Argentina: stop al linguaggio neutro nelle scuole
E' stato il primo paese a introdurre l’auto-identificazione di genere. Dieci anni dopo è tra i primi a vietare il linguaggio neutro nelle scuole in quanto "nemmeno così inclusivo: crea una barriera per i bambini con difficoltà di apprendimento”

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Nel 2012 l’Argentina è stato il primo paese al mondo a introdurre il self-id o auto-identificazione di genere nel suo ordinamento giuridico. Dieci anni dopo è uno dei primi paesi a vietare il linguaggio neutro nelle scuole.

Come insegnano le madri del femminismo radicale e del pensiero della differenza, il neutro è uno specchietto per le allodole che di fatto riporta al centro il punto di vista maschile.

Se l’illusione del neutro salta meno all’occhio nella lingua inglese, è subito evidente nelle lingue in cui esiste il genere grammaticale, come lo spagnolo, l’italiano, il tedesco.

Non si tratta solo un problema di “conservazione” della lingua: il linguaggio pseudo-neutro, con asterischi, x e altri segni fantasiosi quanto impronunciabili rende più difficile l’apprendimento.

In Argentina è nato un dibattito: si tratta davvero di “linguaggio inclusivo”? Fino alla decisione del governo della capitale di vietare l’uso del neutro a scuola. Ne scrive anche il New York Times.

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Il governo della città di Buenos Aires, in Argentina, ha vietato l’uso di una lingua “neutra rispetto al genere” nel sistema educativo. La mossa è arrivata dopo che i funzionari hanno scoperto che alcune scuole stavano sostituendo le parole comunemente usate con nuove variazioni e termini inventati che non possono essere pronunciati.

Invece di “amigos”, la parola spagnola per “amici”, alcuni usano “amigues”. Al posto di “todos” o “tutti”, alcuni scrivono “todxs”. E alcuni segni che direbbero “bienvenidos” o “benvenuti”, ora dicono “bienvenid@s”.

Com’era prevedibile gli attivisti trans sono rimasti sconvolti e hanno affermato che i cambiamenti linguistici sono necessari per promuovere l’inclusività. Alcuni genitori e insegnanti hanno contestato la regola. Il linguaggio neutrale rispetto al genere “non è nemmeno così inclusivo”, ha affermato Vanina María Casali, direttrice di una scuola elementare a Palermo, un quartiere di Buenos Aires. “Nella nostra scuola ci sono ragazzi con difficoltà di apprendimento e questo linguaggio rende ancora più difficile per loro imparare”.

Traduzione di Jennifer A. B., articolo integrale qui


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