SI' ALLA LEGGE ITALIANA SULL'UTERO IN AFFITTO REATO UNIVERSALE: L'APPELLO DI TUTTE LE MAGGIORI RETI ABOLIZIONISTE MONDIALI

CIAMS, STOP SURROGACY NOW, FINRRAGE, LA JAPAN COALITION e altre associazioni. E insieme a loro figure eminenti del femminismo internazionale come SYLVIANE AGACINSKI, GENA COREA e PHYLLIS CHESLER. Che unitamente a noi chiedono ai parlamentari italiani di approvare la legge che il prossimo 19 giugno approderà alla Camera
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Rete per l'Inviolabilità del Corpo Femminile, Radfem Italia, FINAARGIT (Rete femminista internazionale contro ogni riproduzione artificiale, ideologia gender e transumanesimo) condividono da sempre l'obiettivo dell'abolizione universale dell'utero in affitto.

Insieme sosteniamo la proposta di legge sulla maternità surrogata che il prossimo 19 giugno andrà in discussione alla Camera, che estende la punibilità della pratica anche qualora realizzata in uno Stato estero e che costituisce un deciso passo avanti in direzione dell'abolizione universale, offrendo -qualora approvata- un modello per altre legislazioni nazionali e conferendo maggiore forza a ogni possibile azione del governo italiano presso organismi sovranazionali.

Invitiamo pertanto i parlamentari di ogni partito di maggioranza e di opposizione a sostenere con il loro voto a favore la proposta di legge a prescindere da logiche di parte e in coerenza con il giudizio inequivocabile della nostra Corte Costituzionale secondo la quale la maternità surrogata "offende in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane".

Si uniscono a noi nella richiesta di un voto a favore ai Parlamentari italiani tutte le maggiori associazioni abolizioniste mondiali, dall'Europa all'Australia, dagli USA al Giappone:

CIAMS (Coalition Internationale pour l'Abolition de la Maternité de Substitution), Stop Surrogacy Now, Finrrage (Feminist International Network of Resistance to Reproductive and Genetic Engineering), Japan Coalition Against Surrogacy Practices, Feminist Legal Clinic, Prostitution Research & Educationguardano con speranza a questa legge come a un importante passo avanti in direzione dell'abolizione universale.

Sostengono il nostro appello in favore della legge anche alcune figure di primo piano del femminismo mondiale, da sempre impegnate contro l'utero in affitto e la riproduzione artificiale dell'umano:

Sylviane Agacinski, filosofa e neo-eletta esponente dell'Académie Française, autrice di molti saggi tra cui Corps en miettes e di L'homme désincarné: Du corps charnel au corps fabriqué.

Gena Corea, intellettuale femminista radicale americana, tra le madri della critica alla riproduzione artificiale dell'umano, collaboratrice del New York Times e autrice di molti saggi tra cui The mother machine: Reproductive Technologies from Artificial Insemination to Artificial Wombs. 

Phyllis Chesler, femminista radicale americana, psicoterapeuta e docente emerita di Psicologia e Women's Studies al College of Staten Island, autrice di molti saggi tra cui Sacred Bond: The Legacy of Baby M e di Feminist Backlash is Finally Building Against Surrogacy.

oltre a

Gary Powell, European Special Consultant at the Center for Bioethics and Culture Research Fellow for Sexual Orientation and Gender Identity at the Bow Group.

Qui a seguire i loro appelli in favore della legge italiana.


CIAMS (Coalition Internationale pour l'Abolition de la Maternité de Substitution)

"LA LEGGE ITALIANA E' UN'OCCASIONE STORICA"

SI' ALLA LEGGE ITALIANA SULL'UTERO IN AFFITTO REATO UNIVERSALE: L'APPELLO DI TUTTE LE MAGGIORI RETI ABOLIZIONISTE MONDIALI
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JENNIFER LAHL per STOP SURROGACY NOW

"UN PASSO AVANTI VERSO L'ABOLIZIONE UNIVERSALE"

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SI' ALLA LEGGE ITALIANA SULL'UTERO IN AFFITTO REATO UNIVERSALE: L'APPELLO DI TUTTE LE MAGGIORI RETI ABOLIZIONISTE MONDIALI

A chi può interessare,

Sostengo con forza la proposta di legge italiana che rende illegale la maternità surrogata nel Paese e chiude la scappatoia che vieta agli italiani di recarsi all'estero per acquistare bambini nati da maternità surrogata.

