Via la misandria dal ddl Zan: una mannaia per madri e bambini, un regalo per i padri abusanti

Parla Antonella Penati, madre di Federico ucciso dal padre durante un incontro "protetto". Il tribunale e anche la Cedu non ritengono responsabili di omessa protezione gli assistenti sociali che dovevano tutelare il bambino. E ora, dopo la Pas, contro donne e bambini si preannuncia il pericolo "misandria"
Condividi questo articolo

Strappare con la forza bambine e bambini terrorizzati dalle loro case, portandoli via alle madri.

Pisa, 15 giugno: prelevamento coatto di un bambino di 8 anni allontanato dalla mamma per ordine del Tribunale ordinario con l’intervento di 11 ufficiali pubblici che lo hanno costretto a un improvviso cambio di residenza, per consegnarlo al padre con cui non ha mai abitato -in Sicilia- in nome del cosiddetto diritto alla bigenitorialità.
Le psicologhe di Protocollo Napoli stigmatizzano l'accaduto, l'Ordine degli Psicologi della Lombardia sembra invece voler ridare forza alla teoria ascientifica della PAS -sindrome di alienazione parentale- fonte di strazi giudiziari ed esistenziali per molte madri e bambine-i vittime di violenza e abusi.

Umbria, pochi giorni fa, un bambino viene tolto dalle braccia della madre e trasferito in casa famiglia, con tanto di intervento dei sanitari. Qui il racconto straziante del giornalista - padre di due bambine/i - che ha assistito ai fatti.

Laura Massaro sta attendendo l'esecuzione del decreto che la separerà per sempre dal suo bambino. Insieme a lei altre madri e altre bambine-i vivono questo supplizio quotidiano. E non a causa di abusi, maltrattamenti o inadeguatezza genitoriale, ma in seguito ad accuse di PAS e ad azioni legali intentate dagli ex-mariti o compagni, padri dei loro figli.

Antonella Penati -suo malgrado- è la memoria storica di questi orrori.

Il 25 febbraio 2009 il suo bambino, Federico Barakat, 8 anni, è stato ucciso dal padre Mohamed durante un incontro "protetto" disposto dal giudice e dai servizi sociali nel consultorio ASL di San Donato Milanese. Un colpo di pistola e 37 coltellate. Antonella era stata giudicata una madre "alienante" che ostacolava i rapporti tra padre e figlio, nonostante un tentato omicidio e anni di stalking da parte dell'uomo. “Vuole ucciderlo" aveva segnalato il pericolo. "Non fategli incontrare suo figlio”. Federico aveva paura di suo padre. Aveva ragione di temerlo.

Dopo tre gradi di giudizio i due assistenti sociali e l’educatore incaricati di proteggere il bambino sono stati assolti, perché ritenuti non responsabili. Rivoltasi alla Corte Europea per i Diritti Umani, nemmeno lì Penati ha ottenuto giustizia. La Corte ha aggirato la domanda dei legali: chi aveva l’obbligo di tutelare la vita del bambino affidato ad un ente dello Stato? Quello di Federico è l'unico caso in Occidente di bambino ucciso in ambito protetto. La Cedu si è limitata ad affermare la regolarità del processo. La memoria difensiva dello Stato italiano, che Antonella definisce scandalosa, è stata scritta dalla stessa giudice Maria Grazia Civinini che in questi giorni ha ordinato il prelevamento forzato del bambino di Pisa.

Ma il silenzio stampa sulla sentenza Cedu emessa l' 11 maggio scorso è assoluto.

"Questa sentenza" dice Penati "segnerà il punto di non ritorno rispetto alla convenzione di Instanbul e più in generale riguardo ai diritti delle donne e dei minori. Di fatto afferma che lo Stato non aveva il dovere di difendere Federico. Ma il diritto alla vita deve essere certo e indisponibile. Quindi chi protegge i bambini nel corso degli incontri "protetti"? Ammettere la mancanza di protezione di un bambino affidato all’ente pubblico avrebbe messo in discussione tutto il sistema”.

Quale sistema?

"Quello delle case-famiglia, delle cooperative, dei centri antiviolenza, dei servizi sociali che lavorano sulla sottrazione di minori. Tutti zitti. Come se questa sentenza Cedu non fosse un problema che riguarda i diritti di migliaia di bambini italiani ed europei. Solo in Italia, almeno 70 mila bambini affidati ai servizi sociali e territoriali. Mio figlio fu ucciso proprio nel momento in cui la Pas cominciava a entrare nei tribunali italiani".

Spieghiamo ancora che cos'è la Pas.

"E' una mostruosa teoria elaborata dallo psichiatra forense americano Richard Gardner, misogino violento e pedofilo, che prima di approdare in Europa aveva già prodotto effetti devastanti negli Stati Uniti determinando la morte civile, psichica e spesso anche fisica di migliaia di bambini sottratti alle madri, bambini che in molti casi hanno tentato il suicidio e ci sono riusciti, in altri sono stati vittime di pedofilia. Finché i tribunali americani non dissero basta, avendo dovuto contatare che questa ideologia faceva vincere pedofili, abusanti, maltrattanti e violenti. Gardner arrivò a teorizzare che una madre che denunciava il padre per abusi sessuali sui figli era semplicemente un'isterica incapace di capire che questi contatti fisici avevano la funzione di preparare i bambini alla futura sessualità".

