Ai genitori non far sapere che la loro bambina a scuola è “già” un maschio: nuova legge in California
L'incredibile Safety Act entrato in vigore nello stato americano vieta alle scuole di divulgare notizie sull'identità di genere degli alunni tenendo all'oscuro innanzitutto i genitori sul fatto che in classe la transizione sociale è già avvenuta. Una norma terribilmente violenta che favorisce la trans-propaganda e strappa alle famiglie ritenute tutte "transfobiche" il diritto di accompagnare i propri figli minori in un passaggio delicato della loro crescita. Ne scrive la saggista Abigail Shrier parlando di "adescamento" e di "predatori di bambini"

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I predatori di bambini seguono un programma comune: prendere di mira la vittima, ottenere la sua fiducia, soddisfare un bisogno e, soprattutto, isolare lil bambino dai suoi genitori. Per diversi anni, questo è stato anche il protocollo standard dello Stato della California per quanto riguarda gli alunni che mettono in discussione la loro identità di genere. Lunedì, questo schema è diventato legge.

Il “SAFETY Act”, AB 1955, firmato dal governatore democratico della California Gavin Newsom, vieta per legge alle scuole di adottare qualsivoglia politica che le costringa a divulgare “qualsiasi informazione relativa all’orientamento sessuale, all’identità di genere o all’espressione di genere di un alunno a qualsiasi altra persona senza il consenso dell’alunno”. Le scuole non possono informare i genitori della nuova identità di genere di un bambino, a meno che il bambino non dia volontariamente il suo consenso (capita lo stesso in molte scuole italiane, ndt). La legge proibisce inoltre alle scuole di punire qualsiasi dipendente scolastico che abbia “sostenuto un alunno” che si sta lanciando verso ormoni e interventi chirurgici rischiosi e irreversibili.

La legge chiude di fatto il movimento locale per i diritti dei genitori in California, eliminando il suo strumento più importante: la capacità di organizzarsi a livello comunitario per impedire alle scuole di ingannarli.

Le famiglie non possono più sperare di convincere i loro consigli scolastici a richiedere alle scuole di informare i genitori che la loro figlia, Sophie, si fa chiamare “Sebastian” in classe; che il suo insegnante, il consulente scolastico e il preside hanno tutti celebrato l’identità transgender di Sebastian; che le hanno permesso di usare il bagno dei maschi e hanno reificato la sensazione che lei sia “davvero un maschio”.
È difficile evitare la conclusione che la legge sostiene l’adescamento di bambini minorenni per una vita segreta con una nuova identità di genere. Questo include la partecipazione dei bambini in età scolare a discussioni sessualizzate e dichiarazioni di identità con i docenti della scuola, che spesso vengono attivamente nascoste ai genitori del bambino. Elon Musk ha definito la legge “la goccia che fa traboccare il vaso” per le famiglie e ha annunciato l’intenzione di trasferire SpaceX e X, due delle aziende tecnologiche più importanti della California, fuori dallo Stato. “L’obiettivo di questa legge diabolica”, ha scritto su Twitter, “è quello di rompere il rapporto genitori-figli e di affidare allo Stato i vostri figli”.

Abigail Shrier

Durante le ricerche del mio libro, Irreversible Damage, e nei quattro anni successivi alla sua pubblicazione, ho parlato con centinaia di genitori le cui figlie si sono improvvisamente identificate come transgender. Molte delle loro figlie sono state incoraggiate in questa rivelazione da consulenti scolastici e insegnanti nei distretti scolastici di tutta l’America. Un genitore mi ha raccontato che un consulente scolastico californiano aveva dato a suo figlio l’indirizzo di un centro di accoglienza per giovani LGBTQ e gli aveva suggerito di emanciparsi da genitori amorevoli ma scettici sulla sua improvvisa identità transgender. Un’altra recente legge californiana, la AB 665, avrebbe reso impossibile il recupero di quel giovane dal centro giovanile perché aveva più di dodici anni.

In California l’istruzione sull’orientamento sessuale e l’identità di genere è obbligatoria per tutti gli studenti delle scuole pubbliche K-12 (dalla scuola elementare alla fine della scuola superiore, ndt) a partire dall’approvazione dell’Healthy Youth Act nel 2016. Poiché tale istruzione avviene di solito all’interno del “curriculum anti-bullismo” piuttosto che in quello dell’educazione sessuale, i genitori non possono scegliere di far rinunciare i propri figli a quello che è, in pratica, un indottrinamento a tutto campo nell’ideologia di genere.

