Anche la Germania valuta uno stop agli ormoni per bambine/i con “disforia di genere”
Mentre ci si accinge ad approvare una delle leggi più permissive in materia di transizione dei minori un documento del Bundestag frena e invita alla cautela. Perché non ci sono prove scientifiche sufficienti sul fatto che la terapia affermativa farmacologica aumenti il benessere delle/gli adolescenti e che i suoi effetti siano reversibili. Serve un serio e approfondito dibattito finora impedito dall'attivismo transaggressivo e dalla pressione delle lobby Lgbtq+ sulla politica e sui media

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Dopo anni di resistenza e di battaglia del femminismo radicale in tutto il mondo -oltre che di genitori auto-organizzati per resistere alla transpropaganda, come l’associazione GenerAzione D- la questione dei minori avviati alla transizione con bloccanti della pubertà, ormoni cross-sex e chirurgia è arrivata finalmente all’attenzione del Parlamento italiano. Da tempo il tema è oggetto di un aspro dibattito critico che dalla Svezia e dall’UK si è allargato a tutto il Grande Nord, fino ad Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti. Ne dà puntualmente conto il giornalista Bernard Lane nel suo sito Gender Clinic News, che nel suo ultimo ottimo articolo punta l’obiettivo sulla Germania dove il Bundestag, in totale controtendenza rispetto al mainstream transfilico di informazione e politica (sta per essere definitivamente approvata una legge che consentirà la libera scelta del genere anche a bambine-i di 14 anni) ha pubblicato un rapporto che mette in discussione l’efficacia della cosiddetta terapia affermativa di genere per i minori.

Abbiamo tradotto il suo articolo che potete leggere a seguire.

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Secondo un rapporto del Parlamento Tedesco non si può escludere che i farmaci bloccanti la pubertà danneggino in modo duraturo lo sviluppo cognitivo dei minori, compresi gli aspetti mentali, emotivi e comportamentali della loro formazione sessuale.

Il rapporto dei Servizi Scientifici del Bundestag, dipartimento di ricerca con il compito di informare i politici tedeschi, è importante perché il dibattito sulla medicina di genere nel Paese è dominato dal sostegno acritico a questi interventi ormonali e chirurgici che alterano la vita, intesi come “diritti umani”.,

Il rapporto del Bundestag documenta la tendenza in Svezia e in altri paesi nordici progressisti a spostare la politica terapeutica lontano dal protocollo olandese, imitato a livello internazionale, per il cambiamento di genere medicalizzato per i minori che si identificano come transgender o non binari; il rapporto parla anche delle leggi che limitano la transizione pediatrica in più di 20 stati americani governati dai repubblicani. 

“Negli ultimi anni un numero crescente di nazioni ha preso le distanze dal protocollo olandese “poiché sono sorti dubbi sulla sua validità scientifica a causa di vari casi di significativi effetti collaterali a lungo termine, della mancanza di risultati di ricerca rappresentativi e di preoccupazioni circa la selezione di soggetti testati” afferma il rapporto. “L’uso dei bloccanti della pubertà è attualmente oggetto di un dibattito controverso in tutto il mondo”.

Sebbene il rapporto del Bundestag, intitolato “Divieti legali sui bloccanti della pubertà all’estero, suggerisca che i bloccanti della pubertà possano essere reversibili se assunti per “un certo numero di anni”, si menziona anche la mancanza di ricerche adeguate e basate sull’evidenza”.“Non si può escludere, ad esempio, che la terapia di soppressione della pubertà possa portare a un deterioramento duraturo dello sviluppo psicosessuale o psicosociale-cognitivo. Anche la completa reversibilità non è stata adeguatamente dimostrata. 

