Carmen Calvo, prode vicepremier della Spagna. Dopo il no alla Ley Trans ora pensa a una legge anti-prostituzione

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La vicepremier spagnola Carmen Calvo -Psoe- non si lascia condizionare né intimidire dal mainstream transfemminista (che prova a intimorirla in ogni modo, vedi qui). E oltre a contrastare la Ley Trans fortemente voluta dalla collega di governo, la ministra dell'Igualdad Irene Montero (Podemos) -legge alla quale si oppone compattamente il femminismo spagnolo- ora annuncia una legge contro la prostituzione.

Che Calvo sia d'ispirazione per le politiche della sinistra italiana, in particolare per quelle che sostengono il libero "sex work" e l'impalpabile e pericolosa "identità di genere" -o tacciono per non mettersi nei guai-.

In questa intervista le sue parole coraggiose e precise.


Carmen Calvo, vicepremier spagnola, costruisce un nuovo muro contro la ministra dell'Igualdad Irene Montero (Podemos) e annuncia una legge dello Stato che vieta la prostituzione. Le proposte abolizioniste sollevano dubbi dentro Podemos e non fanno parte del programma del Ministero per le pari opportunità. Carmen Calvo invece domenica ha annunciato un'imminente legislazione nazionale abolizionista che proibirà la prostituzione in tutta la Spagna e che "ci onorerà come democrazia".

Calvo solleva così una bandiera ampiamente difesa dal femminismo socialista che crea invece molti problemi alla leadership di Podemos, partner di minoranza del governo. "Sicuramente non ci sarà l'unanimità, ma ci saranno ampie prese di posizione nella maggioranza" ha assicurato. "Il PSOE si riconosce in questa lotta" ha detto Calvo nella sessione online contro la tratta e la prostituzione "in cui si gioca la qualità della democrazia di questo Paese".

Calvo ha così segnato un confine netto tra l'inequivoca posizione che i socialisti hanno sempre tenuto su questo tema a fronte delle titubanze e del dibattito aperto che continua a agitare la formazione viola (Podemos). Partito che un anno fa ha addirittura preso le distanze dal suo partner nella coalizione -Izquierda Unida- astenendosi nel voto sulla richiesta di una legge abolizionista al governo, iniziativa che non fa parte del programma della ministra per le Pari Opportunità, Irene Montero.

In effetti i socialisti affermano di non basarsi tanto sulla Convenzione di Istanbul, Bibbia del Ministero per l'Uguaglianza, e di fare maggiormente riferimento alla Convenzione di New York, che si concentra sullo sfruttamento come chiave della tratta di donne e ragazze.

I BORDELLI SONO GUANTANAMOS

"La tratta esiste perché c'è la prostituzione" ha detto Calvo, per la quale la prostituzione è un "elemento fondante del patriarcato" in quanto "oggettifica le donne come merce che può essere acquistata e venduta". "La prostituzione" ha difeso la sua posizione "non è un lavoro, è schiavitù".

L'abolizionismo ha una lunga storia e sostiene che non è possibile costruire una società democratica se ci sono donne prostituite e schiave. "Dove la prostituzione è regolamentata, la tratta è cresciuta" ha detto la vicepresidente, opponendosi a qualsiasi tipo di legalizzazione di ciò che alcuni difendono come "spazio di libertà per le donne". Cosa che, a suo avviso "non è che una bufala. "

"I bordelli sono Guantánamos di quartiere in cui le donne vivono un limbo illegale" ha detto, prima di assicurare che il PSOE presenterà un disegno di legge per proibire la prostituzione, fiduciosa che tutte le donne che siedono al Congresso e al Senato accompagnino l'iniziativa.

"Non ci lasceremo ammaliare dai canti delle sirene che nascondono questa realtà dietro parole nuove secondo le quali le donne si ritrovano in questa situazione perché padrone dei loro corpi". Tutto questo nasconde "vecchie idee non rispettabili" ha affermato.

CHIAMATA ALLE AUTONOMIE

Carmen Calvo ha anche anticipato la volontà del Governo di rafforzare l'educazione sessuale e riproduttiva per non lasciarla nelle mani della pornografia. "Non c'è libertà maggiore di quella che si basa sulla responsabilità" ha detto, sottolineando che "andremo a bussare alle porte delle comunità autonome, dei comuni e dell'Europa per ottenere tutto questo".

Non si tratta di altro" ha sottolineato "che di fare politica e di spostare tutti i pezzi, utilizzando tutta la legislazione esistente, oltre a politiche sociali, educative, sanitarie e di protezione. E di farlo in tutti i settori, dal governo della nazione ai consigli comunali ".

In questo senso, e approfittando del clima pre-elettorale a Madrid, Calvo ha affermato che sarebbe l'ideale per la Comunità di Madrid guidata da Ángel Gabilondo "entrare a far parte della rete delle autonomie che non rinunciano alle politiche di uguaglianza ".

L'intervista integrale a Carmen Calvo qui

(traduzione di Anna Perenna)


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