Bambine/i “transgender”: è contagio da social. Lo ammette perfino la maggiore associazione trans
Tik Tok, Youtube e altri: la presidente di WPATH, associazione mondiale per la salute trans, costretta ad ammettere che gli influencer hanno una grande parte nell’epidemia di transizioni tra i minori, fenomeno negato dai progressisti occidentali che bollano ogni allarme come transfobia. Ma non si smette di spingere per medicalizzazione e chirurgizzazione precoce

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L’onorevole Alessandro Zan, primo firmatario del famigerato ddl sull’identità di genere finito in cavalleria, aveva negato il vertiginoso aumento dei casi di transizione di bambine e bambini, definendo la notizia un'”affermazione pericolosa”

Nel 2021 vi erano già numerose statistiche che segnalavano l’entità del problema, ma a quanto pare Zan non ne era a conoscenza -il che è inaccettabile- o fingeva di non sapere o più probabilmente riteneva ideologicamente che il semplice fatto di porre la questione si dovesse ritenere prova certa di transfobia.

Chissà che cosa penserà l’onorevole Zan e con lui tutti i “progressisti” pro-identità di genere che con il ddl avrebbero voluto introdurre nelle scuole la formazione Lgbtq+ del fatto che oggi perfino Marci Bowers, presidente di WPATH -associazione professionale mondiale per la salute transgender che ha sempre spinto per l’affermazione e l’intervento medico per i giovani che si credono del sesso opposto,- ha dovuto ammettere in un’intervista al New York Times che Il drammatico aumento di bambini e adolescenti che si identificano come transgender si deve anche a contagio sociale.

Marci Bowers, transessuale MtoF, è una chirurga specializzata in costruzione di pseudo-vagine a partire da un pene invertito, nota per aver operato Jazz Jenning davanti alle telecamere del suo reality show “I am Jazz”.

Un altro membro del WPATH che ha ammesso il contagio sociale è Erica Anderson, psicologa clinica, anche lei transessuale MtoF che ha trattato centinaia di bambini e adolescenti per supposta disforia di genere e che ha scritto del potere degli influencer trans su TikTok e YouTube che incoraggiano i giovani a identificarsi come transgender.

Tutto questo non ha però impedito al WPATH di rimuovere dalle sue ultime linee guida sugli standard di cura i requisiti di un’età minima per iniziare la transizione; le linee guida includono tra le identità di genere anche gli aspiranti eunuchi (persone che desiderano farsi castrare) (vedere qui). Soprattutto, il WPATH non ha smesso di consigliare ai medici di “affermare” -cioè medicalizzare- immediatamente ogni bambino che dichiari un’identità transgender.

Traduzione e adattamento di Maria Celeste e Marina Terragni, articolo integrale qui


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