Alberta, Canada: è legge. Fuori i corpi maschili dagli sport femminili
E' la prima a essere approvata di tre nuove leggi fortemente volute da Danielle Smith, premier della provincia canadese. Le altre, in dirittura d'arrivo: stop a blocker, ormoni e chirurgia di "riattribuzione del sesso" per i minori; e sotto i 16 anni necessità del consenso dei genitori per le carriere alias e l'educazione sessuale a scuola

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Approvato nella provincia canadese dell’Alberta il Bill 29, Fairness and Safety in Sport act, legge fortemente voluta dalla premier Danielle Smith a protezione delle competizioni sportive femminili e a garanzia che le atlete gareggino in categorie di sole donne. Le persone transgender potranno partecipare e competere negli sport di loro scelta in categorie dedicate. Sulla base di regolamenti governativi, alle organizzazioni sportive sarà richiesto di individuare criteri di ammissibilità delle atlete che tengano conto delle nuove direttive.

La notizia è rilevante anche perché il Canada di Justin Trudeau è da sempre tra le nazioni più trans-oriented. 

Il governo dell’Alberta si è preliminarmente consultato con organizzazioni sportive provinciali, istituti post-secondari, autorità scolastiche, allenatori, genitori, atleti, membri della comunità transgender e altri esperti in materia per poter garantire un sistema sportivo più giusto e sicuro. La nuova legge è stata accolta con grande soddisfazione dalla rete Save Women’s Sports. Anche Reem Alsalem, special rapporteur ONU contro la violenza su donne e ragazze, ha salutato con soddisfazione la novità legislativa: “Very welcome news out of Alberta in Canada”, ha scritto su X, “regarding the protection of the female category in sport”. Lo scorso ottobre Alsalem aveva presentato all’assemblea delle Nazioni Unite un articolato rapporto sulla violenza nello sport, inclusa la partecipazione di corpi maschili nelle categorie femminili. 

La premier Danielle Smith ha in programma a breve altre modifiche legislative. Una delle proposte riguarda il divieto di “terapie affermative” (puberty blocker e ormoni) per le/i minori. Ai medici sarebbe proibito anche di eseguire interventi chirurgici di “riattribuzione del sesso” su persone minorenni. Un’altra proposta di legge introdurrebbe la richiesta obbligatoria fino ai 16 anni del consenso dei genitori per le cosiddette “carriere alias” e per cambiare nomi o pronomi a scuola. Chi ha 16 o 17 anni non avrà bisogno di autorizzazione da parte dei genitori, che però dovranno essere preliminarmente informati. Sarà necessario il consenso delle famiglie anche per poter partecipare a lezioni scolastiche su educazione sessuale, identità di genere e orientamento sessuale, e qualsiasi materiale didattico dovrà essere approvato da Alberta Education prima di essere utilizzato in classe.

Le associazioni Lgbtq+ Egale Canada e Skipping Stone Foundation hanno annunciato la loro intenzione di intraprendere un’azione legale in risposta, sostenendo che la nuova legge è discriminatoria e incostituzionale.

La premier Smith ha replicato che queste nuove leggi sono necessarie per proteggere i bambini e le atlete, sostenendo che non è raro che si pongano limiti alle decisioni che i bambini possono prendere da soli. “Non permettiamo loro di fumare, non permettiamo loro di drogarsi, non permettiamo loro di guidare. Quindi pensiamo che prendere una decisione permanente che influirà sulla propria fertilità sia una decisione da affidare agli adulti”. Smith ha aggiunto che in tribunale il governo sosterrà che i genitori hanno il diritto di decidere fintanto che i figli non siano abbastanza grandi per farlo da soli.

Jojo Ruba, esponente dell’associazione Parents and Kids Together, ha dichiarato di essere entusiasta della legge: “Dobbiamo essere in grado di amare e mostrare compassione per i bambini transgender. Ma mostrare amore e compassione non significa che dobbiamo essere d’accordo con tutto ciò che loro decidono riguardo a se stessi. Crediamo che siano i genitori a sapere cosa è meglio per questi bambini”.

MARINA TERRAGNI

 

 


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