

Maria Petroncini


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