Una madre di sei figli intende citare in giudizio lo Stato del Sud Australia dopo che una presentazione in una scuola pubblica, pensata per “promuovere l’inclusività LGBTQIA+”, ha fatto riferimento a “bestialità”, “amore tra fratelli”, “amore tra sorelle” e “sesso tra fratelli e sorelle”. La donna sostiene che la figlia quattordicenne sia stata esposta a contenuti inappropriati durante la lezione.
In un’intervista televisiva esclusiva, Nicki Gaylard si è commossa spiegando perché intende citare lo Stato presso il Tribunale Distrettuale del Sud Australia, per evitare che altre famiglie subiscano la stessa sofferenza. La causa sarà finanziata dall’organizzazione legale di ispirazione religiosa Alliance Defending Freedom (ADF) International, che collabora con gli avvocati locali di Adelaide. La presentazione, della durata di un’ora, faceva parte del programma “Respectful Relationships”, volto a “promuovere inclusività e accettazione LGBTQIA+”, ed è stata tenuta da un’associazione esterna nel marzo scorso presso la Renmark High School, nell’Australia del Sud, davanti a ragazze di seconda superiore.
La signora Gaylard, madre di sei figli, ha raccontato in lacrime che la figlia Courtney si è sentita talmente a disagio da lasciare la lezione a metà e recarsi in infermeria. La madre l’ha poi prelevata da scuola e ha ritirato tutti i figli dall’istituto lo stesso giorno. Ora frequentano una scuola cattolica locale. «La prima cosa che mi ha detto è stata: “Parlavano di fare sesso con animali”, ci ho messo qualche minuto a riprendermi», ha raccontato la signora Gaylard a Sky News.
«Ha detto che hanno mostrato un elenco di parole… Bestialità era una di queste e mi ha detto: “Nessuno sapeva cosa fosse, mamma”. Una ragazza ha chiesto: “Cos’è la bestialità?” e il relatore ha risposto: “Oh, è fare sesso con animali, ma non cercatelo su Google, ragazze”».
Secondo la madre, la figlia ha riferito che la prima cosa vista entrando in aula è stata una slide con scritto: “We can see queer-ly now” (“Adesso vediamo queer-amente”, gioco di parole sull’assonanza tra “queerly” e “clearly”, “chiaramente” n.d.t.) e che non c’era alcun insegnante presente, solo tre relatori esterni. I genitori non erano stati informati né avevano dato il consenso. La presentazione avrebbe incluso anche riferimenti all’incesto con termini come “amore tra fratelli”, “amore tra sorelle” e “sesso tra fratelli e sorelle”.
«Mia figlia torna a casa e si sente a disagio ad abbracciare il fratello perché è confusa», ha detto la signora Gaylard.
Alle studentesse sarebbe stata mostrata anche la foto di una donna a torso nudo che aveva subito un intervento di transizione, con le cicatrici di una doppia mastectomia ben visibili.
«Come genitore mi sento tradita: hanno pensato di avere il diritto di mostrare queste cose a mia figlia senza chiederle se volesse partecipare. Nessun consenso dai genitori, nessuno sapeva nulla», ha aggiunto, raccontando che la figlia ora ha paura di incontrare il relatore al supermercato.
La signora Gaylard afferma che l’ong che ha fornito il servizio, Headspace Berri, le ha negato l’accesso alle slide della presentazione.
«Come possono essere felici di mostrarle ai bambini ma vergognarsi di mostrarle agli adulti?», ha detto.
L’azione legale non è ancora stata formalmente depositata, ma secondo Sky News è imminente e il solo citato sarà lo Stato Australia del Sud. Lois McLatchie Miller, responsabile comunicazione legale di ADF International, ha definito il caso “scioccante”: «Si tratta di lasciare che i bambini siano bambini e i genitori siano genitori. Per questo abbiamo deciso di collaborare con il team legale locale di Nicki: i bambini non dovrebbero essere esposti a questi contenuti». Ha aggiunto che il problema è internazionale e sempre più frequente: «I genitori hanno il diritto primario di sapere quale tipo di istruzione ricevono i figli».
Il caso è stato paragonato ad altre battaglie legali condotte dall’organizzazione, che ritiene la causa “molto solida”. Il preside della Renmark High School, Mat Evans, si è scusato per il “materiale inappropriato”, per non aver chiesto il consenso dei genitori e per non aver garantito la presenza di un insegnante. Il Dipartimento dell’Istruzione dell’Australia del Sud ha sospeso Headspace Berri dal programma.
Il Ministro dell’Istruzione Blair Boyer ha inviato una lettera di scuse alla signora Gaylard, definendo la presentazione “inaccettabile”, ma ha negato che si sia parlato di bestialità o incesto. Headspace National ha riconosciuto che alcuni aspetti della presentazione non erano appropriati e ha avviato una revisione interna, impegnandosi a rafforzare le linee guida per garantire maggiore controllo e sicurezza.
Un portavoce del Dipartimento dell’Istruzione non ha risposto alle domande su un’eventuale difesa contro le accuse presentate nella causa.
«Si è trattato di un episodio isolato e sono state adottate misure per garantire che non accada di nuovo. Gli attuali fornitori hanno seguito un rigoroso processo di approvazione per dare a genitori e studenti la certezza che l’educazione sessuale nelle scuole pubbliche sia di qualità, basata su evidenze e conforme al Curriculum australiano nazionale» ha spiegato.
Un portavoce di Headspace National – fondazione per la salute mentale giovanile finanziata dal Dipartimento federale della Salute e dell’Assistenza agli Anziani – ha riconosciuto che alcuni aspetti della presentazione erano inappropriati e ha condotto una revisione interna su ciò che è stato mostrato e sul processo di verifica.
«La revisione di Headspace National ha rilevato che, sebbene la presentazione fosse pensata per promuovere inclusività e accettazione LGBTIQA+ e riconoscere la discriminazione storica e attuale subita da questa comunità, vi erano aspetti non appropriati per i giovani», ha dichiarato il portavoce.
Caroline Marcus (Sky News Australia)
Traduzione italiana di Anna Zanotti
Articolo in originale qui
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