Le gravidanze surrogate sono ad altissimo rischio sia per la madre che per il bambino (o i bambini) che porta in grembo. È ben noto anche nella letteratura medica che i bambini e le madri subiscono traumi quando vengono separati alla nascita.

Infine, le gravidanze surrogate sono molto costose e questo porta necessariamente allo sfruttamento delle donne povere e a basso reddito. I ricchi possono permettersi di acquistare i bambini e coloro che hanno necessità finanziarie sono quelli che si assumono questi rischi per guadagnare del denaro.

Se l'Italia approverà questa proposta di legge, sarà un passo avanti positivo nell'abolizione di questo mercato globale della compravendita di bambini e darà l'esempio al mondo che le donne non sono in affitto e i bambini non sono in vendita.

Cordiali saluti,
Jennifer Lahl

Jennifer Lahl, M.A., B.S.N., R.N.
Presidente e fondatrice del The Center for Bioethics and Culture e
Leader della campagna internazionale Stop Surrogacy Now

(Traduzione di Chiara G.)


FINRRAGE

"SOSTENIAMO CON TUTTO IL CUORE"

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Agli interessati,

FINRRAGE (Australia) sostiene con tutto il cuore la proposta di legge del governo italiano che renderà il ricorso alla maternità surrogata all’estero un reato per i cittadini italiani, punibile con pesanti sanzioni.
Sarà importante che i Servizi per l'Immigrazione applichino queste sanzioni. Leggi simili in due Stati australiani, il Nuovo Galles del Sud e il Queensland, e nel Territorio dell'ACT non vengono applicate e i cosiddetti genitori committenti continuano a tornare con bambini dai Paesi d'oltremare e sono autorizzati a entrare in Australia senza dover pagare alcuna multa (o andare in prigione, come previsto dalla legislazione).
La maternità surrogata è una violazione dei diritti umani e uno sfruttamento della madre naturale, della donatrice di ovuli e del bambino che non ha mai chiesto di essere un bambino da asporto. Viola le Convenzioni delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia e deve essere abolita a livello internazionale.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Renate Klein
Coordinatrice, FINRRAGE (Australia)

(Traduzione di Valentina Aquenne)


JAPAN COALITION AGAINST SURROGACY PRACTICES

"GRAZIE A CHI HA REDATTO QUESTA LEGGE"

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I, the chair of Japan Coalition Against Surrogacy Practices, strongly support the bill in Italy which regards all surrogacy including international cases as a crime.

Due to the serious cultural discrimination against women in Asian culture, we, Asian women, receive continuous messages from society to sacrifice and utilize our own entities. Asian women are still targeted to be surrogate mother internationally, even after some countries banned it. We are continually menaced to be used by the others.

Once the Italian government passes the new bill to penalize all clients of international surrogacy - this must definitively contribute to the cessation of spreading this new form of exploitation of women.

I would express my gratitude to the people who wrote this bill, and to the Italian government which takes this issue most seriously. 

Yoshie Yanagihara (PhD)

Chair of Japan Coalition Against Surrogacy Practices

Professor, Tokyo Denki University, Visiting Fellow at Yale University

Author of “The practice of surrogacy as a phenomenon of ‘bare life’: An analysis of the Japanese case applying Agamben’s theory “(Current Sociology) awarded “Sociologist of the Month” by the International Sociological Association, 2021.

Io, presidente della Japan Coalition Against Surrogacy Practices, sostengo con forza la proposta di legge italiana che considera reato tutti i casi di maternità surrogata, compresi quelli internazionali.
A causa della grave discriminazione culturale nei confronti delle donne nella cultura asiatica, noi, donne asiatiche, riceviamo continui messaggi dalla società che ci chiede di sacrificarci e sfruttare noi stesse. Le donne asiatiche sono ancora prese di mira per diventare madri surrogate a livello internazionale, anche dopo che alcuni Paesi lo hanno vietato. Siamo continuamente sotto la minaccia di essere usate dagli altri.