Tramontata negli Usa, la Pas cominciò a dilagare nei tribunali di tutta Europa.

"Con un aumento esponenziale dei casi. Non è mai passata l'idea che c'è un preciso collegamento tra figlicidi e violenze sulla madre, al punto che si può arrivare ad affermare che il figlicidio è un femminicidio. Solo pochi anni fa anche in Europa è stata dichiarata l'assoluta infondatezza scientifica della teoria di Gardner. Gli unici Paesi occidentali che non smettono di ricorrere alla Pas sono Italia e Brasile. Da noi non esiste formazione per chi è preposto alla tutela delle donne e dei bambini, che renda capaci di riconoscere i fattori di rischio. A questo si aggiunge una cultura misogina radicata e diffusa, che nutre una teoria spazzatura basata sulla malevolenza femminile. E la legge 54 sulla bigenitorialità "paritaria" non tiene conto della violenza domestica e/o assistita. Soprattutto non riconosce bambine e bambini come titolari di diritti".

Però qualche settimana fa anche la nostra Corte di Cassazione ha dichiarato l'assoluta infondatezza scientifica della Pas...

"Ma come vedi nei tribunali non si rinuncia a utilizzarla. Il sistema della Pas, lo dicevamo prima, fa comodo a troppi. Perfino ai centri antiviolenza, alle case rifugio, al giro delle famiglie affidatarie. C'è anche la paura di mettersi contro i servizi sociali, di perdere i finanziamenti pubblici... L'avvocata che ha difeso le tre persone coinvolte nel caso di mio figlio era l'avvocata di riferimento di un centro antiviolenza. Il CISMAI -Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l'Abuso all'Infanzia- raduna avvocati, giudici, psicologi, terzo settore, centri antiviolenza. Quando mio figlio venne ucciso tra le persone coinvolte c'era anche un membro del cda del CISMAI. E' questo che intendo per sistema".

Quindi il pronunciamento della Cassazione non cambierà le cose?

"Probabilmente cambierà solo il nome della cosa. Per salvare la cosa. Da Pas, per esempio, si potrà passare a misandria, il nuovo capo di accusa contro le donne sarà questo".

Il ddl Zan contro l'omobitransfobia è anche contro la misandria. L'ha ribadito più volte il suo primo firmatario (ne avevamo parlato qui).

"E' una cosa sconcertante. Una decisione pericolosissima, una mannaia per le donne. Li vedo già, questi padri violenti, che accusano le madri di odio misandrico. Anche più semplice che accusarle di Pas! Questa cosa non può assolutamente passare. Non sono affatto contraria a una legge che punisca l'odio omotransfobico, ci mancherebbe. Ma non c'entra nulla. Si lasci fuori la misandria! Si lascino stare le donne! Mi auguro che si tratti solo di inconsapevolezza e non invece di voler strizzare l'occhio alle potenti associazioni dei padri separati. Il pericolo è lo stesso dei primi anni 2000, quando non si vollero ascoltare gli allarmi sulla Pas: che oggi non si veda il rischio della misandria. Tutte le donne dovrebbero mobilitarsi contro questa cosa".

Con l'associazione Federico nel cuore Antonella Penati continua nel suo lavoro contro la violenza istituzionale sulle madri e su bambine-i e ha chiesto un pronunciamento al Presidente Mattarella e alla ministra Marta Cartabia.



Buona parte delle notizie pubblicate da Feminist Post non le leggerai altrove. Per questo è importante sostenerci, anche con un piccolo contributo: Feminist Post è prodotto unicamente grazie a lavoro volontario di molte e non gode di alcun finanziamento.
Se pensi che il nostro lavoro possa essere utile per la tua vita, saremo grate anche del più piccolo contributo.