Il rapporto ai legislatori tedeschi cita anche lo scandalo della clinica Tavistock di Londra e la proposta inglese di eliminare del tutto il trattamento di routine con bloccanti della pubertà, nonché l’appello alla grande cautela medica da parte dell’Accademia nazionale Francese di Medicina e le preoccupazioni di psichiatri infantili e dell’adolescenza in Australia e Nuova Zelanda a causa della debole base di prove a favore della transizione pediatrica

L’ideologia di genere è forte tra le élite politiche, istituzionali e mediatiche tedesche. Il rapporto del Bundestag è una sorta di contrappunto alle campagne per un facile cambiamento di genere autodichiarato [self-id] nei documenti ufficiali, a nuove linee guida mediche che probabilmente liberalizzeranno l’accesso alla transizione pediatrica e a un programma a sostegno di una medicina di genere per adulti e bambini con fondi di assicurazione sanitaria sociale sovvenzionati dallo Stato.

“È noto che l‘adolescenza è una fase di riorientamento e di parziale reinvenzione, per la quale è stato tipicamente coniato il termine ‘seconda nascita psichica’. Le neuroscienze hanno utilizzato tecniche di imaging per dimostrare che la pubertà è una fase di notevole rimodellamento e riorganizzazione del cervello in maturazione. Di conseguenza, una trasposizione permanente dell’identità di genere a livello transessuale, cioè la forma più grave di disforia di genere con un’identità transessuale fissata in modo permanente, può essere diagnosticata in modo affidabile solo dopo la fine della pubertà. In altre parole, la maggior parte degli adolescenti in questa fase è ancora nel bel mezzo del processo di ricerca della propria identità, e quest’ultima è il risultato di uno sviluppo riuscito durante la pubertà, non il suo punto di partenza!” ha dichiarato Dr. Alexander Korte , psichiatra e clinico specializzato in disforia di genere. La dichiarazione era destinata al Bundestag; Korte è stato invitato da una commissione parlamentare a fornire una testimonianza di esperto sul disegno di legge sull’identità di genere.

Il diritto come motore del trattamento

“Medici e psicologi sono del parere che il desiderio di riassegnazione fisica aumenterà anche a causa dell’abbassamento della soglia legale [per il cambio di genere nei documenti]” afferma il rapporto.

Secondo il  progetto di legge sull’identità personale i minori di 14 anni potrebbero cambiare il loro sesso legale all’anagrafe con l’approvazione dei genitori. Ma il tribunale potrebbe ignorare il rifiuto dei genitori, aumentando la posta in gioco nel conflitto familiare rispetto al cambiamento di genere sociale e medico. (Il progetto di legge dovrebbe avere la sua seconda lettura e votazione all’inizio del 2024)  

Lo psichiatra dell’infanzia e dell’adolescenza Alexander Korte dell’Università Ludwig-Maximilian di Monaco, che è una voce solitaria per la sua cautela nella commissione professionale sanitaria che elabora le nuove linee guida mediche per i minori, ha sostenuto che la transizione sociale consentita dalla legge sull’auto-identificazione farà ” aumentare” il tasso di bambini che persistono nella condizione angosciante della disforia di genere, rendendo così più probabile una medicalizzazione per tutta la vita.  Korte parla in base alla sua esperienza su adolescenti con disforia di genere dal 2004. Korte sostiene che i bloccanti della pubertà sono stati promossi dai loro sostenitori come “innocui dal punto di vista medico ed eticamente non problematici”, ma la soppressione degli ormoni sessuali naturali nega ai bambini “le esperienze necessarie per la formazione della loro identità, inclusa la formazione socio-sessuale, cioè le relazioni: «Sono esperienze necessarie anche per un coming out omosessuale».

In questo contesto, il dottor Korte ha accolto il documento di ricerca del Bundestag come “enormemente utile” in un momento in cui il progetto di linee guida mediche per i minori si sta dirigendo in una direzione “decisamente trans-affermativa” sotto l’esperto mediatico presidente della commissione, il professor Georg Romer. Secondo quanto riferito, la Società tedesca di psichiatria e psicoterapia infantile e dell’adolescenza ha sostenuto il professor Romer e ha approvato le incaute linee guida, la cui pubblicazione è prevista nel primo trimestre del 2024.