Una volta che il governo italiano avrà approvato la nuova legge che sanziona tutti i clienti della maternità surrogata internazionale, ciò contribuirà definitivamente a far cessare la diffusione di questa nuova forma di sfruttamento delle donne.

Vorrei esprimere la mia gratitudine alle persone che hanno scritto questa proposta di legge e al governo italiano che prende molto sul serio questo problema.

Yoshie Yanagihara (PhD)

Presidente della Coalizione giapponese contro le pratiche di maternità surrogata

Professoressa, Università Denki di Tokyo, Visiting Fellow presso l'Università di Yale

Autrice di "The practice of surrogacy as a phenomenon of ‘bare life’: An analysis of the Japanese case applying Agamben’s theory “, pubblicato su Current Sociology e premiata come "Sociologist of the Month" dall'International Sociological Association, 2021.

(Traduzione di Chiara G.)


FEMINIST LEGAL CLINIC

"UNA LEGGE CONTRO LA MERCIFICAZIONE DEI BAMBINI"

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Feminist Legal Clinic Inc. supports measures to stop the commodification of babies, including making surrogacy unlawful globally. It is good to hear that Italy is strengthening and extending its laws in this regard as no nation can be regarded as upholding the human rights of women and children while it allows a trade in babies to continue.

Anna Kerr, Principal Solicitor Feminist Legal Clinic

Feminist Legal Clinic Inc. sostiene le misure volte a fermare la mercificazione dei bambini, compresa la proposta di rendere illegale la maternità surrogata a livello globale. È bello sapere che l'Italia stia rafforzando ed estendendo le proprie leggi in materia, poiché nessuna nazione può essere considerata in grado di sostenere i diritti umani di donne e bambini se permette che il commercio di bambini continui.

Anna Kerr, avvocata principale della Feminist Legal Clinic

(Traduzione di Valentina Aquenne)


PROSTITUTION RESEARCH & EDUCATION

"LA LEGGE ITALIANA OSTACOLERA' IL BUSINESS"

SI' ALLA LEGGE ITALIANA SULL'UTERO IN AFFITTO REATO UNIVERSALE: L'APPELLO DI TUTTE LE MAGGIORI RETI ABOLIZIONISTE MONDIALI

Ai membri del Parlamento italiano,

Sostengo la proposta di legge che ritiene responsabili coloro che si avvalgono della pratica dannosa della maternità surrogata, ovunque questo business sia condotto. La proposta di legge si basa sulla consapevolezza che la mercificazione e lo sfruttamento riproduttivo delle donne sia un business globale. Una legge che punisca i trafficanti internazionali di maternità surrogata al di fuori dell'Italia amplierebbe la protezione dell'Italia nei confronti delle donne vulnerabili dal punto di vista economico ed etnico, impedendo agli imprenditori della maternità surrogata e agli acquirenti di uteri in affitto di trasferire semplicemente una donna il cui utero è stato affittato in un Paese che non ha tutele legali contro lo sfruttamento e gli abusi della maternità surrogata. Scoraggiando la vendita di bambini, la legge proteggerebbe anche i bambini nati tramite maternità surrogata. Grazie per questa proposta di legge. Aiuterà noi negli Stati Uniti a seguire il vostro esempio di tutela dei diritti umani delle donne e dei bambini.

Cordiali saluti,

Melissa Farley, PhD, direttrice esecutiva di Prostitution Research & Education

(Traduzione di Valentina Aquenne)


SYLVIANE AGACINSKI

"IL MIO PIENO SOSTEGNO CONTRO LO SFRUTTAMENTO DELLE DONNE NEL MONDO"

SI' ALLA LEGGE ITALIANA SULL'UTERO IN AFFITTO REATO UNIVERSALE: L'APPELLO DI TUTTE LE MAGGIORI RETI ABOLIZIONISTE MONDIALI

Aujourd’hui, s’il s’agit de dire mon soutien à cette nouvelle loi, qui pénaliserait la GPA pratiquée à l’étranger, je signe bien sûr. 

