Accademici britannici contro la cancel culture
Il prossimo 20 novembre sarà presentato il London Universities Council for Academic Freedom, ente che riunisce un centinaio di docenti delle maggiori università inglesi con l’intento di lottare contro la censura e il pensiero unico che negli ultimi anni hanno impedito il confronto e la libertà accademica compromettendo la formazione di migliaia di studenti. Nel mirino soprattutto realtà Lgbtq+ come Stonewall che hanno pesantemente influenzato l’istruzione universitaria e superiore. Era ora, and go on!

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Come riportato dal The Telegraph oltre un centinaio di accademici provenienti dalle migliori università britanniche hanno unito le forze per fronteggiare la crescente minaccia della cancel culture attraverso la creazione di un nuovo ente dedicato alla libertà accademica.

In una pionieristica iniziativa gli studiosi hanno dato vita al “London Universities Council for Academic Freedom” (Consiglio delle università londinesi per la libertà accademica), che coinvolge tutte le istituzioni accademiche della capitale tra cui l’University College London (UCL), il King’s College London, l’Imperial College London e la London School of Economics (LSE).

L’obiettivo primario di questa iniziativa è la difesa dei principi fondamentali della ricerca libera, della diversità intellettuale e del dialogo civile. Questo sforzo nasce in risposta alle numerose controversie che negli ultimi anni hanno messo a repentaglio la libertà di espressione all’interno degli ambienti accademici, inclusa la crescente polarizzazione nel dibattito sul conflitto tra Hamas e Israele.

Il gruppo si è ispirato all’Harvard Council on Academic Freedom, lanciato all’inizio dell’anno, e ha già radunato oltre 100 accademici di cui 70 ricoprono la carica di professori. Questi studiosi provengono principalmente dalle “quattro grandi” università londinesi che fanno parte del prestigioso Russell Group.

Principale obiettivo del Consiglio è prevenire scandali legati alla libertà di espressione, dimostrando ai dirigenti delle università la forza del supporto alla libertà accademica e sviluppando risorse atte a contrastare le politiche e le pratiche istituzionali che minano la libertà di parola.

Alice Sullivan, John Armstrong e Lucinda Platt, membri fondatori del London Universities’ Council for Academic Freedom, davanti all’University College London (UCL).

John Armstrong, co-fondatore e professore di matematica finanziaria al King’s College di Londra, ha sottolineato l’importanza di combattere la cultura della cancellazione affermando: “Non è solo una questione di destra o sinistra; accademici di qualsiasi orientamento politico devono sentirsi liberi di esplorare idee controverse senza temere ripercussioni sulla propria carriera.”

La professoressa Alice Sullivan, altra co-fondatrice esperta di sociologia presso l’UCL, ha ribadito l’importanza di questa iniziativa, affermando che gli accademici devono essere i primi a difendere la libertà di espressione.

Negli ultimi anni, le preoccupazioni sulla libertà accademica sono cresciute ed è fondamentale che l’istruzione superiore dia voce a questi timori, specialmente alla luce delle recenti leggi in materia. Il Consiglio sostiene che la libertà accademica è cruciale per la ricerca della conoscenza e della verità, pilastri fondamentali della missione delle università all’interno di una democrazia.

Il comunicato di lancio del Consiglio afferma chiaramente che le università non dovrebbero adottare posizioni ufficiali su questioni controverse e che si incoraggia un dialogo aperto, onesto, coraggioso e basato sulla ragionata discussione di idee in contrasto sia all’interno che all’esterno delle aule, sempre con rispetto per le persone anche quando si dissentirà dalle loro convinzioni.

Il Consiglio si schiera a favore della discussione aperta, della libertà di protesta e di critica, ma si oppone a qualsiasi tentativo di impedire la libertà di espressione di altri individui indipendentemente dalle loro opinioni lecite.

In un evento di lancio previsto per il 20 novembre presso la London School of Economics prenderà la parola anche Akua Reindorf KC avvocato di spicco noto per aver contrastato la grande influenza della controversa associazione Lgbtqai+ Stonewall nell’istruzione superiore,

Le università londinesi hanno affrontato recenti controversie legate alla libertà di espressione: è il caso degli accademici del King’s College London di sinistra che si sono rifiutati di condannare Hamas; dell’università che ha escluso il personale bianco dalle lezioni di tai chi; del professor John Armstrong che ha lottato contro i piani per “decolonizzare” la matematica. L’Imperial College di Londra ha incoraggiato gli studenti ad affrontare “conversazioni difficili” sull’argomento del “privilegio bianco” nella formazione sulla diversità.

Alla London School of Economics termini come “Quaresima” e “Pasqua” sono stati sostituiti con termini non religiosi, e nel 2021 l’ambasciatrice israeliana Tzipi Hotovely è stata costretta a fuggire dal campus a causa di proteste di studenti filo-palestinesi che hanno impedito il suo intervento. L’anno scorso gli accademici dell’LSE hanno chiesto scuse ufficiali alla dirigenza per un “ambiente ostile” nei confronti del personale con opinioni critiche di genere, attribuendo questa situazione a una “cabala ideologica” che gestisce il dipartimento di studi di genere.

traduzione e adattamento di Angela Tacchini



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