Il documento del Bundestag – e il mistero su chi lo abbia commissionato – sembra non essere stato ripreso dai principali media tedeschi, dove lo scetticismo sul progetto trans è attenuato. David Allison, ex membro dei Verdi e genitore preoccupato per “la negazione della realtà nell’ideologia transgender”, è il volto pubblico di un piccolo gruppo di pressione chiamato Transteens Sorge berechtigt che lavora sui diritti e i doveri di un genitore nel tumulto di un figlio adolescente trans. Di origine inglese e residente da tre decenni in Germania, Allison ha affermato che il rapporto del Bundestag che citava il lavoro di Transteens  è degno di nota per aver riconosciuto alcuni dubbi sulla medicina di genere.  “Il governo sembra essere al 100% dalla parte degli attivisti trans. Direi che la Germania è il paese più estremista in Europa riguardo all’ideologia di genere“.

Il filosofo Uwe Steinhoff dell’Università di Hong Kong, che lavora con il dottor Korte in difesa della realtà biologica contro la disinformazione degli attivisti, ha affermato che il rapporto del Bundestag ha i suoi difetti, ma ciò nonostante la sua indagine sui Paesi che si ritirano dalla transizione pediatrica è piuttosto significativa. “Il rapporto contraddice apertamente una menzogna costantemente raccontata da influenti funzionari governativi tedeschi spinti dalla politica queer e da vari gruppi di lobby indirettamente finanziati dal governo: la terapia “affermativa di genere” è lo stato dell’arte quando si tratta di trattamento della disforia di genere”. In effetti, ha detto il professor Steinhoff  a GCN, l’approccio di affermazione di genere costruito sul protocollo olandese dei bloccanti della pubertà seguiti da ormoni sessuali incrociati e dalla chirurgia è “obsoleto e in fase di revisione”.  “Portare alla luce questo fatto attraverso una fonte ufficiale è ciò che rende il rapporto importante per il pubblico e imbarazzante per i pericolosi appassionati tedeschi della ‘transizione'” (…)

Niente da vedere quì?

“Una strategia chiave qui in Germania”, afferma Allison, “è affermare che nessun minore viene sottoposto a cure mediche o chirurgiche. Ma non è così. Ci sono ospedali in Germania che pubblicizzano apertamente mastectomie per minorenni”. Per quanto riguarda i bloccanti della pubertà il rapporto del Bundestag afferma che “possono essere prescritti solo dopo un’attenta indicazione medica sulla base di linee guida scientifiche”. In attesa di linee guida aggiornate per i minori la prescrizione di bloccanti in Germania dovrebbe essere in linea con gli standard di cura proposti dalla World Professional Association for Transgender Health (WPATH). Ma WPATH non è sinonimo di cautela,  nella migliore delle ipotesi le sue linee guida terapeutiche inviano segnali contrastanti, ma Allison afferma che l’establishment trans tedesco vuole un regime più permissivo.

A differenza di un sistema centralizzato come il Servizio sanitario nazionale del Regno Unito, quello tedesco è in una certa misura affidato agli Stati della federazione, con gli organismi professionali del settore sanitario che esercitano una notevole autonomia così come i fondi dell’assicurazione sanitaria sociale. “Quanto alla questione se i minori siano autorizzati a ricevere cure mediche il governo rifiuta di assumersi qualsiasi responsabilità e si limita a rivolgersi agli organismi professionali”, afferma Allison. Nonostante tutti i problemi del sistema sanitario tedesco, il trattamento medico di un minore per ora richiede il consenso dei genitori. “Ma gli attivisti trans vogliono eliminare il consenso dei genitori”, afferma Allison, convinto del fatto che  l’autoidentificazione potrebbe rendere più difficile per i genitori mantenere la linea contro la medicina di genere invasiva. “Se ipoteticamente, una ragazza di 14 anni si reca all’anagrafe e ottiene il suo status cambiato legalmente in quello di un ragazzo, sarà molto difficile per i genitori opporsi alla medicalizzazione” dice Allison. E crede che gli operatori sanitari saranno incoraggiati a portare avanti gli interventi ormonali e chirurgici


