Come hanno fatto a vincere la guerra contro Roe
Non avere trasformato la Roe v. Wade in legge è stato l'errore capitale della sinistra americana, a cominciare da Barack Obama. L'aborto era una questione del tutto secondaria per i liberal assorbiti dalle trans-politics, che hanno passato gli anni a cancellare la parola "donna" rinominandola come "mestruatore" e "portatore di utero", anziché occuparsi dei diritti delle donne

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Come hanno fatto i pro-life americani a vincere la guerra contro la sentenza Roe v. Wade? Nell’articolo di cui vi presentiamo ampli stralci la giornalista Sarah Ditum spiega come l’incuria e l’arroganza dei democratici hanno involontariamente aiutato a riportare indietro di 50 anni i diritti delle donne in America.

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“Quando è diventato certo che il diritto all’aborto delle donne americane sarebbe stato revocato? La sentenza della Corte Suprema secondo la quale “Roe era terribilmente sbagliata fin dall’inizio” è trapelata quasi due mesi fa, quindi irilascio formale della sentenza è stato un boccone amaro, ma non certo una sorpresa.

Certamente il maggiore responsabile è Donald Trump. La sua amministrazione, che dava l’impressione di essere composta da fedelissimi improvvisati e che infatti ha avuto vita breve, è riuscita in qualche modo a nominare ben tre -tre!- giudici della Corte Suprema, tutti conservatori fino al midollo.

Ma non avrebbe mai potuto raggiungere questo obiettivo senza l’aiuto della giudice Ruth Bader Ginsburg, icona liberale della giurisprudenza, che ha perso l’occasione di ritirarsi sotto l’amministrazione Obama e ha continuato a lavorare fino al suo ultimo respiro a 87 anni, nel 2020.

Mentre Ginsburg riscuoteva applausi per i suoi allenamenti con il personal trainer, l’altra parte aspettava comodamente che morisse. La ricompensa per il suo servizio sarebbe stata di essere sostituita dalla giudice Amy Coney Barrett, una fedele pro-life che ha avuto la parte decisiva nella condanna di Roe (e che probabilmente sosterrà anche il rovesciamento dei diritti dei gay).

Ginsburg avrebbe potuto godersi i suoi ultimi giri di vittoria come eroina femminista senza alcun costo per la causa, se solo Barack Obama avesse mantenuto una delle sue promesse elettorali e firmato il disegno di legge sulla libertà di scelta.

Questa legislazione, che avrebbe codificato Roe v. Wade , avrebbe dovuto essere “la prima cosa che farò da presidente”, come aveva detto nel 2007. Una volta diventato presidente, però, è stata retrocessa a “non è la mia massima priorità legislativa”. Scopriamo così che è abbastanza difficile per l’arco della giustizia piegarsi verso la Storia se il ragazzo in carica non si preoccupa di applicare un minimo sforzo alla questione.

[…]

Tredici stati hanno già in vigore “leggi trigger” pronte per la fine di Roe, il che significa che l’aborto sarà bandito nel giro di un mese. Gli oppositori dell’aborto erano pronti per tutto questo. Gli oppositori dell’aborto erano pronti da molto tempo.

Perché, allora, i pro-choice americani sono stati assolutamente inetti di fronte a tutto ciò? Mi riferisco a Obama, a Ginsburg, e anche organizzazioni come Planned Parenthood e ACLU, che hanno passato gli ultimi anni a fare campagne contro la parola “donna” invece che a difendere i diritti delle donne.

[…]

Mentre la destra erodeva diligentemente i diritti delle donne, la sinistra rispondeva offrendo alle donne un ricatto. Restate con noi, perché gli altri sono anche peggio. Certo, non è dignitoso essere definite un “mestruatore” o un “portatore di utero”, ma questo è il prezzo da pagare per entrare nella grande tenda liberale. Se non volete essere ridotte al vostro sistema riproduttivo, sarà meglio che iniziate a ridurvi da sole al vostro sistema riproduttivo.

Che scherzo crudele. La destra ha vinto la guerra contro Roe perché ha preso sul serio l’aborto. La sinistra ha perso perché l’ha trattato come una banalità, un affare già concluso, qualcosa con cui potevano minacciare le donne (“figuratevi se potrete perdere questo!”), ma non l’ha mai difeso attivamente.

[…]

Vale la pena ricordare che le donne americane non hanno un congedo di maternità obbligatorio a livello nazionale. […] Si potrebbe pensare che una politica pro-vita inizi con la protezione dell’occupazione per le donne che dovrebbero allevare questi bambini sacri, ma purtroppo no. Nella destra americana c’è un’incapacità terminale di immaginare che la donna che porta a termine una gravidanza indesiderata sarà la stessa donna che non potrà pagare l’affitto quattro settimane dopo perché non può andare al lavoro.

Ma non è molto diversa la sinistra che insiste nel dire che non si tratta di una “donna”, ma semplicemente di un insieme di organi che partorisce, che allatta, che sanguina. 

Obama è riuscito a non usare la parola “donna” nel suo tweet sulla sentenza della Corte Suprema. E così anche Alexandria Ocasio-Cortez, la starlet femminista preferita dai democratici. L’America, semplicemente, non è un paese per donne, e con la fine di Roe le cose peggiorano notevolmente.

Traduzione di Maria Celeste

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