Protéger les Européennes et acheter des femmes à l’étranger, c’est entretenir leur exploitation dans le monde. 

Amicalement  Sylviane Agacinski

Oggi se si tratta di dare il mio sostegno a questa nuova legge, che renderebbe penalmente perseguibile la pratica della GPA all'estero, ovviamente la firmerò.

Proteggere le europee e continuare a comprare le donne all'estero significa mantenere il loro sfruttamento nel mondo.

Distinti saluti, Sylviane Agacinski
(Traduzione di Andrea)


GENA COREA

"L'ITALIA IN PRIMA LINEA CONTRO L'UTERO IN AFFITTO"

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Since surrogacy is a severe violation of the human rights of women used as breeders, and of babies treated as commodities, I strongly support the proposed bill in Italy which would put effective controls on citizens traveling abroad to purchase babies born of surrogacy. Stiff fines would be levied on those purchasing babies abroad and purchasing the reproductive use of women’s bodies to fulfill their desires.  Once passed, this bill would place Italy at the forefront of world-wide efforts to abolish surrogacy. I am grateful to those who wrote this important human rights bill to end the trafficking in women and babies.

Gena Corea

Author, The Mother Machine: Reproductive Technologies from Artificial Insemination to the Artificial Womb

Author, “Junk Liberty.” in Towards the Abolition of Surrogate Motherhood 

Author, ”The Surrogate Mother Industry Exploits Women"  in Science and Technology: Opposing Viewpoints.

Poiché la maternità surrogata è una grave violazione dei diritti umani delle donne, utilizzate come fattrici, e dei bambini, trattati come merci, sostengo con forza la proposta di legge italiana che prevede controlli efficaci sui cittadini che si recano all'estero per acquistare bambini nati da maternità surrogata. Verrebbero imposte sanzioni severe a coloro che acquistano bambini all'estero e che acquistano l'uso riproduttivo del corpo delle donne per soddisfare i loro desideri.  Una volta approvato, questo disegno di legge porrebbe l'Italia all'avanguardia negli sforzi mondiali per abolire la maternità surrogata. Sono grata a coloro che hanno scritto questa importante proposta di legge per la tutela dei diritti umani e per porre fine al traffico di donne e bambini.

Gena Corea

Autrice di The Mother Machine: Tecnologie riproduttive dall'inseminazione artificiale all'utero artificiale; "Libertà spazzatura" in Verso l'abolizione della maternità surrogata, "L'industria della madre surrogata sfrutta le donne" in Scienza e tecnologia: Punti di vista opposti.

(Traduzione di Valentina Aquenne)


PHYLLIS CHESLER

"UN PASSO DECISIVO VERSO L'ABOLIZIONE UNIVERSALE"

SI' ALLA LEGGE ITALIANA SULL'UTERO IN AFFITTO REATO UNIVERSALE: L'APPELLO DI TUTTE LE MAGGIORI RETI ABOLIZIONISTE MONDIALI

I strongly support the proposed bill in Italy which, if enforced, will financially penalize all those Italians who buy babies abroad via surrogacy—except for the super-rich who may still be able to afford the fine. Any newborn separated from their birthmother is an adopted child and as such subject to whatever psychological challenges adopted children face. Any birthmother—even by choice and for money—is also subject to whatever medical, psychological, and psychiatric challenges that all mothers face. A human being is not a commodity to be bought and sold and womankind is not a commodity to be strip mined and discarded. This bill is an important step towards the abolition of surrogacy globally.

Dr. Phyllis Chesler

Psychologist, the author of 20 books, including SACRED BOND. THE LEGACY OF BABY M

Sostengo con forza la proposta di legge in Italia che, se applicata, penalizzerà finanziariamente tutti gli italiani che acquistano bambini all'estero tramite maternità surrogata - fatta eccezione per i super-ricchi che potrebbero ancora permettersi la multa. Ogni neonato separato dalla madre è un bambino adottato e come tale è soggetto a tutte le "sfide" psicologiche che i bambini adottati devono affrontare. Ogni madre - che sia madre per scelta o per denaro - è anch'essa soggetta alle "sfide" psicologiche, psichiatriche e mediche che tutte le madri devono affrontare. Un essere umano non è una merce da comprare e vendere e la donna non è una merce da cui "estrarre" e poi scartare. Questa legge è un passo importante verso l'abolizione della maternità surrogata a livello globale.

