Canada: rischio bavaglio per il femminismo gender critical

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Le femministe radicali canadesi danno l’allarme: un nuovo progetto di legge del governo liberale di Justin Trudeau, il Bill C-10, potrebbe fortemente limitare o addirittura impedire loro di pubblicare sui social network e su tutto il web podcast o filmati contro l’identità di genere o su altri temi gender critical.

La legge introdurrebbe in Canada l’Internet più regolamentato nel mondo libero. Bill C-10 è stata pensata per promuovere “contenuti canadesi” online, ma un emendamento approvato nei giorni scorsi potrebbe consentire al governo di ordinare la cancellazione di qualsiasi caricamento su Facebook, YouTube , Instagram o Twitter effettuato da un utente canadese. Il disegno di legge è presentato anche come un argine all’odio online. In verità già oggi in Canada puoi essere perseguito se pubblichi online un contenuto diffamatorio, che viola il copyright, le leggi sull’istigazione all’odio o trasmette contenuti illegali come la pedopornografia. Ma Bill C-10 propone di sottoporre interi settori del mondo online canadese alla supervisione dei contenuti da parte di un ente regolatorio, inclusi podcast, video online e siti web. Secondo gli oppositori il Bill C-10 “non si limita a violare la libertà di espressione, ma costituisce un vero e proprio assalto al free speech e alle fondamenta della democrazia“. Inizialmente il progetto di legge esentava i social media e veniva presentato come un modo per regolamentare i servizi di streaming tipo Netflix e Crave. Ma venerdì la clausola che esentava i social media è stata cancellata. Questo comporta il fatto che ogni singolo canadese che pubblica su Instagram, Facebook, TikTok, Twitter o YouTube può essere trattato come un’emittente soggetto a supervisione e sanzione. I fornitori di social media dovrebbero rispondere a ogni post sulle loro piattaforme, come se fosse un programma televisivo o radiofonico. In effetti, C-10 è stato acclamato dai sostenitori specificamente per il suo potere di mettere a tacere le voci online, compresi siti di notizie, podcast, blog, siti di gruppi politici o di attivisti e persino siti Web stranieri che potrebbero essere visti in Canada, anche se si assicura che Bill C-10 è pensata solo per regolare le azioni dei “giganti del web”. Michael Geist, docente all’Università di Ottawa in Diritto di Internet e Commercio elettronico, è stato uno dei più decisi critici del Bill C-10, ritenuto “pericoloso” e “imperdonabile”.

Particolarmente preoccupante che, come vedere sopra, la raccolta di firme in corso contro Bill C-10 sia stata segnalata da Shinigami Eyes, estensione di Google scaricata da decine di migliaia di persone che fa apparire in rosso i nomi di siti e singoli utenti di tutto il mondo bollati come omofobici e transfobici. lettera scarlatta che tocca a ogni singola femminista e a ogni sito web gender critical: per esempio, come potete vedere, anche a Feminist Post.

Dal fatto che anche la petizione contro Bill C-10 appaia nelle liste dei segnalati si deduce che chi si oppone alla legge è classificato come omotransfobico. E quindi che la legge canadese sarà ampiamente utilizzata per colpire persone e opinioni gender critical, già preselezionate con Shinigami Eyes.

Marina Terragni

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