15 agosto, giorno di lutto per tutte le donne. A fianco delle afghane, da cinque anni private di ogni diritto
In questa data, nel 2020 i Talebani tornavano al potere e istituivano in Afghanistan il più feroce apartheid sessuale mai visto al mondo. Da allora le donne sono state letteralmente cancellate dalla vita pubblica. Sosteniamo la loro istruzione clandestina!

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Esattamente cinque anni fa -il giorno di Ferragosto per noi, della festa della Madonna assunta in cielo, per chi crede -con il ritorno dei Talebani al potere, 22 milioni di donne afghane sono state private del diritto di andare a scuola e all’università. Il futuro di una intera generazione di donne, si parla di 4 milioni di ragazze, è stato distrutto e le donne cancellate dalla vita pubblica. Non possono muoversi liberamente, non possono leggere, lavorare, parlare, neanche fra loro, cantare, ballare: sono completamente sole, straniere a casa loro.

Le poche a cui è permesso studiare lo fanno fino ai 12 anni e soprattutto nelle madrasse. Permane il matrimonio forzato, bambine di 8-9 anni continuano a essere vendute dalle famiglie a uomini che possono essere i loro nonni e un mese fa i Talebani hanno revocato tutti i divorzi concessi negli anni passati: anche le spose bambine devono tornare dai loro mariti.

«Il 15 agosto, quando è caduto il governo, è stato il giorno peggiore e più doloroso della mia vita», ha raccontato Shakiba, orefice di Kabul, alla BBC. Ogni anno sembra che le ferite si riaprano e un nuovo senso di sconfitta mi riempie il cuore. Quel giorno sento che i sogni che portavo nel cuore mi sono stati improvvisamente tolti».

L’Afghanistan è anche uno degli stati in cui si registra uno dei più alti tassi di mortalità materna: c’è un’ostetrica su 4000 donne e a causa delle restrizioni imposte ai medici uomini, in mancanza di personale sanitario femminile le donne vengono abbandonate a loro stesse.

Nonostante le innumerevoli violazioni dei diritti umani, i proclami, gli appelli alla comunità internazionale, le attestazioni di solidarietà, i reportage, oggi non c’è alcuna speranza di poter cambiare la situazione. Solo un mese fa sei membri dell’ONG Women and Children Legal Research Foundation a Kabul sono stati fatti sparire dal regime: a tutt’oggi le loro famiglie non sanno dove sono finiti.

Nonostante questo le donne coraggiose dell’Afghanistan rifiutano di essere silenziate e continuano a chiedere “Diritti, Giustizia, Libertà”.

Sister Care ha organizzato un programma di istruzione online, il link per contribuire è questo: https://donate.stripe.com/dRmbJ00SQbkY4UM92k1VK04

 


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