Dott.ssa Phyllis Chesler
Psicologa, autrice di 20 libri, tra cui "Sacro legame. L'eredità di Baby M."

(Traduzione di Maria Celeste)


GARY POWELL

"COME GAY E ATTIVISTA PER I DIRITTI UMANI DICO SI' ALLA LEGGE ITALIANA"

SI' ALLA LEGGE ITALIANA SULL'UTERO IN AFFITTO REATO UNIVERSALE: L'APPELLO DI TUTTE LE MAGGIORI RETI ABOLIZIONISTE MONDIALI

It is most heartening to learn that the Italian Parliament is to discuss the criminalisation of surrogacy tourism: the actions of those who go abroad to pursue commercial surrogacy in order to circumvent the legal prohibitions on surrogacy in Italy.

For several years I have been campaigning against all forms of surrogacy for all people. It is a practice that exploits low-income women and subjects them to medical, psychological, and financial risks, and that also risks physical and psychological harm to surrogacy-progenerated children.

It is a practice that is even worse than the sale of organs by living donors: a practice that is rightly criminalised worldwide, with the sole exception of Iran. Just as it would always be the poor who sell their kidneys to the wealthy, it is always low-income women, who may need to pay off debts or loans, and who may also be under duress from controlling partners, who rent out their wombs to the wealthy. In the case of both organ sales and commercial surrogacy, the donor puts her health and life at risk. In both cases the result is the establishment or reinforcement of an economic hierarchy of privilege founded on a risk to physical and psychological integrity of a kind that no civilised modern society should tolerate.

There are two stark differences between organ sales and commercial surrogacy, however. People will die as a result of not being able to buy a kidney, whereas no one will die as a result of not being able to buy a baby; and, in the case of selling kidneys, the object being sold is a human organ, whereas in surrogacy, it is a child with his or her own inviolable human rights. Despite these two differences that make surrogacy an even greater human rights violation than living human organ sales, there is today a push to legalise and expand commercial surrogacy, whereas the legalisation of living organ sales is almost globally condemned as unethical and tends to be promoted only by economic ultra-libertarians.

Although commercial surrogacy is supposed to be illegal in the UK, commissioning parents are still able to pay for surrogacy-progenerated babies abroad and bring them back to the UK, given that the courts operate according to a principle of favouring the “best interests” of the child, even where a law has been broken or immigration procedures not followed. This “best interests” principle means that, in the UK, surrogacy tourism has become a popular gateway for wealthy individuals and couples. Furthermore, our Law Commission recommends that no parents be prosecuted under surrogacy legislation lest it result in a cloud overhanging the child who has been progenerated in this way. Surrogacy law in the UK is therefore a paper tiger.

It would therefore be a boost to those of us campaigning against this commercial surrogacy tourism loophole in the UK and elsewhere if the Italian government were to impose robust criminal sanctions on those who go abroad to seek surrogacy arrangements. In the UK there is a precedent for prosecuting those who carry out actions abroad that constitute crimes in the UK: those who commit child sex abuse abroad can be prosecuted in the UK under Section 72 of the Sexual Offences Act 2003 on their return. The same criminal sanctions should apply to those who go abroad for the purposes of commercial surrogacy.

In my view it would be helpful if the Italian Parliament were to consider imposing sanctions that include imprisonment as well as heavy fines. My reason for this is my belief that, for a number of people, having children via commercial surrogacy is regarded as having a strong cachet simply as a demonstration of social prestige associated with wealth, and I suspect that a number of very wealthy people would not only be willing to pay a large fine, but would regard it as yet another opportunity to demonstrate to the world how wealthy they were and how determined they were to flout the law. The risk of prison sentences would be a completely different matter and should provide a proper deterrent for such people.