Il potere della borsa

A partire da maggio Allison ha preso parte a seminari di consultazione per il Ministero della Salute, fianco a fianco con attivisti trans e medici. In questione c’è il tema del governo federale come finanziatore: dovrebbe esserci una legislazione che imponga all’assicurazione sanitaria sociale di farsi carico del conto dei farmaci ormonali e della chirurgia trans?  “Il problema filosofico di fondo è che c’è questo tentativo di depatologizzare l’esperienza trans” dice. “Ma se si fa così, diventa piuttosto difficile sostenere che le procedure mediche complete dovrebbero essere pagate con fondi pubblici. Quindi, [gli attivisti stanno] cercando modi per aggirare questo problema. Una possibilità presa in considerazione, dice, è quella di cercare di inserire la medicina trans nella stessa categoria della gravidanza, della fertilità o della contraccezione “in cui non sei malato, ma ricevi comunque cure mediche”.

Le statistiche sulla medicina di genere pediatrica in Germania sono scarse. Alcuni dati non distingono tra minori e giovani adulti. Secondo i dati nazionali  riportati dai servizi scientifici del Bundestag, il numero di interventi chirurgici genitali nella fascia di età 15-25 anni è aumentato di quasi il 1.600%, passando da 54 nel 2007 a 917 nel 2021. Secondo un’estrapolazione dei dati della compagnia assicurativa Barmer, tra il 2014 e il 2019 il numero dei nuovi trattamenti con bloccanti della pubertà è più che raddoppiato, passando da circa 125 casi a circa 275 casi. 

Identità fuori dagli schemi

All’inizio di quest’anno, nel  giornale in lingua tedesca Journal of Child and Adolescent Psychiatry and Psychotherapy, il dottor Korte e il coautore dottor Volker Tschuschke (ex professore di psicologia medica all’Università Albertus Magnus) hanno pubblicato un articolo nel quale suggeriscono che l’idea angosciante che i giovani si sentano “nati nel corpo sbagliato” sia diffusa dai social media e dai media mainstream.  ‘Trans’ rappresenta evidentemente una nuova identità standard che viene diffusa attraverso i mass media e che parla a un gruppo di giovani vulnerabili che hanno problemi con la percezione di sé, l’accettazione del corpo e l’integrazione dei processi di maturazione legati alla pubertà” dicono. “Queste categorizzazioni [degli adolescenti come trans o non binari] permettono ai giovani pressati da richieste sociali contraddittorie, ideali di bellezza irrealistici, insicurezze tipiche degli adolescenti, crisi di vergogna e ricerca di significato, di esprimere la loro sofferenza personale in una forma accettabile per loro tempo e la loro cultura. Ma adolescenti somaticamente sani con organi sessuali funzionanti e un profilo ormonale normale che cercano la ‘transizione di genere’ stanno vivendo una confusione psicologica o attraversando una crisi di maturazione e soffrono quindi di un disturbo temporaneo”.

In questo contesto, gli autori evidenziano i rischi della legge tedesca sull’identità personale che consente agli adolescenti in difficoltà di rinchiudersi legalmente e socialmente in un’identità trans o non binaria, rendendo più difficile uscire da questa angoscia e confusione. E si chiedono se “accettare il cambiamento del certificato di sesso come procedura puramente amministrativa non chiuderà le opzioni alternative per il bambino, inducendolo a persistere nella sua identità transgender”.

“Ancora e ancora si parla della necessità di una ‘transizione di genere’ se qualcuno si trova ‘nel corpo sbagliato’. Ma forse è il caso di descrivere questa condizione come una “falsa psiche”, una “falsa vita”, un “falso sé” nel “corpo giusto. Dal punto di vista della psicologia dello sviluppo, è assurdo presumere che qualcuno nasca con un’identità preformata. Il senso di appartenenza al proprio genere, che si costituisce nel corso dello sviluppo psicosessuale fin dall’infanzia, si consolida e si individua, soprattutto nell’adolescenza, man mano che il giovane cresce, quando emerge la sessualità e hanno luogo i primi contatti socio-sessuali”.

