1 febbraio No Hijab Day. Per la prima volta anche dal vivo in sostegno alle iraniane
Togliersi il velo in difesa della libertà e pubblicare foto e filmati: lanciata nel 2018 dall'attivista Yasmina Mohammed finora l'iniziativa si era svolta solo online. La protesta in tutto il mondo, hashtag #FreeFromHijab e #NoHijabDay

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Yasmine Mohammed è un’attivista per i diritti umani canadese di origine egiziana che nel suo libro Senza velo. Come l’Occidente rafforza l’Islam radicale racconta la sua vita: è stata obbligata a mettere il velo, a subire innumerevoli violenze e a sposare un terrorista. Il 1 febbraio 2018 ha dato l’avvio al No Hijab Day, in risposta al World Hijab Day fondato da Nazma Khan nello stesso giorno del 2013. Quest’ultimo ha lo scopo di incoraggiare le donne di altre religioni a provare l’hijab per un giorno e di normalizzarlo definendolo uno strumento di potere per le donne, tesi che contraddice la realtà delle violenze e delle uccisioni di tante donne nel mondo, a cominciare dalle iraniane che protestano perché obbligate a indossarlo.

Finora il No Hijab Day si è tenuto solo on line, con le donne che pubblicavano foto e video in cui si toglievano il velo. Dal 1 febbraio 2026 questa giornata verrà celebrata anche dal vivo.

Scopo dell’evento è dare sostegno alle donne che sono obbligate a portare il velo e che in molti paesi vengono arrestate, picchiate e perfino uccise se non lo portano correttamente o lo tolgono. A dispetto della retorica con cui spesso si affronta l’argomento, per moltissime donne portare questo capo d’abbigliamento non è una libera scelta, ma il frutto di una coercizione e una pressione familiare e sociale che inizia da quando si è bambine.

“Celebriamo le donne di tutto il mondo che rischiano la prigione, la violenza e persino la morte per lottare per l’autonomia del proprio corpo e della propria mente. Il nostro tema di quest’anno è Le donne coraggiose dell’Iran. Ci concentreremo sulla valorizzazione e sul sostegno delle donne fenomenali dell’Iran che da quasi mezzo secolo lottano per la libertà dalla misoginia e dall’oppressione religiosa” scrive Mohammed su Fb.

La partecipazione al No Hijab Day è aperta alle donne dei paesi in cui l’hijab è obbligatorio, alle ex musulmane, alle attiviste per i diritti umani ovunque si trovino, a coloro che credono nel diritto all’autonomia nelle scelte sul proprio corpo e vogliono poter mostrare i propri capelli senza timore, e a tutte le donne preoccupate per il futuro e per i tentativi di normalizzare il velo e di limitare le libertà laiche.

È possibile partecipare al No Hijab Day unendosi alle proteste che si tengono nel mondo, pubblicando foto e video con gli hashtag #FreeFromHijab e #NoHijabDay e condividendo materiale sui propri profili social. Le donne obbligate a portare il velo e coloro che vogliono abbandonare l’Islam possono scrivere a confessionsofanexmuslim@mail.com e unirsi ai vari gruppi di ex-musulmani presenti in rete.

Silvia Di Paolo


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