Furthermore, I believe that it should be made impossible for surrogacy tourists to transport the babies back into their home countries, and that the law should make the commissioning parents liable to provide financial support for the child until he or she reaches the age of eighteen in the country where he or she has been born, where the child should be put up for adoption. The commissioning parents should be made fully financially and morally responsible for their unethical actions, and the practice of commercial surrogacy tourism should be associated with very strong deterrents if it is to be stopped.

Finally, it is now the case that commercial surrogacy is being promoted particularly strongly by the LGBT+ lobby as a means by which same-sex male couples, and infertile transgender-identified couples, can form a family. Although I support the adoption of children by suitable same-sex couples who pass normal stringent local authority vetting procedures, I am strongly opposed to the contention that surrogacy is ever an appropriate means for anyone, gay or straight, to have children. There is no “human right” or “LGBT+ right” to be a parent, and no demographic group can claim to have an inalienable right that seriously harms the rights of other groups: in this case, of women and children. I make this assertion as a gay man who has been involved in campaigning for fair treatment of lesbian and gay people for over forty years; and in recent years, I am seeing the reputation of gay people, and the rights for which we have fought, seriously damaged by the association with commercial surrogacy and with misogynistic and homophobic LGBT+ gender ideology.

It should also be noted that the gender ideology lobby, in its shameful and inexcusable attempts to persuade children they were born in the wrong body, is likely to create large cadres of sterilised and infertile transgender-identified people who have undergone puberty-blockers and cross-sex hormones, and these individuals will also increase the demand for commercial surrogacy that is being promoted by a greedy, manipulative, and sociopathic multi-billion-dollar global surrogacy industry.

As a gay man, and as a human rights campaigner, I condemn the practice of surrogacy tourism unequivocally, and I commend those politicians in Italy who will argue for the imposition of strong sanctions on those who go abroad to carry out dangerous and exploitative practices that they are unable to effect at home.

Gary Powell

European Special Consultant at the Center for Bioethics and Culture

Research Fellow for Sexual Orientation and Gender Identity at the Bow Group.

È molto incoraggiante apprendere che il Parlamento italiano discuterà la criminalizzazione del turismo della maternità surrogata: le azioni di coloro che si recano all'estero per perseguire una maternità surrogata commerciale al fine di aggirare i divieti legali sulla maternità surrogata in Italia.

Da diversi anni mi batto contro ogni forma di maternità surrogata per tutte le persone. È una pratica che sfrutta le donne a basso reddito e le sottopone a rischi medici, psicologici e finanziari, e che mette a rischio di danni fisici e psicologici i bambini generati dalla maternità surrogata.

È una pratica ancora peggiore della vendita di organi da parte di donatori viventi, che è giustamente criminalizzata in tutto il mondo, con la sola eccezione dell'Iran. Così come sono sempre i poveri a vendere i loro reni ai ricchi, sono sempre le donne a basso reddito, che possono avere bisogno di pagare debiti o prestiti e che possono anche essere costrette da partner che le controllano, ad affittare il loro grembo ai ricchi. Sia nel caso della vendita di organi che in quello della maternità surrogata commerciale, la donatrice mette a rischio la propria salute e la propria vita.

In entrambi i casi il risultato è la creazione o il rafforzamento di una gerarchia economica di privilegi fondata su un rischio per l'integrità fisica e psicologica che nessuna società moderna e civilizzata dovrebbe tollerare.
Tuttavia, ci sono due differenze sostanziali tra la vendita di organi e la maternità surrogata commerciale. Si può morire per la mancanza di un rene, ma non si muore per non poter comprare un bambino. Inoltre, nel caso della vendita di reni, l'oggetto venduto è un organo umano, mentre nella maternità surrogata è un bambino con i suoi diritti umani inviolabili. Nonostante queste differenze che rendono la maternità surrogata una violazione dei diritti umani ancora più grave della vendita di organi umani da viventi, oggi c'è una spinta a legalizzare ed espandere la maternità surrogata commerciale, mentre la legalizzazione della vendita di organi da viventi è condannata quasi globalmente come immorale e tende a essere promossa solo da ultra-libertari economici.