Puoi darci il tuo contributo cliccando qui: Patreon - Feminist Post
   — oppure —
Puoi inviare a: ASSOCIAZIONE CULTURALE BLU BRAMANTE
Causale obbligatoria: FEMINIST POST
IBAN: IT80C0200812914000104838541
Potrebbe interessarti anche
13 Maggio 2022
Destra, sinistra, umano, transumano
Il tema dei "diritti" -dall'identità di genere all'utero in affitto- non è complementare o a latere, ma delinea l'orizzonte verso il quale ci si muove. Ma la prospettiva post-umana perseguita dai progressisti non è unica e ineluttabile. L'alternativa esiste: una civiltà a radice femminile
Ripresentando il ddl Zan, al Senato con scarsissime possibilità che passi -quando invece altre soluzioni, tipo il ddl Scalfarotto, avrebbero assicurato una legge contro l'omobitransfobia- il segretario PD Letta ha più volte sottolineato che il tema dei diritti è decisivo per il suo partito. Tema dei diritti che tuttavia è sempre posto come complementare, a latere di questioni ritenute ben più rilevanti: la guerra, certo, i temi economici ma anche semplicemente la legge elettorale. In verità il più della partita […]
Leggi ora
10 Maggio 2022
Kathleen Stock: 5 consigli per tenere calmi i transattivisti piantagrane
La docente costretta alle dimissioni per avere detto che il sesso biologico esiste, spiega come interagire con il transattivismo molesto: esattamente come una mamma alle prese con un bambino capriccioso o un teenager ribelle. Guida ironica per salvarsi la vita
La filosofa Kathleen Stock è diventata nota al di fuori dei circoli accademici dopo essere stata costretta con minacce e diffamazione da parte dei transattivisti a dimettersi dalla sua cattedra all’Università del Sussex per avere espresso opinioni critiche sull’identità di genere (vedere qui). Mentre casi simili accadono in tutto il mondo, comprese Italia ed Europa (vedere qui e qui), nei paesi anglosassoni le docenti si organizzano per lottare contro la censura del femminismo gender critical. Nell’articolo che vi presentiamo Kathleen […]
Leggi ora
3 Maggio 2022
Scoppia ovunque la bomba degli ormoni ai bambini. Ma in Italia no
Non più tollerabile il silenzio italiano -che fanno i parlamentari?- su bambine-i gender nonconforming trattati con ormoni. Quanto dovremo aspettare? Intanto il bubbone sta scoppiando ovunque, dal Nord Europa all'Australia agli Stati Uniti, dove si comincia a parlare dei puberty blocker come di uno scandalo medico senza precedenti
La medicalizzazione di bambine e bambini che non si adeguano agli stereotipi di genere sarà il prossimo grande scandalo medico. Mentre in Italia è tutto ancora avvolto in un insopportabile silenzio -per quanto ancora le autorità sanitarie potranno fare finta di niente?- altrove il bubbone sta scoppiando. Ci siamo occupate più volte dello stop alla medicalizzazione di minori in paesi che sono stati pionieri nell’introdurre l’identità di genere, come Svezia, Finlandia, Australia. Oggi vi aggiorniamo sui recenti sviluppi in UK […]
Leggi ora
1 Maggio 2022
Lei è Giorgia
Utero in affitto, identità di genere, maternità: su molti temi le posizioni della leader che oggi guarda alla premiership coincidono con quelle del femminismo, snobbate dalla sinistra. Che fare di fronte a questa sfida? Il movimento delle donne può dialogare con la destra?
Giorgia Meloni potrebbe diventare la prima donna premier nel nostro Paese. Lei non nasconde più la sua ambizione e se di qui alla prossima primavera saprà fare le cose giuste -meglio: se non farà cose sbagliate- e se riuscirà a scampare alle raffiche del fuoco amico, non meno intenso e insidioso di quello nemico, potrà raggiungere il suo obiettivo, dovendo ringraziare solo se stessa oltre agli errori dei suoi avversari: nessuno l'ha cooptata -vedere qui- non ha capibastone a cui […]
Leggi ora
26 Aprile 2022
Trans-medicina: la nuova lobotomia
Secondo Lisa Michele il trattamento di minori sani con ormoni è "uno dei più grandi scandali medici della storia" e può essere paragonato alla lobotomia di 50 mila americani a metà del secolo scorso: in entrambi i casi, nessuna evidenza scientifica e gravi danni per i pazienti. Intanto nasce in Italia un sito di auto-aiuto per genitori di bambine e bambini con disforia di genere
Parlando di quello che definisce "uno dei più grandi scandali medici della storia americana" (e non solo americana, purtroppo: i trattamenti di cui parla si fanno anche in Italia) la femminista americana Lisa Michele,azzarda un paragone molto forte tra le terapie ormonali per le persone con disforia (specie le-i minori) e la pratica chirurgica della lobotomia, trattamento devastante molto in voga negli USA tra gli anni '40 e gli anni '60. Quella che leggerete è una trascrizione del video di […]
Leggi ora
22 Aprile 2022
Torna al Senato il ddl Zan. Tale e quale. E noi di nuovo pronte alla lotta. Tale e quale
Irriducibili, Zan e il PD tornano alla carica. Con lo stesso identico testo già caduto al Senato. Vero obiettivo, l'identità di genere e la formazione nelle scuole. E mentre gran parte dell'Occidente -dalla Gran Bretagna alla Svezia, alla Finlandia. all'Australia, alla Florida- arretra sul self-id dopo averne constatato i danni per donne, bambine e bambini, in Italia si intende importare questo prodotto scaduto
Guerra o non guerra, Covid o non Covid, la settimana prossima al Senato, presumibilmente mercoledì 27- il PD ripresenterà il ddl Zan. Tale e quale. Nessuna obiezione è stata considerata, né tanto meno discussa. L'identità di genere -è la cosa a cui si tiene di più, il vero architrave della legge- resta al centro, con la formazione nelle scuole e tutto il resto. Il mondo occidentale arretra dopo avere constatato i danni causati dall'autoidentificazione di genere e dal self-id, a […]
Leggi ora