Quando poi, prevedibilmente, un bambino decide in classe di essere anche lui non binario o transgender, questa rivelazione spesso fa scattare il piano di sostegno al genere della scuola, di fatto una cospirazione a livello scolastico per promuovere il nuovo nome e la nuova identità di genere del bambino senza avvisare mamma e papà. I documenti ufficiali, le e-mail e le pagelle vengono inviate ai genitori per mantenere il nome e i pronomi di nascita del bambino, nascondendo la transizione sociale ai genitori.

Ho parlato con genitori che hanno scoperto che le loro figlie di scuola media hanno trascorso la maggior parte di un intero anno accademico conosciute da tutta la scuola come “Spencer” o “Ethan”. Una di queste ragazze aveva persino dormito con i ragazzi durante una gita scolastica notturna. Ho studiato molti casi in cui le transizioni sociali sono state nascoste alle famiglie. In nessun caso le ragazze sono cresciute con questa nuova identità. Il mantenimento di una nuova identità segreta diventava più spesso un peso e un fardello per le ragazze. Inspiegabilmente per i genitori, le loro figlie diventavano morigerate, abbandonavano le attività che un tempo amavano, indossavano abiti più larghi e chiedevano di accorciarsi i capelli. I genitori si sono disperati, incerti sul da farsi. La transizione nascosta ha portato all’allontanamento delle bambine da genitori amorevoli che cercavano di proteggerle.

Ma negli anni successivi alla mia prima denuncia di questa pratica, l’opposizione politica è cresciuta. Genitori le cui figlie sono state sottoposte a transizione sociale alle loro spalle hanno intentato cause contro i distretti scolastici in California, Florida e Michigan (sulle cause dei genitori ai distretti scolastici vi avevamo già parlato qui). Gli insegnanti delle scuole pubbliche californiane hanno fatto causa ai distretti scolastici per bloccare le politiche che potrebbero portare al loro licenziamento se informassero i genitori che i nomi e le identità dei loro figli sono stati cambiati a loro insaputa. Una recente iniziativa statale in California, volta a richiedere la notifica ai genitori prima che una scuola cambi l’identità di genere di un bambino e a vietare i bloccanti della pubertà e gli interventi chirurgici di genere per i minori, ha raccolto più di 400.000 firme, ma ha mancato di poco il numero di firme necessarie per essere sottoposta a referendum.

La legge sulla sicurezza ostacolerebbe in modo significativo, se non eliminerebbe, questa spinta locale alla pratica sempre più impopolare delle scuole che giocano a fare i genitori adottivi con i figli degli altri. (Anche se il distretto scolastico unificato di Chino Valley ha già intentato una causa contro Newsom per questa legge: il testo della legge californiana sostiene che essa si limita a impedire alle scuole di adottare politiche che “espongano forzatamente” i bambini trans, come se le bambine confuse di quinta elementare si trovassero nella stessa situazione degli adulti gay non dichiarati che, nei decenni passati, rischiavano l’arresto e il licenziamento per aver fatto outing.
Gli abili promotori della legge sono in genere silenziosi sul tema dell’“outing” a chi. Tutta la scuola sa già che Lily ora è “Tyler”. Gli insegnanti condividono allegramente questa informazione tra loro, con il personale di salute mentale della scuola, con gli amministratori e con gli altri studenti. Gli unici a non saperlo sono i genitori.
Uno degli argomenti preferiti dagli attivisti di sinistra è che per quanto riguarda l’orientamento sessuale e l’identità di genere, le scuole devono mantenere il segreto con i bambini piccoli per proteggerli dai genitori transfobici e omofobi. Anche negli Stati più progressisti l’affermazione che i genitori che scoprono che il proprio figlio è transgender potrebbero maltrattarlo o cacciarlo di casa viene usata per giustificare una politica che altrimenti sarebbe difficile da capire e impossibile da giustificare.

Aurora Regino è una madre single californiana che l’anno scorso ha fatto causa al distretto scolastico unificato di Chico per aver imposto di nascosto la transizione sociale alla figlia allora undicenne. Regino mi ha detto che la motivazione della “fobia” appare “ridicola”. Ha aggiunto: “Come si fa a non fare outing a un bambino se si dice a un’intera scuola che è di sesso diverso? Questo sì che è fare outing. Quindi tutti lo sanno tranne i genitori? Per me non ha alcun senso”.