Anche se la maternità surrogata commerciale sarebbe in teoria illegale nel Regno Unito, i genitori committenti possono comunque pagare per far nascere bambini da maternità surrogata all'estero e riportarli nel Regno Unito, dato che i tribunali operano secondo il principio di privilegiare il "miglior interesse" del bambino, anche in violazione di una legge o delle procedure di immigrazione. Questo principio del "miglior interesse" significa che nel Regno Unito il turismo della maternità surrogata è diventato una via d'accesso popolare per individui e coppie facoltose. Inoltre, la nostra Commissione giuridica raccomanda che nessun genitore venga perseguito ai sensi della legislazione sulla maternità surrogata, per evitare che si crei un'ombra sul bambino che è stato generato in questo modo. La legge sulla maternità surrogata nel Regno Unito è quindi una “tigre di carta”.

Sarebbe quindi una spinta per coloro che si battono contro questa scappatoia del turismo commerciale della maternità surrogata nel Regno Unito e altrove se il governo italiano imponesse sanzioni penali severe a coloro che si recano all'estero per cercare accordi di maternità surrogata. Nel Regno Unito esiste un precedente per perseguire coloro che compiono azioni all'estero che costituiscono reati nel Regno Unito: coloro che commettono abusi sessuali su minori all'estero possono essere perseguiti nel Regno Unito ai sensi dell'articolo 72 del Sexual Offences Act 2003 al loro ritorno. Le stesse sanzioni penali dovrebbero essere applicate a coloro che si recano all'estero per praticare la maternità surrogata commerciale.

A mio avviso, sarebbe utile che il Parlamento italiano prendesse in considerazione la possibilità di imporre sanzioni che includano la reclusione oltre a pesanti multe. Sono convinto che per molte persone avere figli tramite la maternità surrogata commerciale abbia un forte valore, semplicemente come dimostrazione del prestigio sociale associato alla ricchezza, e sospetto che alcune persone molto ricche non solo sarebbero disposte a pagare una grossa multa, ma la considererebbero come un'ulteriore opportunità per dimostrare al mondo quanto sono ricche e quanto sono determinate a non rispettare la legge. Il rischio di pene detentive sarebbe una questione completamente diversa e dovrebbe costituire un deterrente adeguato per queste persone.

Inoltre, ritengo che dovrebbe ai turisti della maternità surrogata dovrebbe essere impedito di trasportare i bambini nei loro Paesi d'origine e che la legge dovrebbe rendere i genitori committenti responsabili del sostegno finanziario del bambino fino al compimento del diciottesimo anno di età nel Paese in cui è nato, dove il bambino dovrebbe essere dato in adozione. I genitori committenti dovrebbero essere resi pienamente responsabili finanziariamente e moralmente delle loro azioni immorali, e la pratica del turismo della surrogata commerciale dovrebbe essere associata a deterrenti molto forti se si vuole fermarla.

Infine, oggi la maternità surrogata commerciale viene promossa con particolare forza dalla lobby LGBT+ come mezzo per consentire alle coppie omosessuali maschili e alle coppie transgender infertili di formare una famiglia. Pur sostenendo l'adozione di bambini da parte di coppie omosessuali idonee che superino le normali e rigorose procedure di controllo delle autorità locali, mi oppongo fermamente all'idea che la maternità surrogata sia un mezzo appropriato per chiunque, gay o etero, per avere figli. Non esiste un "diritto umano" o un "diritto LGBT+" a essere genitori, e nessun gruppo demografico può pretendere di avere un diritto inalienabile che danneggi seriamente i diritti di altri gruppi: in questo caso, di donne e bambini. Faccio questa affermazione come gay che da oltre quarant'anni si batte per un trattamento equo delle persone lesbiche e gay; e negli ultimi anni vedo la reputazione delle persone gay, e i diritti per i quali abbiamo lottato, seriamente danneggiati dall'associazione con la maternità surrogata commerciale e con l'ideologia misogina e omofoba dell’identità di genere LGBT+.

