24 Italian female athletes take legal action against male ultra-athletes in their sports.

The sportswomen -including Cristina Sanulli and Denise Neumann, beaten by Valentina Petrillo, a male athlete, - claim to be deprived of fair competitions, in violation of the Equal Opportunities Code. And they write to Minister Bonetti and Undersecretary Vezzali. No answer so far.
Condividi questo articolo

As the Tokyo Olympic and Paralympic Games approached in July, the media began showing footage of women's competitions in which male-born athletes also participate - and almost always win - thanks to the guidelines drawn up by an all-male group of the International Olympic Committee, which provide for self-identification with "female gender identity" and lowered testosterone levels as the only criteria.

The images of these, with a frame that despite the breasts, pink jumpsuits, lipstick and red nail varnish remains unmistakably masculine, leap to the eye and are opening a debate on the legitimacy of allowing male athletes to compete with women.

Faced with the obvious advantage of male 'ultra-bodies' in women's sports, much of the audience asked: what do female athletes think? Why do they not rebel en masse?

Indeed, the Italian sports news has given great prominence to the story of Valentina Petrillo, 'the first transgender athlete to run to qualify for Tokyo 2020' (see here [U1] and here[U2] ), but female athletes have been rendered invisible, with few exceptions.

Despite this press blackout, Italian women athletes have rebelled and expressed their indignation not by deserting the competitions, but through legal means, for being deprived of a fair competition.

Lawyer and Italian athletics champion Mariuccia Fausta Quilleri is representing 24 female athletes who have signed a petition calling for male-born transgender athletes to be admitted to women's competitions exclusively out of competition.

The athletes first of all contest the lack of scientific basis - as well as the lack of legal validity - of the IOC guidelines, as has been proven by numerous studies, among which the most comprehensive is perhaps that of Dr Emma Hilton and Dr Tommy Lundberg published in "Sports Medicine" (see here[U3] ).

In addition, they claim that the admission of male bodies in women's competitions constitutes a violation of Article 1 of the Code of Equal Opportunities between Men and Women[U4] , which - writes lawyer Quilleri - "obliges absolute, inviolable and indispensable respect for the female physical individuality".

The petition was sent on 3 May to the president of the Italian Athletics Federation, Stefano Mei, the Minister for Equal Opportunities, Elena Bonetti, and the undersecretary of state for sport, Valentina Vezzali. After more than a month, none of these authorities has yet replied.

Among the athletes who have signed the petition are Cristina Sanulli and Denise Neumann, who competed with Petrillo at the Italian masters championships in Arezzo in October 2020 - you can see them in the opening photo - and who told the journalist who interviewed them that they felt they had "not competed as equals" (see here[U5] ).

Sanulli and Neumann continued to train and race, and at the Italian indoor championships in Ancona in March 2021 they had a chance for a rematch. In the 200m indoor race Cristina Sanulli still managed, despite her shorter stature and female body, to beat Petrillo in speed and came first, and Valentina second, despite having all the technical advantages provided by a body that has experienced male puberty: the longer stride, bigger heart, feet and lungs, higher maximum oxygen consumption per muscle contraction (VO2max), stronger tendons, and much more.

On Friday June 11th we spoke with Mariuccia Fausta Quilleri and Cristina Sanulli. See the Live Broadcast here[U6] .

Original article published here on June 7th.


Maria Celeste.

Translated by Tania Alessandrini


 [U1]https://www.fanpage.it/attualita/valentina-petrillo-la-prima-atleta-paralimpica-transgender-in-corsa-per-tokyo-2021/

 [U2]https://corrieredibologna.corriere.it/bologna/altro-sport/20_settembre_23/valentina-che-si-chiamava-fabrizio-l-altra-olimpiade-eb947836-fd64-11ea-b7f1-a0b7df760f0c.shtml

 [U3]https://www.researchgate.net/publication/346774077_Transgender_Women_in_the_Female_Category_of_Sport_Perspectives_on_Testosterone_Suppression_and_Performance_Advantage

 [U4]https://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/06198dl.htm#:~:text=303%2C%20articolo%205)-,1.,utilizzazione%20dei%20relativi%20fondi%20europei

 [U5]https://www.redattoresociale.it/article/notiziario/in_pista_con_valentina_petrillo_atleta_transgender_ma_non_abbiamo_gareggiato_alla_pari_

 [U6]https://www.youtube.com/watch?v=jJ33aNoiW_k&t=2338s


Buona parte delle notizie pubblicate da Feminist Post non le leggerai altrove. Per questo è importante sostenerci, anche con un piccolo contributo: Feminist Post è prodotto unicamente grazie a lavoro volontario di molte e non gode di alcun finanziamento.
Se pensi che il nostro lavoro possa essere utile per la tua vita, saremo grate anche del più piccolo contributo.