(…) Secondo una campagna di lettere aperte lanciata da 120 scienziati, psicologi ed educatori, le emittenti pubbliche tedesche stanno diffondendo messaggi non scientifici sul sesso biologico che potrebbero confondere i bambini e promuovere la medicalizzazione dei transgender.”— notizia GCN, 29 giugno 2022.

Gli adolescenti nel presente

Nel loro articolo, i dottori Korte e Tschuschke sostengono che i bambini e gli adolescenti non sono attrezzati per considerare le prospettive a lungo termine di chi intraprende un cambiamento di genere medicalizzato. “I giovani in genere ignorano le conseguenze per tutta la vita del trattamento di transizione fisico-medico”, affermano. “La ‘riassegnazione chirurgica del genere’ comporta inevitabilmente la mutilazione del corpo. Pertanto, oltre alla perdita della fertilità, i prerequisiti anatomici per l’eccitazione e la soddisfazione sessuale sono funzionalmente danneggiati, o almeno compromessi se non distrutti

“I pochi studi seri di follow-up che coprono un periodo di tempo sufficientemente lungo e che si basano sui dati più oggettivi disponibili concludono che la ‘chirurgia di riassegnazione del sesso’ non conferisce benefici psicologici. In media, le persone non hanno meno visite mediche, meno ricoveri ospedalieri, meno disturbi d’ansia o tentativi di suicidio. Al contrario ne sperimentano di più rispetto a prima della loro “riassegnazione di genere”! [Questi pazienti] rimangono un gruppo a rischio dopo la transizione medica e necessitano di supporto psicoterapeutico per un periodo molto lungo”.  

Gli autori caratterizzano l’approccio dominante oggi in Germania come un approccio che “non mette affatto in discussione la transidentificazione e che nel caso di bambini o giovani adolescenti porta più o meno automaticamente a un trattamento che blocca la pubertà”. Al contrario, il loro articolo sostiene “una psicoterapia intensiva a tempo indeterminato, critica rispetto al genere, che mantenga la possibilità di risolvere la disforia”. “Siamo fondamentalmente scettici nei confronti di qualsiasi approccio che preveda la completa salvezza e il sollievo dalla sofferenza psicologica attraverso interventi chirurgici estetici. Il trattamento ormonale e gli interventi chirurgici sul corpo sano possono, nella migliore delle ipotesi, offrire un certo sollievo, e solo allora sono eticamente giustificabili nei casi molto rari di disforia di genere [perdurante] di tipo transessuale”.

Gli autori suggeriscono che l’attivismo trans aggressivo ha impedito il dibattito necessario per arrivare alla migliore risposta terapeutica per un gruppo in rapida crescita di giovani vulnerabili. “In una democrazia – e soprattutto in una controversia scientifica – deve essere possibile conoscere i fatti e impegnarsi in un dibattito basato sull’oggettività anziché adottare le raccomandazioni di attivisti radicali, imbavagliando tutte le differenze di opinione, le critiche di qualsiasi tipo e quindi ogni discussione mediante accuse personali, denunce, cancellazioni sistematiche o addirittura minacce – e in questo modo “rifiutando di impegnarsi in un discorso. Le argomentazioni concrete e scientificamente fondate contro l’avvio di un percorso di trattamento per la “riassegnazione di genere”, il cui primo passo prevede la soppressione della pubertà, dovrebbero essere prese sul serio

Nota: la LSVD, una delle principali lobby LGBT tedesche, sostiene qui la causa del self-id; mentre il Ministero federale per la famiglia, gli anziani, le donne e i giovani promuove interventi medici di “affermazione di genere” nel suo portale Rainbow.  

articolo originale qui

traduzione e adattamento di Marina Terragni


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