Va inoltre notato che la lobby dell'ideologia gender, nei suoi vergognosi e imperdonabili tentativi di persuadere i bambini che sono nati nel corpo sbagliato, probabilmente creerà grandi schiere di persone sterilizzate e infertili di identificazione transgender che si sono sottoposte a bloccanti della pubertà e ormoni del sesso opposto, e questi individui aumenteranno anche la domanda di maternità surrogata commerciale che viene promossa da un'industria globale avida, manipolatrice e sociopatica che frutta svariati miliardi di dollari.

Come omosessuale e come attivista per i diritti umani, condanno inequivocabilmente la pratica del turismo della maternità surrogata e mi congratulo con i politici italiani che chiederanno l'imposizione di forti sanzioni a coloro che si recano all'estero per portare avanti pratiche pericolose e di sfruttamento che non sono in grado di attuare in patria.

Gary Powell
Consulente speciale per l'Europa presso il Centro per la Bioetica e la Cultura
Ricercatore sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere presso il Bow Group.
(Traduzione di Maria Celeste)


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22 Gennaio 2024
Uomini incintA e altre meraviglie
La salute di "Marco", trans FtM incinta al quinto mese imbottita di testosterone e quella del suo bambino sono il minore dei problemi. Quello che conta per la stampa liberal che parla di "rivoluzione antropologica" è se "Marco" si dovrà chiamare madre o padre. Ma solo una donna può partorire anche se all'anagrafe il suo nome è maschile. In questo non è cambiato nulla dalla notte dei tempi. Intanto il fronte trans perde colpi: in un anno crollato del 60 per cento il numero di iscritti al WPATH, la più grande organizzazione per la salute transgender
La Repubblica online titola con triplo salto mortale sul "giovane rimastO incintA": incinto non si osa nemmeno al transfilico gruppo GEDI. La storia è quella di "Marco", ragazza in terapia con testosterone per assumere sembianze più simili a quelle di un uomo: barba, voce più grave -non per "diventare maschio" perché il sesso non può essere cambiato e ogni sua singola cellula resterà dannatamente XX-. "Marco" aveva conservato utero e ovaie e in seguito a un rapporto sessuale etero (un […]
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11 Gennaio 2024
Bambini stupratori: rapporto shock in UK
In Gran Bretagna 18 stupri al giorno vengono commessi da minori sui loro coetanei: nel 2022 questi casi sono stati 15 mila quasi sempre a opera di giovanissimi maschi. Un rapporto della polizia britannica dimostra come il libero accesso alla pornografia violenta online sta normalizzando i comportamenti sessuali criminali in Inghilterra e in tutti gli altri Paesi occidentali
Da anni segnaliamo i danni psicologici e materiali prodotti su un'intera generazione dal libero accesso alla pornografia violenta online, consumata da bambini e bambine a partire dai 7 anni ma anche molto prima: gli stupri di gruppo commessi dai minori sono solo la punta dell'iceberg di questo fenomeno drammatico che oggi è stato analizzato e quantificato da uno studio delle polizia britannica. Su questo tema potete trovare articoli precedenti qui, qui, qui, qui, qui e qui. Siamo state quasi solo […]
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7 Gennaio 2024
New Hampshire: mai più chirurgia sui minori per il "cambio di sesso"
Lo stato americano ha approvato un disegno di legge che vieta ai chirurghi di effettuare sugli under 18 anni operazioni come la rimozione delle ovaie e del seno per le femmine e del pene e testicoli per i maschi. Il ddl afferma che questi interventi violano il "consenso informato" del paziente e sottolinea che gli studi non hanno dimostrato una diminuzione del rischio suicidio dei minori dopo gli interventi. Anzi: il pericolo aumenta
Il New Hampshire si appresta a vietare ai minori di 18 anni di sottoporsi ad interventi per il cambio di sesso. Giovedì scorso la Camera del New Hampshire ha approvato, anche con l’aiuto di alcuni deputati democratici, un disegno di legge in tal senso. L’House Bill 619 proibisce ai medici di eseguire “qualsiasi intervento chirurgico di riassegnazione del genere genitale”, cioè l’asportazione di utero, ovaie e seno nel caso delle donne; di testicoli e pene per l’uomo, a chiunque nel […]
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