Puoi darci il tuo contributo cliccando qui: Patreon - Feminist Post
   — oppure —
Puoi inviare a: ASSOCIAZIONE CULTURALE BLU BRAMANTE
Causale obbligatoria: FEMINIST POST
IBAN: IT80C0200812914000104838541
Potrebbe interessarti anche
17 Maggio 2022
Milano introduce l'autocertificazione di genere
Basterà una dichiarazione "solenne" per poter scegliere di che sesso sei -femmina, maschio o nessuno dei due- senza atti medici, perizie o sentenze, e adottare l'identità "alias" in svariati servizi comunali, liste elettorali comprese. Di fatto il self-id, un enorme cambiamento introdotto con un semplice atto amministrativo e senza alcun dibattito pubblico. Ma è tutto da valutare se la legge lo consente
Dunque a Milano è stato introdotto il self-id: vuole dire poter decidere se sei maschio, femmina -o nessuno dei due- in totale libertà, senza perizie, sentenze, testimoni -come prevede la legge nazionale-: niente del genere, un semplice passaggio burocratico ed è fatta. In Gran Bretagna, dopo anni di dibattito pubblico, il self-id è stato archiviato: la stragrandissima maggioranza della popolazione era contraria. A Milano, senza alcun dibattito, come se la cittadinanza non esistesse, come se le leggi non esistessero, e […]
Leggi ora
1 Maggio 2022
Lei è Giorgia
Utero in affitto, identità di genere, maternità: su molti temi le posizioni della leader che oggi guarda alla premiership coincidono con quelle del femminismo, snobbate dalla sinistra. Che fare di fronte a questa sfida? Il movimento delle donne può dialogare con la destra?
Giorgia Meloni potrebbe diventare la prima donna premier nel nostro Paese. Lei non nasconde più la sua ambizione e se di qui alla prossima primavera saprà fare le cose giuste -meglio: se non farà cose sbagliate- e se riuscirà a scampare alle raffiche del fuoco amico, non meno intenso e insidioso di quello nemico, potrà raggiungere il suo obiettivo, dovendo ringraziare solo se stessa oltre agli errori dei suoi avversari: nessuno l'ha cooptata -vedere qui- non ha capibastone a cui […]
Leggi ora
28 Aprile 2022
Caso Sargentini: l'assordante silenzio di Saviano
La giornalista femminista Monica Ricci Sargentini minacciata di sanzione -tre giorni di sospensione- dal Corriere della Sera per avere condiviso lo spirito di un'iniziativa di protesta contro un articolo pubblicato sull'allegato Sette in cui lo scrittore napoletano parlava di regolarizzare il "sex work" come lavoro ordinario. Sarebbe importante conoscere il suo punto di vista di difensore della libertà di opinione sulla vicenda. Ma al momento nessun segnale
Conosciamo Roberto Saviano come un difensore della libertà di opinione e di stampa. Così si è sempre presentato. Non soltanto per i rischi corsi personalmente, ma per avere in più occasioni difeso la libertà di pensiero con prese di posizioni pubbliche, spiegando che un giornalista deve “poter fare il proprio lavoro senza essere attaccato sul piano personale, senza un clima di minaccia” e lamentando che “qualsiasi voce critica sa di potersi aspettare ritorsioni”. In questi giorni Monica Ricci Sargentini, giornalista […]
Leggi ora
26 Aprile 2022
Trans-medicina: la nuova lobotomia
Secondo Lisa Michele il trattamento di minori sani con ormoni è "uno dei più grandi scandali medici della storia" e può essere paragonato alla lobotomia di 50 mila americani a metà del secolo scorso: in entrambi i casi, nessuna evidenza scientifica e gravi danni per i pazienti. Intanto nasce in Italia un sito di auto-aiuto per genitori di bambine e bambini con disforia di genere
Parlando di quello che definisce "uno dei più grandi scandali medici della storia americana" (e non solo americana, purtroppo: i trattamenti di cui parla si fanno anche in Italia) la femminista americana Lisa Michele,azzarda un paragone molto forte tra le terapie ormonali per le persone con disforia (specie le-i minori) e la pratica chirurgica della lobotomia, trattamento devastante molto in voga negli USA tra gli anni '40 e gli anni '60. Quella che leggerete è una trascrizione del video di […]
Leggi ora
22 Aprile 2022
Torna al Senato il ddl Zan. Tale e quale. E noi di nuovo pronte alla lotta. Tale e quale
Irriducibili, Zan e il PD tornano alla carica. Con lo stesso identico testo già caduto al Senato. Vero obiettivo, l'identità di genere e la formazione nelle scuole. E mentre gran parte dell'Occidente -dalla Gran Bretagna alla Svezia, alla Finlandia. all'Australia, alla Florida- arretra sul self-id dopo averne constatato i danni per donne, bambine e bambini, in Italia si intende importare questo prodotto scaduto
Guerra o non guerra, Covid o non Covid, la settimana prossima al Senato, presumibilmente mercoledì 27- il PD ripresenterà il ddl Zan. Tale e quale. Nessuna obiezione è stata considerata, né tanto meno discussa. L'identità di genere -è la cosa a cui si tiene di più, il vero architrave della legge- resta al centro, con la formazione nelle scuole e tutto il resto. Il mondo occidentale arretra dopo avere constatato i danni causati dall'autoidentificazione di genere e dal self-id, a […]
Leggi ora
16 Aprile 2022
New Jersey. Gravidanze in prigione femminile dopo l'arrivo di "detenute" trans
Due detenute incinte nel carcere femminile del New Jersey dopo l’arrivo di prigionieri transgender. A nulla sono servite le denunce di molestie da parte di uomini che "si identificano" come donne e le proteste delle guardie. L’autodeterminazione di genere pesa come un macigno sul sistema carcerario USA
Due detenute sono rimaste incinte dopo aver avuto rapporti con un prigioniero transgender all’interno dell’unico carcere femminile del New Jersey, l’istituto correzionale “Edna Mahan”. Lo ha dichiarato in una conferenza stampa il responsabile delle relazioni esterne del Dipartimento delle Correzioni dello stato. Non è chiaro se le detenute abbiano avuto rapporti con lo stesso detenuto trans-identificato e se intendano portare avanti la gravidanza. I responsabili della prigione, da tempo nell’occhio del ciclone per accuse di abusi, hanno specificato che i […]
Leggi ora