Erin Friday, avvocato californiano e autrice di proposte di legge in diversi Stati che richiedono la notifica ai genitori di qualsiasi cambiamento nell’identità di genere di un bambino a scuola ha criticato l’idea che i genitori californiani siano così omofobi o transfobici da non potersi fidare. “Questa è la California, per la miseria”.

Regino è d’accordo. “Entrambe le mie ragazze sono molto attive. Fanno nuoto, teatro, calcio, softball. Siamo in contatto con non so quante famiglie. E non c’è una sola famiglia che mi viene in mente che caccerebbe il proprio figlio perché pensa che sia ‘non binario’ o trans o gay”, ha detto. “Voglio dire, per me è un’affermazione estrema che questi bambini verranno cacciati via. Stiamo parlando di uno su diecimila? Quindi vogliamo mettere a rischio il resto dei bambini e separarli dai loro genitori nel momento in cui hanno più bisogno di loro?“. Sua figlia, che ora ha 13 anni, non vuole più essere un maschio.

Si potrebbe pensare che Newsom si renda conto che una politica così impopolare per i Democratici potrebbe facilmente diventare una jattura politica in un anno elettorale. Forse rendendosene conto, il governatore – che viene spesso citato come possibile candidato alle presidenziali del 2024 se Biden dovesse ritirarsi – quando difende la legge ricorre alla dissimulazione. Mercoledì, l’ufficio stampa del governatore ha dichiarato su X che la legge “protegge il rapporto bambino-genitore impedendo ai politici e al personale scolastico di intervenire in modo inappropriato nelle questioni familiari e di cercare di controllare se, quando e come le famiglie hanno conversazioni profondamente personali”. Ma il disegno di legge “protegge” il rapporto genitori-figli solo se si presume che tale rapporto dipenda dal fatto che i genitori siano completamente all’oscuro del crescente attaccamento del figlio a questa nuova identità segreta.

Il governatore Newsom ha anche dichiarato: “Secondo la legge della California i minori NON POSSONO cambiare legalmente il loro nome o il loro genere senza il consenso dei genitori”. Questo significa dare molta importanza alla parola “legalmente”. Il governatore oscurantista ha ragione solo nel senso più tecnico: sì, il nome legale di un bambino può essere cambiato nei documenti ufficiali solo con l’approvazione dei genitori. Ma nel mondo del Safety Act, i genitori possono essere gli unici a usare quel nome nella vita di un bambino.

Negli ultimi anni i moderati di tutto lo spettro politico americano si sono svegliati di fronte agli effetti perniciosi dell’ideologia gender sui bambini. Negli ultimi anni, Inghilterra, Finlandia, Norvegia e Svezia hanno messo in guardia l’opinione pubblica dai rischi della medicina di genere pediatrica, hanno vietato l’uso di bloccanti della pubertà e di ormoni cross-sex nei bambini o ne hanno limitato l’uso ai contesti di ricerca. La Cass Review, pubblicata quest’anno da uno dei più importanti medici inglesi, ha rilevato i gravi rischi e i pretestuosi benefici della transizione di genere in età pediatrica. La mia stessa indagine, pubblicata quattro anni prima, era giunta alle stesse conclusioni. La Cass Review ha anche riconosciuto che la transizione sociale è un intervento attivo che mette molti bambini su un percorso inesorabile verso la transizione medica.

Recenti sondaggi mostrano che gli elettori di tutto lo spettro politico ritengono che le scuole dovrebbero essere tenute a informare i genitori se i loro figli usano a scuola pronomi di genere diversi da quelli usati a casa. Ma i Democratici della California sembrano pronti a trascinare il loro partito con loro. La speranza per i genitori potrebbe essere una legislazione federale che preveda l’obbligo di notifica ai genitori prima che una scuola possa riassegnare il nome e il genere di un bambino. Ai candidati alla presidenza e alla vicepresidenza dovrebbe essere chiesto se sosterrebbero una legge del genere.

Fino a quando sua figlia non è stata sottoposta a una transizione sociale alle sue spalle, Regino è stata per tutta la vita una democratica progressista. “Ora sono una repubblicana registrata”, ha detto.

qui il testo di Abigail Shrier 

traduzione di Marina Terragni


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